23 dicembre 2007

Stranezze e manie in Via Roma 60

In Fumettoteca ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare

Prima di entrare in Fumettoteca ero una persona normale, come tutti voi. Ma una volta all’interno sono stato travolto da mondi, passioni, abitudini e linguaggi completamente differenti, e incomprensibili al di fuori della porta a vetri di via Roma 60.
Ricordo ancora come è andata.


Sono davanti al Centro Grafico. Ho già sentito parlare di questo posto, ma le voci che ho raccolto sono contraddittorie, e comunque non credibili. Mi parlano di vampiri, pinguini e ragazze con le orecchie da gatto. Decido di entrare per saperne di più.
Una volta all’interno, fermo il primo ragazzo che trovo. È un tipo un po’ spettinato, e gli domando: "Scusa, posso farti qualche domanda su questo posto?"
"LOL, che figata! Mad rulez!"
"Cosa hai detto?"
"Beh, cazzo, ‘LOL’ come in ‘ROF LOL FTW’ e ‘rulez’ come ‘i 3 processori della X-Box 360 roolahz’, no?
"Scusa, ma come cavolo parli?"
"Come tutti nell’underground della rete, utilizzando in parte linguaggio L33T. Se tu fossi un hardcore gamer capiresti tutto come se fosse la tua lingua natale…"
"Stop, stop: cosa vuol dire ‘LOL’?"
"Laughing Out Loud, ridere fortemente."
"E ‘rulez’?"
"Dominare."
"ROF LOL?"
"Rolling Over the Floor + LOL, ridere fortemente rotolando sul pavimento."
"FTW?"
"For The Win, per la vittoria."
"Ma soprattutto: cos’è il linguaggio L33T?"
"È un linguaggio hacker inventato per scrivere nei forum o nelle chat senza essere intercettati dai BOT governativi, i programmi che individuano chi cerca di violare i sistemi di sicurezza. Semplice!"
"Sì, ma perché parli così?"
"Perché uso troppo il PC!"
"Ma non è una cosa stupida?"
"Non capisco perché dovrebbe!"
Gli rispondo "Ok, grazie." e mi allontano. Ma in realtà non ho capito nulla di quello che mi ha detto.

Scendo le scale, e mi avvicino ad un ragazzo con gli occhiali, seduto ad un tavolo con davanti un PC portatile. È strano che se lo sia portato dietro, considerando che qui ce n’è già uno. Mi metto alle sue spalle e guardo cosa sta facendo. Sta guardando la foto di una ragazza… ma ha le orecchie da gatto! Gli domando: "Cosa stai guardando?"
"È una neko-girl!"
"Cioè?"
"Le neko-girl sono fanciulle con le orecchie da gatto, e solitamente anche la coda."
"E perché ti piacciono?"
"Perché sono arrapanti!"
"Ma non è una cosa da pervertiti?
"Sì, mi sento un pervertito."
Ci guardiamo per lunghissimi secondi in silenzio. Poi dico: "Ok." e mi alzo, forse nella stanza vicina avrò più fortuna.

Una volta nell’altra stanza vedo che, seduta ad un tavolo, c’è una ragazza dall’aspetto normale. Potrebbe sembrare la cassiera di un supermercato. Questa volta vado sul sicuro. Mi siedo di fronte a lei, ma quando mi accorgo che sta giocando con un videogioco è troppo tardi, e le ho già domandato: "Ciao, cosa fai?"
Lei, senza alzare la testa dal gioco, risponde: "Gioco con il Nintendo DS. È una consolle portatile con due schermi, di cui uno touch screen."
"E che giochi ci sono?"
"C’è Shangai, ma in questo momento sto giocando ad Harvest Moon. Io sono un bambino che ha ereditato una fattoria e un campo, e devo coltivarlo. Così vado in città e compro i semi, li faccio crescere, poi vendo i frutti. Con i soldi compero degli animali, li allevo… poi l’omino può andare in giro per il paese, telefonare, si può sposare…"
"Perché ti piace questo gioco?"
"È carino, esplori, fai cose nuove, parli con la gente."
"Ok, ma non è stupido che giochi con quello, quando ti trovi in mezzo ad alte persone?"
"È un po’ stupido, ma mi passo il tempo."
"Ooochei, ciao."

