03 aprile 2007

Le sigle dei cartoni animati - Ovvero: perché non ci liberiamo di Cristina D’Avena?

History repeating I mitici anni ’70. L’epoca d’oro delle sigle musicali dei cartoni animati per l’Italia comincia negli anni ’70, con l’invasione del nostro Paese da parte degli anime fantascientifici giapponesi. Prima di questi, infatti, le sigle si limitavano a un breve motivetto senza cantato, come quelle che introducevano i cartoon della Walt Disney o della Warner Bros. Gli elementi innovativi delle sigle degli anni ’70 sono la lunghezza (passata da poche decine di secondi a qualche minuto), la ricchezza della musica (mantenuta identica a quella originale o rifatta) e il testo firmato da grandi autori (ad esempio Vince Tempera, coautore di Capitan Harlock, Goldrake e tante altre). Queste portano anche ad una modifica culturale del concetto stesso: la sigla infatti non è più un momento in cui si cerca di tenere buono il pubblico con una musichetta mentre scorrono i noiosi titoli, ma diventa una canzone vera e propria degna di essere cantata per strada o con gli amici (chi non ha mai cantato almeno un pezzo di Ufo robot?) e persino di entrare in classifica.
I rampanti anni ’80. A cavallo tra i ’70 e gli ’80 entrano nella cultura animata italiana nuovi personaggi, come le "protoeroine" (ad esempio Candy Candy, lontana anni luce dalle moderne Sailor Moon), ma anche personaggi più comici e infantili (Doraemon) o seri e complessati (Remi). Per fortuna invece non cambia il modo di realizzare o adattare le sigle all’italiana: ancora grandi autori (lo stesso Vince Tempera è autore di Remi – Le sue avventure e di Anna dai capelli rossi), lunghezza e musica da classifica, sebbene in tono leggermente minore. Ma è verso la metà degli anni’80 che arriva una coppia destinata a rovinare per sempre la vita degli appassionati di sigle: Alessandra Valeri Manera – autrice – e Cristina D’Avena – cantante. Per qualche oscura ragione la Fininvest (e poi Mediaset) da quel momento in poi affida tutte le sigle (tranne alcune interpretate dal Piccolo Coro dell’Antoniano – ad esempio Piccolo principe) a queste due che ci devastano le orecchie, la prima scrivendo i testi e la seconda cantandoli con la stessa voce con cui nel 1968, all’età di tre anni, portò Il valzer del moscerino allo Zecchino d’oro. Non si spiega come questo sodalizio tra le due e le reti di Berlusconi possa continuare addirittura da una quindicina d’anni. Ma fin che la coppia si accanisce solo sulle sigle dei cartoni animati nuovi (considerando come "nuovo" tutto quello che si è visto in TV da I Puffi in poi) e infantili, la cosa è ancora accettabile. Il vero dramma comincia…
…Negli anni ’90, quando alla voce di Cristina D’Avena viene affidato praticamente tutto il palinsesto animato Mediaset, compresi i cartoni seri come ad esempio l’ultimo Batman – che restituisce al personaggio la tristezza e la cupezza delle prime serie a fumetti – rovinata però dalla voce della D’Avena. Sciagura delle sciagure è stata, verso la metà dei ’90, l’idea di rinnovare le sigle dei cartoni animati storici (forse ritenute obsolete) e di farle cantare alla D’Avena. È ad esempio drammatico il caso delle sigle di Lady Oscar e Candy Candy, ma anche la sigla di Lupin III è stata ignominiosamente sostituita da una nuova. Si salvano da questa carneficina solo i cartoni trasmessi dalla RAI e da LA7 (che però sono rari), dalle reti locali (che tuttavia risultano preistorici e in pessimo stato di conservazione) e quelli di MTV che vengono trasmessi con le sigle originali: finalmente qualcuno che dà ai cartoni la dignità di un film.

Ma chi le canta ‘ste sigle?
In genere le sigle vengono affidate dai proprietari dei diritti di un cartone animato ad una casa discografica, la quale raduna un gruppo di cantanti senza speranze, li etichetta con un nome stupido – ad esempio "I ragazzi di Remi" per Remi, "Gli amici di Lupin" per la nuova sigla di Lupin III, "I ragazzi dai capelli rossi" per Anna dai capelli rossi, i "Rocking Horse" per Candy Candy, o gli "Oliver Onions" per il Galaxy Express 999 ma anche per il telefilm Sandokan.
A volte invece una sigla viene affidata ad un singolo cantante che così lascia il suo nome nella storia; è il caso di Elisabetta Viviani con Heidi, di Katia Svizzero con L’Apemaia, ma anche di Michel Tadini, che cantava Goldrake nascosto sotto lo pseudonimo fantascientifico di "Actarus".
Quanto scritto sopra ovviamente vale tranne nel caso in cui la sigla venga affidata da Mediaset alla propria casa discografica, la quale sceglie, non serve nemmeno dirlo, Cristina D’Avena.
Meritano un plauso i gruppi come "Gli amici di Roland" e i "Cialtroni animati" che hanno fatto delle sigle dei cartoni il loro cavallo di battaglia, anche riarrangiandole in versioni più moderne e ritmiche, e che ci consentono di ascoltare dal vivo o da CD le sigle nella versione intera e non in quella tagliata trasmessa in televisione.
Due curiosità: Fabio Concato cantava nel coro di Ufo Robot, mentre è solo una leggenda metropolitana che vuole fosse stato Piero Pelù a incidere quella di Jeeg robot d’acciaio, leggenda nata forse solo dal fatto che questa è cantata con molto "eeentusiasmooo!"

