23 dicembre 2007

Stranezze e manie in Via Roma 60

In Fumettoteca ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare

Prima di entrare in Fumettoteca ero una persona normale, come tutti voi. Ma una volta all’interno sono stato travolto da mondi, passioni, abitudini e linguaggi completamente differenti, e incomprensibili al di fuori della porta a vetri di via Roma 60.
Ricordo ancora come è andata.


Sono davanti al Centro Grafico. Ho già sentito parlare di questo posto, ma le voci che ho raccolto sono contraddittorie, e comunque non credibili. Mi parlano di vampiri, pinguini e ragazze con le orecchie da gatto. Decido di entrare per saperne di più.
Una volta all’interno, fermo il primo ragazzo che trovo. È un tipo un po’ spettinato, e gli domando: "Scusa, posso farti qualche domanda su questo posto?"
"LOL, che figata! Mad rulez!"
"Cosa hai detto?"
"Beh, cazzo, ‘LOL’ come in ‘ROF LOL FTW’ e ‘rulez’ come ‘i 3 processori della X-Box 360 roolahz’, no?
"Scusa, ma come cavolo parli?"
"Come tutti nell’underground della rete, utilizzando in parte linguaggio L33T. Se tu fossi un hardcore gamer capiresti tutto come se fosse la tua lingua natale…"
"Stop, stop: cosa vuol dire ‘LOL’?"
"Laughing Out Loud, ridere fortemente."
"E ‘rulez’?"
"Dominare."
"ROF LOL?"
"Rolling Over the Floor + LOL, ridere fortemente rotolando sul pavimento."
"FTW?"
"For The Win, per la vittoria."
"Ma soprattutto: cos’è il linguaggio L33T?"
"È un linguaggio hacker inventato per scrivere nei forum o nelle chat senza essere intercettati dai BOT governativi, i programmi che individuano chi cerca di violare i sistemi di sicurezza. Semplice!"
"Sì, ma perché parli così?"
"Perché uso troppo il PC!"
"Ma non è una cosa stupida?"
"Non capisco perché dovrebbe!"
Gli rispondo "Ok, grazie." e mi allontano. Ma in realtà non ho capito nulla di quello che mi ha detto.

Scendo le scale, e mi avvicino ad un ragazzo con gli occhiali, seduto ad un tavolo con davanti un PC portatile. È strano che se lo sia portato dietro, considerando che qui ce n’è già uno. Mi metto alle sue spalle e guardo cosa sta facendo. Sta guardando la foto di una ragazza… ma ha le orecchie da gatto! Gli domando: "Cosa stai guardando?"
"È una neko-girl!"
"Cioè?"
"Le neko-girl sono fanciulle con le orecchie da gatto, e solitamente anche la coda."
"E perché ti piacciono?"
"Perché sono arrapanti!"
"Ma non è una cosa da pervertiti?
"Sì, mi sento un pervertito."
Ci guardiamo per lunghissimi secondi in silenzio. Poi dico: "Ok." e mi alzo, forse nella stanza vicina avrò più fortuna.

Una volta nell’altra stanza vedo che, seduta ad un tavolo, c’è una ragazza dall’aspetto normale. Potrebbe sembrare la cassiera di un supermercato. Questa volta vado sul sicuro. Mi siedo di fronte a lei, ma quando mi accorgo che sta giocando con un videogioco è troppo tardi, e le ho già domandato: "Ciao, cosa fai?"
Lei, senza alzare la testa dal gioco, risponde: "Gioco con il Nintendo DS. È una consolle portatile con due schermi, di cui uno touch screen."
"E che giochi ci sono?"
"C’è Shangai, ma in questo momento sto giocando ad Harvest Moon. Io sono un bambino che ha ereditato una fattoria e un campo, e devo coltivarlo. Così vado in città e compro i semi, li faccio crescere, poi vendo i frutti. Con i soldi compero degli animali, li allevo… poi l’omino può andare in giro per il paese, telefonare, si può sposare…"
"Perché ti piace questo gioco?"
"È carino, esplori, fai cose nuove, parli con la gente."
"Ok, ma non è stupido che giochi con quello, quando ti trovi in mezzo ad alte persone?"
"È un po’ stupido, ma mi passo il tempo."
"Ooochei, ciao."

