26 agosto 2017

I Milli Vanilli, ovvero la più grande truffa della storia della musica

La vicenda che vede protagonista i Milli Vanilli, band pop/dance tedesca di fine anni '80, passata in un attimo dalle vette delle classifiche al dimenticatoio quando si scoprì il suo clamoroso imbroglio, è una storia degna della trama di un film; spero pertanto che mi perdoniate se nell'esporla in quest'articolo la parasafrerò un po'.

Ci troviamo in Germania nel 1988. Il produttore discografico Frank Farian ha per le mani una band con un'ottima capacità compositiva ed esecutiva. Il gruppo ha un solo difetto: non ha un'immagine accattivante, che possa fare presa sul pubblico. Farian si trova così nel dubbio se produrre la band, rischiando il flop e la perdita di un mucchio di soldi, oppure non finanziarla ma rinunciando ad un probabile successo, e ad una cifra ancora maggiore di denaro. È proprio questo il dubbio che tormenta il produttore, mentre si trova appoggiato al bancone di una discoteca di Monaco di Baviera. "Siamo nell'epoca di MTV, per avere successo un gruppo deve avere un'immagine forte, cool, come... come... come quei due ragazzi laggiù" pensa Farian guardando due giovani di colore che si stanno scatenando in pista. Sono Fab Morvan, 22 anni, francese, nato a Parigi da genitori del Guadalupe, e Rob Pilatus, 23 anni, tedesco, nato a Monaco e figlio di un soldato afroamericano. I due si sono conosciuti quella sera. È in quel momento che al produttore viene in mente la pericolosa idea, pertanto chiama i due ballerini e gli fa cenno di seguirlo in un privé.

"Ragazzi, vi piacerebbe diventare delle pop star acclamate dalla folla, e con un bel conto in banca?" "Sarebbe bello, signore, ma noi non sappiamo né cantare né suonare" "Sciocchezze, non serve! Basta che mettiate le vostre facce sulla copertina del disco e sul materiale promozionale, e ho già una band che penserà alle canzoni al vostro posto. Allora, ci state?" "Ma questa cosa è legale?" "Farete un mucchio di soldi". I due ragazzi sono disoccupati, e quindi accettano.

Quando Farian comunica la novità ai componenti della band, questi la prendono malissimo, ma la gentile proposta del produttore è di quelle che non accettano altre soluzioni: "O con loro, o non vi produco!" Il gruppo si morde la lingua e accetta. Il 45 giri di "Girl you know it's true" viene così prodotto con il "metodo Farian": band competente alla canzone, ballerini bellocci in copertina, ed esce il 25 giugno 1988 (vedi foto). Il produttore aveva visto giusto: il disco diventa subito un successo in Germania. Comincia a crescere la fama dei due ragazzi, e il conto in banca di Farian. Questo spinge il produttore a fare il passo successivo, e convoca Morvan e Pilatus per realizzare il video promozionale del singolo. "Ma noi non sappiamo cantare!" "Sciocchezze! Basta che balliate come quella sera in discoteca, che muoviate le labbra, e andrà tutto bene!" I ragazzi sono un po' titubanti, ma nel filmato danno fondo al loro repertorio di salti e movimenti sincopati. Anche questa volta Farian aveva visto giusto: il videoclip diventa un successo a livello europeo, facendo accrescere la fama di Morvan e Pilatus, e la ricchezza del produttore. I tempi sono maturi per far uscire un album, e nel novembre 1988 viene pubblicato "All or Nothing", seguito un mese dopo dal nuovo singolo e dal video di "Baby Don't Forget My Number". Per la terza volta Farian si dimostra un produttore in gamba, e non tardano ad arrivare da tutto il mondo (Italia compresa) ulteriore fama e denaro per i ragazzi e il boss, rigorosamente in quest'ordine.

I canali televisivi internazionali cominciano a chiedere la presenza dei due frontmen nelle loro trasmissioni; Farian accetta e lo comunica ai due ragazzi. "Ma noi non sappiamo cantare! Questa volta ci scopriranno!" "Sciocchezze! Tutti i cantanti in televisione si esibiscono in playback! Basta che andiate lì e facciate la stessa cosa che avete fatto nei video!" Morvan e Pilatus sono poco convinti, ma accettano. Nelle prime esibizioni televisive si dimostrano un po' insicuri, ma ben presto prendono confidenza con il mezzo. Anzi, ci prendono proprio gusto, e i loro playback televisivi diventano degli spettacoli in cui i due ragazzi ballano, corrono, saltano, si scontrano in volo e il tutto senza smettere di "cantare". Morvan mima la voce principale, e Pilatus fa il labiale della seconda voce e persino del coro femminile. Le loro esibizioni raggiungono un tale livello di finzione che nelle trasmissioni che richiedono anche la partecipazione della band, addirittura i musicisti si lanciano in un playback sfrenato. C'è un filmato in cui il bassista "suona" il suo strumento prendendolo a sberle, cercatelo su Youtube. Siamo negli anni '80, il pubblico non pensa neanche lontanamente che uno spettacolo possa essere finto, ma soprattutto non si interroga nemmeno sul problema, perché non ha importanza. Qualcuno però nota una cosa... Non sfugge infatti a chi si occupa di musica come nelle interviste internazionali i due frontmen dimostrino di avere poca familiarità con la lingua inglese, a dispetto della dimestichezza sfoggiata nelle canzoni. Questa però è solo un'idea, che rimane lì e non disturba il successo dei Milli Vanilli.