Il mio intento di capirci qualcosa su questo posto naufraga sempre di più.
Mi dirigo verso un lato della stanza, con tre poltrone rosse, sulle quali sono sedute tre ragazze. Una mora, una rossa e una bionda; tutte e tre stanno leggendo qualcosa.
Domando alla prima: "Ciao, cosa stai leggendo?"
"È una fanfiction."
"Cioè?"
"Sono storie inventate, con un background dei personaggi già esistente. Sono scritte da appassionati di fumetti, libri, cartoni o telefilm."
"Ok, ma poi uno cosa se ne fa? Hanno un mercato? Perché prendersi questo impegno?"
"Vengono pubblicate su Internet, ma girano anche tra gli amici. Ci si diverte un casino!"
"E perché ti piacciono?"
"Mi piace riuscire a vedere fin dove può arrivare la demenza umana…"
"Ma ascolta: non è una cosa stupida?"
"È una cosa infinitamente stupida, è bello per questo, ma anche perché ci sono persone che scrivono molto bene. E poi uno non può diventare uno scrittore partendo da zero con un romanzo. Può partire invece con le fanfiction."
Sarà, ma io ho le idee sempre più confuse.

Forse con la seconda ragazza avrò più successo.
Le domando: "Ciao, cosa stai leggendo?"
"È un fumetto su dei ragazzi gay."
"Sei gay?"
"No, non serve essere gay per leggere un fumetto gay."
"Ma allora perché lo leggi?"
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
Il mio obiettivo di capirci qualcosa sembra allontanarsi sempre più.

Provo con la terza ragazza.
Anche a lei domando: "Ciao, cosa stai leggendo?"
"Una fanfiction gay su Harry Potter."
"Ah, le fanfiction! So tutto! … Un momento… su Harry Potter?"
"Sì, mi piace leggere Harry Potter. Ho letto tutti i suoi libri e visto tutti i suoi film. Poi ho letto i fumetti in Giapponese perché non sono ancora usciti in Italiano, o meglio ho guardato le figure."
"E perché ti piace?"
"Mi piace perché ci sono Pithon, Lucius e Draco Malfoy, e continuo a sperare che Harry venga fatto a pezzi."
"Ma come???"
"Sì, Harry è insignificante, la storia andrebbe avanti anche da sola. Harry è troppo buono, secondo me si droga per essere così."
"Ma Harry Potter non è un prodotto destinato ai bambini?"
"È da bambini, ma dipende da chi lo legge. È una cosa popolare, ora forse troppo, è bello anche tutto l’intorno. E poi gli ultimi libri non sono proprio per bambini."
Va beh, è meglio che mi allontani velocemente da qui.

All’estremità opposta della stanza, appoggiati ad una ringhiera, ci sono due ragazzi e due ragazze vestiti di nero. Chiedo a uno di loro: "Come mai siete vestiti cosi?"
"Perché stasera c’è il live."
"Cantate?"
"No, è il live dei vampiri. È un gioco di ruolo, un incontro tra giocatori che interpretano un personaggio vampiresco. È una trasposizione del gioco cartaceo che presuppone un’interazione sociale tra i vari personaggi senza avere i tempi morti del fuorigioco."
"Ah, e perché ti piace?"
"Per quel periodo stacco dalla mia personalità e divento una persona completamente diversa. Mi permette di avere un gioco più diplomatico con le persone e di immedesimarmi di più nel personaggio."
"Ma non è una cosa un po’ stupida?"
"Sì e no. Da una parte, che una persona di 21 anni si creda per una sera un vampiro è molto stupido. D’altra parte, se è un gioco e ci si riesce a divertire non vedo perché non farlo. È più stupido paragonare il gioco di ruolo al satanismo."
Ci mancavano pure i vampiri. Un altro paio di persone del genere e scappo.