Il mio intento di capirci qualcosa su questo posto naufraga sempre di più.
Mi dirigo verso un lato della stanza, con tre poltrone rosse, sulle quali sono sedute tre ragazze. Una mora, una rossa e una bionda; tutte e tre stanno leggendo qualcosa.
Domando alla prima: "Ciao, cosa stai leggendo?"
"È una fanfiction."
"Cioè?"
"Sono storie inventate, con un background dei personaggi già esistente. Sono scritte da appassionati di fumetti, libri, cartoni o telefilm."
"Ok, ma poi uno cosa se ne fa? Hanno un mercato? Perché prendersi questo impegno?"
"Vengono pubblicate su Internet, ma girano anche tra gli amici. Ci si diverte un casino!"
"E perché ti piacciono?"
"Mi piace riuscire a vedere fin dove può arrivare la demenza umana…"
"Ma ascolta: non è una cosa stupida?"
"È una cosa infinitamente stupida, è bello per questo, ma anche perché ci sono persone che scrivono molto bene. E poi uno non può diventare uno scrittore partendo da zero con un romanzo. Può partire invece con le fanfiction."
Sarà, ma io ho le idee sempre più confuse.

Forse con la seconda ragazza avrò più successo.
Le domando: "Ciao, cosa stai leggendo?"
"È un fumetto su dei ragazzi gay."
"Sei gay?"
"No, non serve essere gay per leggere un fumetto gay."
"Ma allora perché lo leggi?"
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
Il mio obiettivo di capirci qualcosa sembra allontanarsi sempre più.

Provo con la terza ragazza.
Anche a lei domando: "Ciao, cosa stai leggendo?"
"Una fanfiction gay su Harry Potter."
"Ah, le fanfiction! So tutto! … Un momento… su Harry Potter?"
"Sì, mi piace leggere Harry Potter. Ho letto tutti i suoi libri e visto tutti i suoi film. Poi ho letto i fumetti in Giapponese perché non sono ancora usciti in Italiano, o meglio ho guardato le figure."
"E perché ti piace?"
"Mi piace perché ci sono Pithon, Lucius e Draco Malfoy, e continuo a sperare che Harry venga fatto a pezzi."
"Ma come???"
"Sì, Harry è insignificante, la storia andrebbe avanti anche da sola. Harry è troppo buono, secondo me si droga per essere così."
"Ma Harry Potter non è un prodotto destinato ai bambini?"
"È da bambini, ma dipende da chi lo legge. È una cosa popolare, ora forse troppo, è bello anche tutto l’intorno. E poi gli ultimi libri non sono proprio per bambini."
Va beh, è meglio che mi allontani velocemente da qui.

All’estremità opposta della stanza, appoggiati ad una ringhiera, ci sono due ragazzi e due ragazze vestiti di nero. Chiedo a uno di loro: "Come mai siete vestiti cosi?"
"Perché stasera c’è il live."
"Cantate?"
"No, è il live dei vampiri. È un gioco di ruolo, un incontro tra giocatori che interpretano un personaggio vampiresco. È una trasposizione del gioco cartaceo che presuppone un’interazione sociale tra i vari personaggi senza avere i tempi morti del fuorigioco."
"Ah, e perché ti piace?"
"Per quel periodo stacco dalla mia personalità e divento una persona completamente diversa. Mi permette di avere un gioco più diplomatico con le persone e di immedesimarmi di più nel personaggio."
"Ma non è una cosa un po’ stupida?"
"Sì e no. Da una parte, che una persona di 21 anni si creda per una sera un vampiro è molto stupido. D’altra parte, se è un gioco e ci si riesce a divertire non vedo perché non farlo. È più stupido paragonare il gioco di ruolo al satanismo."
Ci mancavano pure i vampiri. Un altro paio di persone del genere e scappo.