Tra il marzo e il luglio del 1989 escono l'album "Girl you know it's true" e i singoli "Girl I'm Gonna Miss You" e "Blame It on the Rain". Il successo del gruppo è inarrestabile: l'intero globo terrestre gli tributa i due benefit tanto graditi. Inebriato da questo, Frank Farian decide di alzare ulteriormente l'asticella: conferma la partecipazione dei Milli Vanilli ad un concerto organizzato da MTV. "Un concerto? Ma sei matto? Ci scopriranno!" "Sciocchezze! Non è un vero concerto: è organizzato da MTV, è come una trasmissione televisiva. Voi andate lì e fate il vostro solito spettacolo." Poco convinti, i ragazzi accettano.

È il 21 luglio del 1989. Stando dietro alle quinte dello show, i due frontmen sbirciano verso la platea. Quello che vedono gli gela il sangue nelle vene: davanti a loro c'è una folla di 80.000 persone. "Se qualcosa va storto questa volta, siamo spacciati" "Ora saliamo sul palco e facciamo del nostro meglio, ma quando abbiamo finito andiamo da Farian e gli diciamo che non vogliamo più continuare a fingere". Le note di "Girl you know it's true" iniziano a suonare, e i ragazzi entrano in scena mettendo impegno nella loro esibizione in playback. L'occasione è di quelle importanti: sul palco gli hanno messo anche i musicisti e persino il coro femminile. Sta tutto procedendo per il meglio, la folla è entusiasta. Siamo alla fine degli anni '80, i cd esistono già ma sono poco usati: quello che il pubblico sta ascoltando è un caro e vecchio disco in vinile. Se un cd salta, smette di suonare; se un disco salta, continua a ripetere la stessa frase, e questa volta succede proprio sul ritornello. "Girl you know it's... Girl you know it's... Girl you know it's... Girl you know it's..." Pilatus abbozza, cerca di fare il labiale anche di questo, ma ben presto si accorge di essere ridicolo e fa la cosa peggiore che potesse fare: fugge dietro le quinte. Morvan si ritrova da solo in scena mentre si sente a ripetizione la parte vocale del suo compagno; preso dal panico, scappa anche lui dal palco. Sarebbe bastato dire una cosa semplice tipo "Scusate, oggi abbiamo mal di gola e facciamo l'esibizione in playback. Adesso rimettiamo il disco e ripartiamo" ma la tensione e la paura di essere scoperti che i ragazzi si portano dietro da mesi li blocca. Paradossalmente qualsiasi altra cosa, a parte fuggire di scena, sarebbe andata bene: il pubblico è contento di sentire una bella canzone e di vedere i propri beniamini sul palco, tutto il resto non gli importa. Non serve nemmeno inventarsi una scusa: la folla è lì che attende solo che la band torni in scena e che lo spettacolo ricominci. Quel giorno però Morvan e Pilatus non ritornano sul palco.

L'episodio mette qualche sospetto negli addetti ai lavori, ma non influisce sul successo della band, tant'è che nel gennaio 1990 esce il singolo "All or Nothing". A far scoppiare il caso è una dichiarazione del vero cantante della band Charles Shaw, il quale, probabilmente stanco di stare nell'ombra e deluso dal comportamento dei due frontmen, svuota il sacco davanti alla stampa. Questa si getta immediatamente sulla band e il produttore: tutti vogliono sapere la verità. Non riuscendo a reggere la pressione mediatica, il 12 novembre 1990 Farian confessa, confessa tutto. Qui scoppia il vero scandalo: la casa discografica molla il produttore, e lui molla i Milli Vanilli. Questo ovviamente non basta: contro di loro vengono intentate 27 cause, e viene revocato il Grammy da poco ricevuto. Morvan e Pilatus convocano una conferenza stampa in cui dichiarano che è vero, non erano loro a cantare, ma si sarebbero iscritti ad un corso di canto e avrebbero fatto sentire a tutti di cosa sono capaci. Pochi mesi dopo sono infatti in studio di registrazione per farci sentire il risultato dei loro sforzi: cantano da schifo. I loro tentativi si rivelano dei flop pazzeschi, o non vedono nemmeno la pubblicazione. La vicenda ha purtroppo un finale drammatico: Rob Pilatus muore di overdose nel 1998.

Ma... c'è anche un finale positivo: dopo decenni di sforzi e di corsi Fab Morvan ha finalmente imparato a cantare. Attualmente si esibisce in concerti e apparizioni televisive di "vecchie glorie" ballando, cantando la parte principale, la seconda voce e persino il coro. Ed è bravo.

In conclusione: è vero che i Milli Vanilli cantassero sempre in playback, ma le loro esibizioni erano spettacoli veri e propri, e la gente ne andava matta. Poi le canzoni erano comunque suonate e cantate da qualcuno, il Grammy doveva rimanere della vera band; fino dall'inizio non era per i ballerini. E di sicuro chi comperava i dischi non lo faceva per la foto in copertina ma per ascoltare le canzoni. Penso quindi che i Milli Vanilli siano stati puniti troppo severamente per quello che hanno fatto, anche considerando che non sono stati né i primi né gli ultimi a fare questo gioco. Nella storia della musica pop e dance vi sono stati altri casi simili: uno famoso è quello dei Boney M in cui il frontmen Bobby Farrell non era la stessa persona che cantava nei dischi. E sapete chi cantava realmente? Frank Farian! Proprio lui, il produttore dei Milli Vanilli! Un caso italiano è invece quello di Corona, "cantante" dance anni '90 impersonata dalla modella Olga Maria de Souza, che tra il primo e il secondo singolo ha cambiato voce! Meritano di essere citati, inoltre, gli analoghi casi dei Baltimora e Dan Harrow.

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