Torno nell’altra stanza, e mi avvicino ad un tipo grosso seduto al PC fisso. Do un’occhiata allo schermo, e gli domando: "Che strano che è il tuo Windows…"
"Non è Windows ma Linux, quello del pinguino. Sai… negli anni ’80 uno smanettone di nome Linus Torvalds aveva inserito nei newsgroups una richiesta per fare un nuovo sistema operativo. Gli utenti di Internet gli hanno dato una mano, così è stato sviluppato un sistema per ogni esigenza, al pari di quelli a pagamento. Linux ha la licenza GNU GPL, cioè ricevi gratuitamente il codice sorgente, ma tu devi rilasciare gratis il codice di quello che aggiungi. Il vantaggio è che tutti possono essere sia utilizzatori sia tester, ovvero se c’è un problema puoi vedere dov’è."
"Ma ci sarà anche qualche difetto…"
"Il difetto è che non pagando nessuno, nessuno è responsabile del comportamento del sistema. Se perdi 6 giga di memoria non hai nessuno con cui prendertela. C’è diffidenza sull’affidabilità, perché nessuno risponde."
"E perché lo preferisci?"
"Lavoro anche su Windows, dipende dall’ambito. Per me, che ho pochi fondi, uso programmi open source, che ti lasciano vedere come sono stati costruiti, mentre per la ditta uso Windows. A volte uso anche un misto tra i due sistemi."
"Ma non ti senti in qualche modo svantaggiato ad usare un sistema meno diffuso?"
"No, perché per me è materia di lavoro, studio e passione, e quindi mi interesso. Fin che posso uso Linux, poi uso gli altri."
"Ok, ok ma… devo andare!"

Mi dirigo velocemente verso la porta. Non ce la faccio più a stare qui, non sto capendo niente! Non ho trovato nulla che mi appassioni; nessuno riuscirà a trattenermi. Sto per raggiungere l’uscita quando mi si piazza davanti una ragazza bassina che si spara un paio di pose e mi dice: "Look my face!"
"Cosa?"
"Yo yo, John Cena!"
"Appassionata di Wrestling?"
"Oddio, è una stupidaggine. Sono persone poco vestite che si saltano addosso per finta. Ci sono uomini e donne."
"È uno sport."
"È una pagliacciata."
"Ma allora perché lo segui?"
"Che domande difficili che mi fai! È una cazzata, perché fanno mosse fighe. Sono persone intelligenti perché fanno anche canzoni. C’è anche Hulk Hogan che fa un programma in cui sputtana la sua famiglia. Sono artisti completi!"
"Ma il Wrestling in tv non è un programma visto soprattutto dai bambini?"
"Il pubblico è fatto da bambini perché i bambini sono coglioni, altrimenti non è un programma per bambini!"
"Ma tutto ciò non è stupido?"
"Sì, è stupido, ma è per quello che lo guardo. Se non fosse stupido, sai che noia?"

Però, carina questa sciroccata. Quasi quasi rimango.

Ha il ragazzo. ‘Azz!

16 dicembre 2007

La Fumettoteca Mad

Il Punto G di Trento

Non dire balle.
Non è possibile che esista ancora qualcuno che non ha mai visto la Fumettoteca Mad di Trento. È in centro che più centro non si può, in via Roma 60 a uno sputo dalla Biblioteca principale. Forse sei passato quando la Fumettoteca era chiusa, e allora dai ripassa il giovedì, venerdì e sabato dalle 16 alle 19. Più probabilmente era aperta, ma tu ti sei fermato all’esterno a guardare i nostri manifesti attaccati alle finestre, oppure a osservarci dalla porta a vetri. La prossima volta entra, dannazione! O vuoi rimanere vergine tutta la vita?!