Torno nell’altra stanza, e mi avvicino ad un tipo grosso seduto al PC fisso. Do un’occhiata allo schermo, e gli domando: "Che strano che è il tuo Windows…"
"Non è Windows ma Linux, quello del pinguino. Sai… negli anni ’80 uno smanettone di nome Linus Torvalds aveva inserito nei newsgroups una richiesta per fare un nuovo sistema operativo. Gli utenti di Internet gli hanno dato una mano, così è stato sviluppato un sistema per ogni esigenza, al pari di quelli a pagamento. Linux ha la licenza GNU GPL, cioè ricevi gratuitamente il codice sorgente, ma tu devi rilasciare gratis il codice di quello che aggiungi. Il vantaggio è che tutti possono essere sia utilizzatori sia tester, ovvero se c’è un problema puoi vedere dov’è."
"Ma ci sarà anche qualche difetto…"
"Il difetto è che non pagando nessuno, nessuno è responsabile del comportamento del sistema. Se perdi 6 giga di memoria non hai nessuno con cui prendertela. C’è diffidenza sull’affidabilità, perché nessuno risponde."
"E perché lo preferisci?"
"Lavoro anche su Windows, dipende dall’ambito. Per me, che ho pochi fondi, uso programmi open source, che ti lasciano vedere come sono stati costruiti, mentre per la ditta uso Windows. A volte uso anche un misto tra i due sistemi."
"Ma non ti senti in qualche modo svantaggiato ad usare un sistema meno diffuso?"
"No, perché per me è materia di lavoro, studio e passione, e quindi mi interesso. Fin che posso uso Linux, poi uso gli altri."
"Ok, ok ma… devo andare!"

Mi dirigo velocemente verso la porta. Non ce la faccio più a stare qui, non sto capendo niente! Non ho trovato nulla che mi appassioni; nessuno riuscirà a trattenermi. Sto per raggiungere l’uscita quando mi si piazza davanti una ragazza bassina che si spara un paio di pose e mi dice: "Look my face!"
"Cosa?"
"Yo yo, John Cena!"
"Appassionata di Wrestling?"
"Oddio, è una stupidaggine. Sono persone poco vestite che si saltano addosso per finta. Ci sono uomini e donne."
"È uno sport."
"È una pagliacciata."
"Ma allora perché lo segui?"
"Che domande difficili che mi fai! È una cazzata, perché fanno mosse fighe. Sono persone intelligenti perché fanno anche canzoni. C’è anche Hulk Hogan che fa un programma in cui sputtana la sua famiglia. Sono artisti completi!"
"Ma il Wrestling in tv non è un programma visto soprattutto dai bambini?"
"Il pubblico è fatto da bambini perché i bambini sono coglioni, altrimenti non è un programma per bambini!"
"Ma tutto ciò non è stupido?"
"Sì, è stupido, ma è per quello che lo guardo. Se non fosse stupido, sai che noia?"

Però, carina questa sciroccata. Quasi quasi rimango.

Ha il ragazzo. ‘Azz!

16 dicembre 2007

La Fumettoteca Mad

Il Punto G di Trento

Non dire balle.
Non è possibile che esista ancora qualcuno che non ha mai visto la Fumettoteca Mad di Trento. È in centro che più centro non si può, in via Roma 60 a uno sputo dalla Biblioteca principale. Forse sei passato quando la Fumettoteca era chiusa, e allora dai ripassa il giovedì, venerdì e sabato dalle 16 alle 19. Più probabilmente era aperta, ma tu ti sei fermato all’esterno a guardare i nostri manifesti attaccati alle finestre, oppure a osservarci dalla porta a vetri. La prossima volta entra, dannazione! O vuoi rimanere vergine tutta la vita?!

Sei indeciso. Non entri se non sai cosa ti aspetta, ti ho capito. Ma come fare a spiegarti in poche parole cosa c’è in Fumettoteca? Presso la Mad c’è tutto. Tutto! Ti offriamo un mondo intero, fatto di divertimento, fumetti, grafica, libri, concorsi e belle fi#he. Cosa ca##o vuoi di più?