Profumo di vinile e B-side
Parlando di vecchie sigle non possono non venire in mente i 45 giri che da bambini ascoltavamo con il mangiadischi (chi ne ha più uno funzionante in casa?!) L’emozione era data tanto dall’ascoltare le canzoni quanto dal tenere in mano e guardare i dischi in vinile, dotati di un profumo più affettivo che reale, e le loro copertine.
Vera chicca riservata solo ai collezionisti di microsolchi (ma già allora questo termine suonava un po’ obsoleto) erano i B-side, contenenti una canzone a tema, bella come il lato A, che però non veniva trasmessa nella serie. Vi sono ad esempio dischi così composti: Capitan Harlock – I corsari delle stelle, Goldrake – Vega, L’Apemaia – Flip, ma anche versioni strumentali abbinate a quelle cantate o accoppiate musicali più allucinanti e improponibili quali Il grande Mazinger – Io son contadinella (giuro!) Il piacere del B-side è totalmente scomparso con l’avvento delle compilation del tipo Fivelandia (dal 1983) o Cristina D’Avena e i tuoi amici in TV (ancora lei!) (dal 1986), e dei CD.
Meritano inoltre una citazione i 45 giri contenenti l’audio di una puntata di una serie con tanto di sigle, canzoni inedite e libretto (vi erano, ad esempio, quelli di Candy Candy).
Ora tali "reperti archeologici" sono purtroppo scomparsi dal mercato ed è possibile trovarli, ma solo se siete fortunati, presso i mercatini delle pulci, tra una bambola di Heidi e un Goldrake di latta.

Capisci d’internèt tu?
La grande rete ha reso possibile un sogno: avere a disposizione quasi tutte le sigle dei cartoni animati. Infatti ogni cartone, vecchio o nuovo, ha il suo sito gestito dai numerosi fans e da molti di questi è possibile scaricare le sigle, anche le più vecchie e le originali. Le si possono così confrontare con le versioni italiane o con quelle attuali, ad esempio per scoprire se nell’adattarle alla cultura del nostro Paese sia stata rifatta solo la parte cantata o anche la musica.
Considerando uno o più siti per cartone, l’elenco degli indirizzi in questione è infinito: quindi non ne suggerisco nessuno di specifico ma invito tutti a cercare quelli del cartone preferito, ovviamente dopo aver consultato la rubrica On the ueb.

Appello finale
Se proprio non riuscite a liberarci da Cristina D’Avena, perlomeno provate a tappare la bocca a quel tizio che parla sopra alle sigle di Italia 1!

9 commenti:

Tommy ha detto...

Questa settimana inizio a pubblicare alcuni miei articoli che sono comparsi sulla fanzine AnomaliE, dal 2000 ad oggi.
Se volete ricevere gratuitamente una copia di AnomaliE, contattatemi.

Questo articolo è stato pubblicato su AnomaliE n°1, nel dicembre 2001.

Alexia'82 ha detto...

Non sono affatto d'accordo!
Cristina D'Avena è una grandissima artista. Io amo le sigle cartoon manga, a partire da quelle anni'80 a quelle di Cristina appunto. lei le ha rese particolarmente profonde e toccanti, con una dolcezza unica che sa toccare i cuori dei piccini ma anche di quelli più grandi come me. Sono una ragazza dolce e sensibile, Cristina mi aiuta a cantare insieme a lei ed a tornare un pò bambina con serenità..è bravissima! Vorrei avere tutte le sue sigle,ho ancora delle cassette di favilandia, il cd great hits prima parte, ma la seconda parte dov'è finita?Voglio anche quella... x ora qualcuna me ne scarico!!

Ls ha detto...

Io sono d'accordo con alexia'82....
io l'ho incontrata cristina ed è una persona con una semplicità max...e nn è assolutamente corretto dire certe cose sul suo conto...è veramentete una ragazza fantastica:semplice sempre sorridente e soprattutto fa ridere i bambini,e credo ke questa si ala cosa più bella...CIAO A TTT....

Anonimo ha detto...

cristina d'avena è la persona + odiosa al mondo....

Hotaruccia ha detto...

"...orribile e sgraziata voce di Cristina D’Avena..." Questo è il punto in cui ho smesso di leggere questo ridicolo, superficiale e inutilmente polemico intervento.
Ma per piacere...

Anonimo ha detto...

secondo me CRISTINA D'AVENA fa CACARE CON TANTO AFFETTO

Anonimo ha detto...

IO RIVOGLIO LE VECCHIE SIGLE PUNTO E BASTA

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)

Simo ha detto...

CRISTINA D'AVENA? SOLO MAFIA!!! Si è appropriata per anni di tutte le sigle dei cartoni animati! Ma quale profonda e toccante ma come si fa a scrivere queste cose assurde? Se ripenso alla canzone originale di CandyCany cantata dai Rocking Horse bella ed emozionante! Per non parlare di quella di Lady Oscar cantata dai Cavalieri del Re che all'epoca fece un grandissimo successo!! E tantissime altre che per colpa di questa mafiosa sono sparite! Per anni e anni solo lei! Sempre la sua voce! Sempre lo stesso modo di cantare.. Distruggendo non solo le vecchie sigle molto ma molto più belle! Ma chiudendo la strada a tutti gli altri cantanti nuovi e vecchi...