Sei indeciso. Non entri se non sai cosa ti aspetta, ti ho capito. Ma come fare a spiegarti in poche parole cosa c’è in Fumettoteca? Presso la Mad c’è tutto. Tutto! Ti offriamo un mondo intero, fatto di divertimento, fumetti, grafica, libri, concorsi e belle fi#he. Cosa ca##o vuoi di più?

Presso la Fumettoteca Mad puoi prendere in prestito gratuito più di 5000 fumetti! Ma quando mai li hai visti in vita tua, eh? Cerchi un fumetto? Ce l’abbiamo, di sicuro! E poi puoi prendere anche i dvd dei film d’animazione. In quale altro posto li hai mai trovati gratuitamente?
Anche di grafica e libri ti parlavo prima. E infatti da noi puoi prendere in prestito persino volumi di grafica da veri e propri sboroni, talmente costosi che nessun altro sulla faccia della Terra si fida a prestare, ma noi sì. Libri così strafighi che nemmeno la biblioteca li ha! E questa, signori miei, è una sfida!

Ma non hai ancora capito niente se pensi che la Fumettoteca sia solo un posto dove si prestano le cose! Alla Mad c’è tutto quello che ti serve, persino se un giorno non hai voglia di fare un ca##o! In Fumettoteca si può anche mangiare qualcosa, bere tè e caffè, passarsi il tempo al caldo d’inverno e al fresco d’estate, e infine andare al bagno! La Mad è un luogo aperto, spalancato direi, e poi è la sola cosa da fare e l’unico posto aperto il sabato pomeriggio a Trento! Ma soprattutto è la sede ufficiale del ca-si-no!

Le nostre attività? Realizziamo una fanzine sklerata, passiamo le ore facendo giochi di ruolo, anche live, e poi mostre, cineforum con cartoni animati, un rituale viaggio a Lucca Comics, e la prossima cosa figa la puoi proporre tu!

Ora sei persino più confuso. Non hai ancora capito che alla Mad quello che fa la differenza sono le persone! Qui troverai gente simpatica, che ha le tue stesse passioni, che smanetta con matite, dadi, macchine digitali o pc. Perché in Fumettoteca, attraverso diverse passioni conosci gente diversa. E poi c’è tanta fi#a!

Metti assieme gli elementi che ti ho dato. Cominci a capire? Vieni alla Mad per il pacchetto ufficiale, e poi rimani per altro! Resti in Fumettoteca per la gente, per l’ambiente, perché ti trovi bene così o perché hai voglia di collaborare alle nostre attività! O il perché non lo sai neanche tu, ma ti assicuro che rimani!

Hai delle capacità o delle passioni che vorresti concretizzare? Allora vieni in Fumettoteca! Qui ti sentirai parte di un gruppo, perché alla Mad si valorizzano le qualità individuali. Non ne hai? Fa lo stesso, verrai coinvolto comunque! La Fumettoteca è un posto in cui qualsiasi cosa ti venga in mente la si può realizzare! Hai un idea del ca##o? Noi ne abbiamo molte, e le possiamo fare assieme. Hai un’idea strana, una proposta innovativa? Da noi questo è considerato arte! Pensi che la tua idea sia talmente assurda da non superare comunque la nostra approvazione? No no no! Non hai ancora capito! In Fumettoteca nessuno è regolare, sano o politically correct! Se ti senti pazzo troverai gente come te. E comunque, nessuno approva qualcuno, semplicemente le cose si fanno punto e basta!

Vuoi qualcosa di concreto, ok. In Fumettoteca puoi trovare gente che disegna e farlo con loro. Incontrerai persone con macchine foto/video digitali, e poi ci sono i pc. Si fa la foto, si scarica, si ritocca all’istante e può finire nella nostra rivista! E infine, perché no, il materiale prodotto si può esporre, e diventare visibile a tutti. Tu devi solo aprire la porta a vetri ed entrare, al resto pensiamo noi!
Ma sì, abbiamo anche il materiale per cazzeggiare! Alla Mad trovi tv + lettore dvd + stereo. Cos’altro vuoi? Che te li portiamo anche a casa? Altro giro, bello!