Presso la Fumettoteca Mad puoi prendere in prestito gratuito più di 5000 fumetti! Ma quando mai li hai visti in vita tua, eh? Cerchi un fumetto? Ce l’abbiamo, di sicuro! E poi puoi prendere anche i dvd dei film d’animazione. In quale altro posto li hai mai trovati gratuitamente?
Anche di grafica e libri ti parlavo prima. E infatti da noi puoi prendere in prestito persino volumi di grafica da veri e propri sboroni, talmente costosi che nessun altro sulla faccia della Terra si fida a prestare, ma noi sì. Libri così strafighi che nemmeno la biblioteca li ha! E questa, signori miei, è una sfida!

Ma non hai ancora capito niente se pensi che la Fumettoteca sia solo un posto dove si prestano le cose! Alla Mad c’è tutto quello che ti serve, persino se un giorno non hai voglia di fare un ca##o! In Fumettoteca si può anche mangiare qualcosa, bere tè e caffè, passarsi il tempo al caldo d’inverno e al fresco d’estate, e infine andare al bagno! La Mad è un luogo aperto, spalancato direi, e poi è la sola cosa da fare e l’unico posto aperto il sabato pomeriggio a Trento! Ma soprattutto è la sede ufficiale del ca-si-no!

Le nostre attività? Realizziamo una fanzine sklerata, passiamo le ore facendo giochi di ruolo, anche live, e poi mostre, cineforum con cartoni animati, un rituale viaggio a Lucca Comics, e la prossima cosa figa la puoi proporre tu!

Ora sei persino più confuso. Non hai ancora capito che alla Mad quello che fa la differenza sono le persone! Qui troverai gente simpatica, che ha le tue stesse passioni, che smanetta con matite, dadi, macchine digitali o pc. Perché in Fumettoteca, attraverso diverse passioni conosci gente diversa. E poi c’è tanta fi#a!

Metti assieme gli elementi che ti ho dato. Cominci a capire? Vieni alla Mad per il pacchetto ufficiale, e poi rimani per altro! Resti in Fumettoteca per la gente, per l’ambiente, perché ti trovi bene così o perché hai voglia di collaborare alle nostre attività! O il perché non lo sai neanche tu, ma ti assicuro che rimani!

Hai delle capacità o delle passioni che vorresti concretizzare? Allora vieni in Fumettoteca! Qui ti sentirai parte di un gruppo, perché alla Mad si valorizzano le qualità individuali. Non ne hai? Fa lo stesso, verrai coinvolto comunque! La Fumettoteca è un posto in cui qualsiasi cosa ti venga in mente la si può realizzare! Hai un idea del ca##o? Noi ne abbiamo molte, e le possiamo fare assieme. Hai un’idea strana, una proposta innovativa? Da noi questo è considerato arte! Pensi che la tua idea sia talmente assurda da non superare comunque la nostra approvazione? No no no! Non hai ancora capito! In Fumettoteca nessuno è regolare, sano o politically correct! Se ti senti pazzo troverai gente come te. E comunque, nessuno approva qualcuno, semplicemente le cose si fanno punto e basta!

Vuoi qualcosa di concreto, ok. In Fumettoteca puoi trovare gente che disegna e farlo con loro. Incontrerai persone con macchine foto/video digitali, e poi ci sono i pc. Si fa la foto, si scarica, si ritocca all’istante e può finire nella nostra rivista! E infine, perché no, il materiale prodotto si può esporre, e diventare visibile a tutti. Tu devi solo aprire la porta a vetri ed entrare, al resto pensiamo noi!
Ma sì, abbiamo anche il materiale per cazzeggiare! Alla Mad trovi tv + lettore dvd + stereo. Cos’altro vuoi? Che te li portiamo anche a casa? Altro giro, bello!

Ambizioni? In Fumettoteca troverai info su corsi e concorsi, e poi è il primo passo, vieni da noi e ti ritroverai inserito nel mondo della grafica e delle associazioni di Trento!

Questi siamo noi, ma tu? Pensa a cosa potrai diventare tu, in uno spazio che è una ricreazione senza scuola, un paese dei balocchi senza asini! Un caos autorizzato in cui potrai svaccarti, esibirti e prendere in giro chi vuoi! Devi capire che in Fumettoteca un appassionato di fumetti, pc, grafica o gdr non è considerato un nerd come nel resto del mondo. Entrando dalla nostra porta a vetri, chi è così viene considerato uno figo, che se ne intende e sta in mezzo a ragazze gnocche.

Ti riepilogo il tutto: la Fumettoteca Mad si trova presso il Centro Grafico Espressivo del Comune di Trento in Via Roma 60, ed è aperta il giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 19.00. Entra e chiedi di AnomaliE, bello!


Box a parte: Storia della Fumettoteca Mad
È nel 1998 che comincia quest’avventura, quando il nostro "papà" Angelo Prandini decide di fondare un servizio di prestito fumetti, con il contributo del Comune di Trento. La fumettoteca trova sede presso la Cooperativa La Bussola di Villazzano (TN), ove Angelo è responsabile operativo. Egli assume pertanto un nuovo operatore, Andrea Locatelli, il quale negli anni riuscirà ad aggregare attorno al fumetto un gruppo fisso di persone, che nel 2000 si costituirà come AssociazionE AnomaliE. Due anni più tardi Andrea lascia l’incarico, che viene assunto da AnomaliE in forma di volontariato, presso lo spazio del Comune in via Roma 60 a Trento. Come il fumetto era stato il primo elemento aggregante, AnomaliE e la Fumettoteca nella nuova sede si rivelano calamita per centinaia di ragazzi, i quali danno vita ad altre associazioni (NPC nel 2005), attività, passioni ed eventi che forse senza l’intuizione iniziale di Angelo non avrebbero mai visto la luce. Oggi, grazie all’incessante impegno volontario di AnomaliE, la Fumettoteca Mad prosegue il suo percorso in un continuo crescendo di popolarità, attività e successo.


Boxino a parte:
Hai dei fumetti che non leggi più? Donali alla Fumettoteca Mad, e noi li metteremo a disposizione di chiunque li voglia leggere!


Parole a parte:
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08 dicembre 2007

L’incredibile, mitologica, iperbolica ma soprattutto anomala storia

Avete visto bene, quello che stringete tra le mani è nientepopodimeno che il numero 10 della stratosferica fanzine AnomaliE. E se a voi 11 numeri (giacché è uscito anche lo zero) sembrano pochi, per noi è stata un’odissea. Sirene e ciclopi compresi.

Inizia tutto nell’estate del 2000, quando alcuni frequentatori della Fumettoteca Mad decidono di fondare una fanzine. Quei ragazzi sono, in ordine alfabetico: Gabriele Tomasi, Giulia De Monte, Luca Weber, Michele Dorigatti e Nicola Baldo. Il titolo della rivista è proposto da Andrea Locatelli, responsabile della Fumettoteca, che aiuta la neonata redazione nel progetto e ne è il primo caporedattore. L’argomento è chiaro fin dall’inizio: AnomaliE deve parlare di fumetti e animazione. Ma bisogna scrivere articoli tecnici, con il rischio che risultino incomprensibili alla maggior parte dei potenziali lettori, oppure testi più generici, con il timore che non piacciano proprio ai divoratori di fumetti? La domanda dilania la redazione. Per anni! Non riuscendo a trovare una soluzione, i ragazzi confezionano una fanzine salomonica, che unisce pezzi di entrambi i generi.
Nel dicembre 2000 esce il mitico numero zero di AnomaliE, composto da sole 24 pagine, stampato in tricromia e diffuso in 500 copie. La rivista parla di manga, comics, anime (Lain), ma ospita anche un racconto, e ovviamente dei fumetti. Su AnomaliE numero zero fa il suo esordio una storica rubrica: On the “ueb” (scritto proprio così, e non ha una spiegazione!) Questa pagina recensisce i siti Internet dedicati a fumetti e cartoni, ed è scritta da Giulia De Monte, l’unica che al tempo non possedesse un computer. Nemmeno questo ha una spiegazione. Il numero zero si distingue per quella che ai tempi ci sembrava una genialata: l’indice è in quarta di copertina! Altra follia è l’immagine di copertina, che la fa sembrare una rivista gay.
La reazione della stampa trentina è migliore di quella del pubblico. La redazione di AnomaliE è intervistata dal sito Internet Crushsite.it, che si occupa di iniziative trentine, mentre Giulia De Monte può conversare di AnomaliE ai microfoni della radio regionale R.T.T. Ma allora siamo famosi! AnomaliE riceve però una sola mail da parte di un lettore. La cosa ci lascia un po’ perplessi. Ma i commenti raccolti a voce sono anche peggio “Bella bella, però…” La nostra tattica “salomonica” si rivela un fallimento. Ha unito i due lati peggiori di entrambe le scuole di pensiero. I lettori non esperti ci trovano incomprensibili, e i tecnici ci giudicano superficiali.