Ambizioni? In Fumettoteca troverai info su corsi e concorsi, e poi è il primo passo, vieni da noi e ti ritroverai inserito nel mondo della grafica e delle associazioni di Trento!

Questi siamo noi, ma tu? Pensa a cosa potrai diventare tu, in uno spazio che è una ricreazione senza scuola, un paese dei balocchi senza asini! Un caos autorizzato in cui potrai svaccarti, esibirti e prendere in giro chi vuoi! Devi capire che in Fumettoteca un appassionato di fumetti, pc, grafica o gdr non è considerato un nerd come nel resto del mondo. Entrando dalla nostra porta a vetri, chi è così viene considerato uno figo, che se ne intende e sta in mezzo a ragazze gnocche.

Ti riepilogo il tutto: la Fumettoteca Mad si trova presso il Centro Grafico Espressivo del Comune di Trento in Via Roma 60, ed è aperta il giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 19.00. Entra e chiedi di AnomaliE, bello!


Box a parte: Storia della Fumettoteca Mad
È nel 1998 che comincia quest’avventura, quando il nostro "papà" Angelo Prandini decide di fondare un servizio di prestito fumetti, con il contributo del Comune di Trento. La fumettoteca trova sede presso la Cooperativa La Bussola di Villazzano (TN), ove Angelo è responsabile operativo. Egli assume pertanto un nuovo operatore, Andrea Locatelli, il quale negli anni riuscirà ad aggregare attorno al fumetto un gruppo fisso di persone, che nel 2000 si costituirà come AssociazionE AnomaliE. Due anni più tardi Andrea lascia l’incarico, che viene assunto da AnomaliE in forma di volontariato, presso lo spazio del Comune in via Roma 60 a Trento. Come il fumetto era stato il primo elemento aggregante, AnomaliE e la Fumettoteca nella nuova sede si rivelano calamita per centinaia di ragazzi, i quali danno vita ad altre associazioni (NPC nel 2005), attività, passioni ed eventi che forse senza l’intuizione iniziale di Angelo non avrebbero mai visto la luce. Oggi, grazie all’incessante impegno volontario di AnomaliE, la Fumettoteca Mad prosegue il suo percorso in un continuo crescendo di popolarità, attività e successo.


Boxino a parte:
Hai dei fumetti che non leggi più? Donali alla Fumettoteca Mad, e noi li metteremo a disposizione di chiunque li voglia leggere!


Parole a parte:
AnomaliE anime associazioni arte attività bagno concorsi comics cd china cibo cultura corsi cartoni animati CineAnime dvd divertimento fotocamere digitali figa fanfiction fotocopie fumetti follia fanzine figo fogli fotoritocco FumettoFuretto grafica gruppo giocoleria gdr gente divertente gnocche gratis hentai Ivette idee libertà Linux live lol Luberware Lucca Comics manga musica muflone matite Orso Suka pc pennarelli passioni poltrone pixel art qualità software libero simpatia smanettoni svacco Sesso in Panda stereo tè e caffè tv vampiri

08 dicembre 2007

L’incredibile, mitologica, iperbolica ma soprattutto anomala storia

Avete visto bene, quello che stringete tra le mani è nientepopodimeno che il numero 10 della stratosferica fanzine AnomaliE. E se a voi 11 numeri (giacché è uscito anche lo zero) sembrano pochi, per noi è stata un’odissea. Sirene e ciclopi compresi.

Inizia tutto nell’estate del 2000, quando alcuni frequentatori della Fumettoteca Mad decidono di fondare una fanzine. Quei ragazzi sono, in ordine alfabetico: Gabriele Tomasi, Giulia De Monte, Luca Weber, Michele Dorigatti e Nicola Baldo. Il titolo della rivista è proposto da Andrea Locatelli, responsabile della Fumettoteca, che aiuta la neonata redazione nel progetto e ne è il primo caporedattore. L’argomento è chiaro fin dall’inizio: AnomaliE deve parlare di fumetti e animazione. Ma bisogna scrivere articoli tecnici, con il rischio che risultino incomprensibili alla maggior parte dei potenziali lettori, oppure testi più generici, con il timore che non piacciano proprio ai divoratori di fumetti? La domanda dilania la redazione. Per anni! Non riuscendo a trovare una soluzione, i ragazzi confezionano una fanzine salomonica, che unisce pezzi di entrambi i generi.
Nel dicembre 2000 esce il mitico numero zero di AnomaliE, composto da sole 24 pagine, stampato in tricromia e diffuso in 500 copie. La rivista parla di manga, comics, anime (Lain), ma ospita anche un racconto, e ovviamente dei fumetti. Su AnomaliE numero zero fa il suo esordio una storica rubrica: On the “ueb” (scritto proprio così, e non ha una spiegazione!) Questa pagina recensisce i siti Internet dedicati a fumetti e cartoni, ed è scritta da Giulia De Monte, l’unica che al tempo non possedesse un computer. Nemmeno questo ha una spiegazione. Il numero zero si distingue per quella che ai tempi ci sembrava una genialata: l’indice è in quarta di copertina! Altra follia è l’immagine di copertina, che la fa sembrare una rivista gay.
La reazione della stampa trentina è migliore di quella del pubblico. La redazione di AnomaliE è intervistata dal sito Internet Crushsite.it, che si occupa di iniziative trentine, mentre Giulia De Monte può conversare di AnomaliE ai microfoni della radio regionale R.T.T. Ma allora siamo famosi! AnomaliE riceve però una sola mail da parte di un lettore. La cosa ci lascia un po’ perplessi. Ma i commenti raccolti a voce sono anche peggio “Bella bella, però…” La nostra tattica “salomonica” si rivela un fallimento. Ha unito i due lati peggiori di entrambe le scuole di pensiero. I lettori non esperti ci trovano incomprensibili, e i tecnici ci giudicano superficiali.

Forza, reagiamo! Sembra una passeggiata realizzare una seconda AnomaliE. Il lavoro al numero 1 è invece enormemente più lungo del previsto. Rallentano i lavori, tra l’altro, il dover creare una regolare associazione. Così il 7 giugno 2001 viene fondata ufficialmente l’AssociazionE AnomaliE. Mica ca##i!
Risolti questi problemi, rimane il nodo principale: realizzare una fanzine per tecnici o non esperti? La redazione non riesce a decidersi, e i numeri seguenti continueranno ad essere “salomonici”.
Il 7 dicembre 2001 sul quotidiano regionale Alto Adige viene pubblicato il primo articolo che nomina la fanzine AnomaliE! Ma allora siamo veramente famosi!
E finalmente, nel gennaio 2002 esce AnomaliE numero 1: Fanzine di fumetti e animazione. Lo slogan ci piaceva, sembrava destinato a durare. Il numero 1 esce in 700 copie composte da 32 pagine in bianco e nero. Ne è caporedattore Gabriele Tomasi. La rivista pubblica per la prima volta il logo ufficiale di AnomaliE, realizzato da Luca Weber. Ospita inoltre articoli su fanzine, sigle dei cartoni, anime (Saint Seya), hentai, nonché fumetti e un racconto. Prosegue On the “ueb”, e inoltre fanno il loro esordio due nuove rubriche, o meglio: una e mezza. Sono: Bonelli e dintorni (di Michele Dorigatti) che non avrà seguito, e Il tempo delle mail, un tentativo di pagina della posta per ora senza lettere (firmata da Tommy). Anche il numero 1 riporta l’indice in quarta di copertina, cosa che lo fa stroncare dai lettori, che si accorgono della sua presenza solo quando hanno già letto la rivista intera. Come abbiamo fatto a non pensarci?
Nel gennaio 2002, momento di gloria per AnomaliE, una cui copia è consegnata ai grandi disegnatori Sergio Toppi e Gino Gavioli. Il quale così la recensisce “Ci sono troppe parole e poche immagini!” Ti pareva, neanche i momenti di gloria ci vanno a finire bene!
Nel febbraio 2002 prende fuoco il server che ospita il sito di AnomaliE, presente fin dal precedente giugno. Tutte le fortune a noi, eh? Ma grazie a Michele Trentini, il mese successivo è attivo il nuovo sito.
Oltre che da Gavioli, AnomaliE n°1 viene per fortuna positivamente recensito da qualcuno che non ne capisce: Alto Adige, Quo Vadis?, La Voce di Trento, Trentino e Trentino Magazine, e riceve commenti favorevoli da Mauro Marcheselli della Sergio Bonelli Editore, e da Renato De Maria regista di Paz! Vai che ci stiamo risollevando!