Forza, reagiamo! Sembra una passeggiata realizzare una seconda AnomaliE. Il lavoro al numero 1 è invece enormemente più lungo del previsto. Rallentano i lavori, tra l’altro, il dover creare una regolare associazione. Così il 7 giugno 2001 viene fondata ufficialmente l’AssociazionE AnomaliE. Mica ca##i!
Risolti questi problemi, rimane il nodo principale: realizzare una fanzine per tecnici o non esperti? La redazione non riesce a decidersi, e i numeri seguenti continueranno ad essere “salomonici”.
Il 7 dicembre 2001 sul quotidiano regionale Alto Adige viene pubblicato il primo articolo che nomina la fanzine AnomaliE! Ma allora siamo veramente famosi!
E finalmente, nel gennaio 2002 esce AnomaliE numero 1: Fanzine di fumetti e animazione. Lo slogan ci piaceva, sembrava destinato a durare. Il numero 1 esce in 700 copie composte da 32 pagine in bianco e nero. Ne è caporedattore Gabriele Tomasi. La rivista pubblica per la prima volta il logo ufficiale di AnomaliE, realizzato da Luca Weber. Ospita inoltre articoli su fanzine, sigle dei cartoni, anime (Saint Seya), hentai, nonché fumetti e un racconto. Prosegue On the “ueb”, e inoltre fanno il loro esordio due nuove rubriche, o meglio: una e mezza. Sono: Bonelli e dintorni (di Michele Dorigatti) che non avrà seguito, e Il tempo delle mail, un tentativo di pagina della posta per ora senza lettere (firmata da Tommy). Anche il numero 1 riporta l’indice in quarta di copertina, cosa che lo fa stroncare dai lettori, che si accorgono della sua presenza solo quando hanno già letto la rivista intera. Come abbiamo fatto a non pensarci?
Nel gennaio 2002, momento di gloria per AnomaliE, una cui copia è consegnata ai grandi disegnatori Sergio Toppi e Gino Gavioli. Il quale così la recensisce “Ci sono troppe parole e poche immagini!” Ti pareva, neanche i momenti di gloria ci vanno a finire bene!
Nel febbraio 2002 prende fuoco il server che ospita il sito di AnomaliE, presente fin dal precedente giugno. Tutte le fortune a noi, eh? Ma grazie a Michele Trentini, il mese successivo è attivo il nuovo sito.
Oltre che da Gavioli, AnomaliE n°1 viene per fortuna positivamente recensito da qualcuno che non ne capisce: Alto Adige, Quo Vadis?, La Voce di Trento, Trentino e Trentino Magazine, e riceve commenti favorevoli da Mauro Marcheselli della Sergio Bonelli Editore, e da Renato De Maria regista di Paz! Vai che ci stiamo risollevando!