Nel dicembre del 2002 esce AnomaliE numero 2 - Fanzine di fumetti e animazione, in 500 copie composte da 32 pagine in bianco e nero. Sarà lo standard dei successivi cinque numeri. L'editoriale è firmato da Gabriele Tomasi. La novità eclatante è data dalla presenza di un tema principale: AnomaliE cinematografiche. Si parla quindi di anime (Miyazaki), cartoni (Momo), e inoltre manga (Paradise Kiss). Ma cominciamo anche a parlare di noi, con un articolo sul rapporto tra gli otaku e la diffusione degli anime in Italia, a firma di Jazzinghen. Vi sono inoltre due interviste, a Sergio Toppi e Renato De Maria, realizzate da Gabriele Tomasi. Prosegue On the “ueb”, mentre Il tempo delle mail riceve addirittura tre lettere! La fanzine ospita inoltre alcuni fumetti e un racconto. Il dilemma “per tecnici o non esperti?” non viene risolto, ma il gradimento è risollevato da un articolo imprevisto. Avanza un piccolo spazio sotto la pagina della posta, e i redattori, in fase di chiusura di impaginazione, decidono di inserirvi il testo di una mail circolata tra di loro, per raccontarsi le disavventure accadute durante la realizzazione di quel numero. Il trafiletto viene intitolato Un po’ di sclero gratuito non fa mai male. Inspiegabilmente risulterà il pezzo preferito dai lettori. La quarta di copertina, orfana dell’indice, ospita le anticipazioni del numero seguente.
AnomaliE n°2 viene recensito positivamente dalla rivista specializzata e a diffusione nazionale Ink, e dal TG regionale di RAI 3, nel febbraio 2003. Forse le cose cominciano a girare per il verso giusto.

Nel maggio 2003 esce AnomaliE n°3: Fanzine di fumetti, animazione e sklero. Avete letto bene: visto il successo ottenuto, lo sklero si è meritato una pagina intera e un posto nel sottotitolo! E, a giustificare il tema Orgoglio e pregiudizio, questa AnomaliE contiene anche un articolo sulle censure e alcuni sul giudizio che il mondo adulto riserva ai fumetti (tra cui un coraggioso Mamma… vai a fanculo!). E poi naturalmente manga (New York New York e Fuyumi Souryo) e comics (The Sandman). Inoltre il mondo otaku visto da Jazzinghen e Michele Trentini, e un’intervista al disegnatore Fabio Vettori realizzata da Chiara Finessi e Costanza Baldoni. Prosegue On the “ueb” e per la prima volta appaiono alcune foto della redazione. Causa mancanza di lettere, la pagina della posta è stravolta completamente, e trasformata in una risposta sarcastica ai commenti dei lettori raccolti tramite questionari, dal titolo Hey AnomaliE! (sempre a firma di Tommy). Sono inoltre pubblicati i vincitori di un concorso di racconti e uno di illustrazione, nonché un Manifesto della fanzine AnomaliE. Ma lasciatemi spendere più di una parola per Ivette, il fumetto che più ha segnato la nostra rivista! Disegnato da Consuelo Longhi, e pubblicato a puntate a partire dal 2003, causa travagli non ha ancora visto la stampa il terzo episodio! La quarta di copertina riporta un unico puntino, piccolo e nero. Al centro. Prendetevela con il caporedattore di questo numero, che è Luca Weber!

01 dicembre 2007

Sono contento della mia vita sessuale

Il test della visita di leva

Finalmente il Governo italiano ha eliminato il retaggio barbarico della leva obbligatoria, e con esso anche la visita militare. A chi d’ora in poi non vi sarà più costretto, vorrei mostrare l’aspetto più folle di quest’esperienza (persino più allucinante di passare tre giorni seduto su di una panca in mezzo a coetanei in mutande) che è il test psicologico.
Il suo nome completo è "Minnesota Multiphasic Personality Inventory 2 - Forma ridotta" e contiene 357 domande. E qui sta la prima stranezza, in quanto non sono vere e proprie domande, ma affermazioni assurde alle quali bisogna rispondere vero o falso a seconda se siano proprie o meno. Ho selezionato solo le più allucinanti, e come noterete a molte di esse è impossibile rispondere esclusivamente sì o no, ma meriterebbero una risposta più complessa. Se avessi potuto, durante la visita di leva avrei risposto così:

Mi piacciono i fiori. Sì, quelli di zucca fritti. Vorrei fare il fioraio. Sempre meglio che il monnezzaro. Se fossi pittore dipingerei fiori. E se fossi ginecologo? Mi piace raccogliere fiori – Mi piace coltivarli in casa. Cos’è questa fissa che hai con i fiori, non è che tu te li fumi? Vorrei fare il cantante. Fico, i cantanti trombano un casino! Mi piace corteggiare le ragazze (o se sei una ragazza: mi piace essere corteggiata). Se fossi una ragazza mi toccherei le tette tutto il giorno. Ho sempre desiderato essere una donna (o se sei una donna: sono contenta di esserlo). Ma per chi l’avete scritto questo test, per Platinette? Sono convinto che la gente parli alle mie spalle mentre non ci sono. Se è per quello, lo fa anche quando sono presente. A volte sento suoni e odori che nessuno sente. Sì, quando uno scoreggia e poi dice "non sono stato io!" Credo che un prete possa guarire le malattie con la sola imposizione delle mani. No, quello era il mago Oronzo. Sono molto eccitato almeno una volta alla settimana. L’altro giorno per sfogarmi mi sono trombato un termosifone! A volte faccio sogni che è meglio non riferire. Sì, ma mi scoprono lo stesso perché mi sveglio tutto bagnato. Molto raramente soffro di stitichezza. In quei casi, un clistere di camomilla da due litri e passa tutto. La mia è stata una buona madre. Il mio è stato un buon padre. Non sono mica morti da parlarne al passato! Volevo bene a mia madre. Volevo bene a mio padre. Beh, il complesso di Edipo è una patologia seria. Odio mia madre. Odio mio padre. Calmo, passi da un estremo all’altro! Non è possibile avere un rapporto normale? A volte vorrei uccidere i miei genitori. E se così fosse te lo verrei a dire, così finisco dentro per omicidio premeditato? A volte sono così arrabbiato che impreco. "Arcipuffolina!" è considerato imprecazione? Credo che qualcuno mi rubi i pensieri. Sì, e poi mi chiede pure il riscatto! A volte sono posseduto da spiriti malvagi. Spero che almeno usino il preservativo. Se potessi entrare in un cinema senza pagare, sicuro di non essere scoperto, lo farei. E chi non lo farebbe? Da bambino ho compiuto alcuni furti. Eravamo una famiglia povera, talmente povera che anche il nostro maggiordomo era costretto a rubare. Vorrei costruire case. È una cosa così grave? Aiuto, fermate quei muratori! Mi piacciono i bambini. Sì, al forno con le patate. Ho dei nemici. Ho degli amici che mi stanno antipatici. Ho dei conoscenti un poco str#%zi, va bene lo stesso? Ho la diarrea molle almeno una volta alla settimana. Sì e me ne vanto. Sono contento della mia vita sessuale. Trombo come un opossum!

Tommy