Nel dicembre del 2002 esce AnomaliE numero 2 - Fanzine di fumetti e animazione, in 500 copie composte da 32 pagine in bianco e nero. Sarà lo standard dei successivi cinque numeri. L'editoriale è firmato da Gabriele Tomasi. La novità eclatante è data dalla presenza di un tema principale: AnomaliE cinematografiche. Si parla quindi di anime (Miyazaki), cartoni (Momo), e inoltre manga (Paradise Kiss). Ma cominciamo anche a parlare di noi, con un articolo sul rapporto tra gli otaku e la diffusione degli anime in Italia, a firma di Jazzinghen. Vi sono inoltre due interviste, a Sergio Toppi e Renato De Maria, realizzate da Gabriele Tomasi. Prosegue On the “ueb”, mentre Il tempo delle mail riceve addirittura tre lettere! La fanzine ospita inoltre alcuni fumetti e un racconto. Il dilemma “per tecnici o non esperti?” non viene risolto, ma il gradimento è risollevato da un articolo imprevisto. Avanza un piccolo spazio sotto la pagina della posta, e i redattori, in fase di chiusura di impaginazione, decidono di inserirvi il testo di una mail circolata tra di loro, per raccontarsi le disavventure accadute durante la realizzazione di quel numero. Il trafiletto viene intitolato Un po’ di sclero gratuito non fa mai male. Inspiegabilmente risulterà il pezzo preferito dai lettori. La quarta di copertina, orfana dell’indice, ospita le anticipazioni del numero seguente.
AnomaliE n°2 viene recensito positivamente dalla rivista specializzata e a diffusione nazionale Ink, e dal TG regionale di RAI 3, nel febbraio 2003. Forse le cose cominciano a girare per il verso giusto.

Nel maggio 2003 esce AnomaliE n°3: Fanzine di fumetti, animazione e sklero. Avete letto bene: visto il successo ottenuto, lo sklero si è meritato una pagina intera e un posto nel sottotitolo! E, a giustificare il tema Orgoglio e pregiudizio, questa AnomaliE contiene anche un articolo sulle censure e alcuni sul giudizio che il mondo adulto riserva ai fumetti (tra cui un coraggioso Mamma… vai a fanculo!). E poi naturalmente manga (New York New York e Fuyumi Souryo) e comics (The Sandman). Inoltre il mondo otaku visto da Jazzinghen e Michele Trentini, e un’intervista al disegnatore Fabio Vettori realizzata da Chiara Finessi e Costanza Baldoni. Prosegue On the “ueb” e per la prima volta appaiono alcune foto della redazione. Causa mancanza di lettere, la pagina della posta è stravolta completamente, e trasformata in una risposta sarcastica ai commenti dei lettori raccolti tramite questionari, dal titolo Hey AnomaliE! (sempre a firma di Tommy). Sono inoltre pubblicati i vincitori di un concorso di racconti e uno di illustrazione, nonché un Manifesto della fanzine AnomaliE. Ma lasciatemi spendere più di una parola per Ivette, il fumetto che più ha segnato la nostra rivista! Disegnato da Consuelo Longhi, e pubblicato a puntate a partire dal 2003, causa travagli non ha ancora visto la stampa il terzo episodio! La quarta di copertina riporta un unico puntino, piccolo e nero. Al centro. Prendetevela con il caporedattore di questo numero, che è Luca Weber!

01 dicembre 2007

Sono contento della mia vita sessuale

Il test della visita di leva

Finalmente il Governo italiano ha eliminato il retaggio barbarico della leva obbligatoria, e con esso anche la visita militare. A chi d’ora in poi non vi sarà più costretto, vorrei mostrare l’aspetto più folle di quest’esperienza (persino più allucinante di passare tre giorni seduto su di una panca in mezzo a coetanei in mutande) che è il test psicologico.
Il suo nome completo è "Minnesota Multiphasic Personality Inventory 2 - Forma ridotta" e contiene 357 domande. E qui sta la prima stranezza, in quanto non sono vere e proprie domande, ma affermazioni assurde alle quali bisogna rispondere vero o falso a seconda se siano proprie o meno. Ho selezionato solo le più allucinanti, e come noterete a molte di esse è impossibile rispondere esclusivamente sì o no, ma meriterebbero una risposta più complessa. Se avessi potuto, durante la visita di leva avrei risposto così:

Mi piacciono i fiori. Sì, quelli di zucca fritti. Vorrei fare il fioraio. Sempre meglio che il monnezzaro. Se fossi pittore dipingerei fiori. E se fossi ginecologo? Mi piace raccogliere fiori – Mi piace coltivarli in casa. Cos’è questa fissa che hai con i fiori, non è che tu te li fumi? Vorrei fare il cantante. Fico, i cantanti trombano un casino! Mi piace corteggiare le ragazze (o se sei una ragazza: mi piace essere corteggiata). Se fossi una ragazza mi toccherei le tette tutto il giorno. Ho sempre desiderato essere una donna (o se sei una donna: sono contenta di esserlo). Ma per chi l’avete scritto questo test, per Platinette? Sono convinto che la gente parli alle mie spalle mentre non ci sono. Se è per quello, lo fa anche quando sono presente. A volte sento suoni e odori che nessuno sente. Sì, quando uno scoreggia e poi dice "non sono stato io!" Credo che un prete possa guarire le malattie con la sola imposizione delle mani. No, quello era il mago Oronzo. Sono molto eccitato almeno una volta alla settimana. L’altro giorno per sfogarmi mi sono trombato un termosifone! A volte faccio sogni che è meglio non riferire. Sì, ma mi scoprono lo stesso perché mi sveglio tutto bagnato. Molto raramente soffro di stitichezza. In quei casi, un clistere di camomilla da due litri e passa tutto. La mia è stata una buona madre. Il mio è stato un buon padre. Non sono mica morti da parlarne al passato! Volevo bene a mia madre. Volevo bene a mio padre. Beh, il complesso di Edipo è una patologia seria. Odio mia madre. Odio mio padre. Calmo, passi da un estremo all’altro! Non è possibile avere un rapporto normale? A volte vorrei uccidere i miei genitori. E se così fosse te lo verrei a dire, così finisco dentro per omicidio premeditato? A volte sono così arrabbiato che impreco. "Arcipuffolina!" è considerato imprecazione? Credo che qualcuno mi rubi i pensieri. Sì, e poi mi chiede pure il riscatto! A volte sono posseduto da spiriti malvagi. Spero che almeno usino il preservativo. Se potessi entrare in un cinema senza pagare, sicuro di non essere scoperto, lo farei. E chi non lo farebbe? Da bambino ho compiuto alcuni furti. Eravamo una famiglia povera, talmente povera che anche il nostro maggiordomo era costretto a rubare. Vorrei costruire case. È una cosa così grave? Aiuto, fermate quei muratori! Mi piacciono i bambini. Sì, al forno con le patate. Ho dei nemici. Ho degli amici che mi stanno antipatici. Ho dei conoscenti un poco str#%zi, va bene lo stesso? Ho la diarrea molle almeno una volta alla settimana. Sì e me ne vanto. Sono contento della mia vita sessuale. Trombo come un opossum!

Tommy

25 novembre 2007

Un giorno di ordinaria follia (con digitale)

Una cosa da non fare è dare una macchina fotografica in mano a delle persone con manie di protagonismo. Se poi è una digitale, e i tizi sono quelli di AnomaliE, non se ne esce più.
In un sabato d’Ottobre Consuelo entra in Fumettoteca con una macchinetta nuova nuova, che scarta davanti a noi ed esclama "Facciamo una foto artistica!" Una? UNA? Una è stata la prima, e poi tutte le altre a raffica. Bastava scattare una foto che subito qualcuno saltava fuori proponendo una posizione nuova, che in confronto il Kamasutra sembra un libretto con 3 immagini. Guardiamo tutti di là! Giriamoci tutti così! Facciamo una faccia strana! Facciamoci tua sorella!
Dopo un po’ non ci stavamo più dentro. Emanuele sbagliava sempre la faccia da fare nelle foto. Gabriele e Alessandra cominciarono a limonare incuranti dell’apparecchio (fotografico, non quello dei denti). Solo il sedere di Federica, vero baricentro dell’universo, rimaneva stabile al suo posto.
Ma la cosa più strana la fece Omar. Avevamo deciso che non dovesse essere presente nelle foto, perché, diciamoci la verità, non è che sia poi così un bell’uomo. Ma con mossa fulminea la faccia di Omar riusciva sempre ad infilarsi nell’inquadratura un istante prima dello scatto, senza che riuscissimo a capire da dove spuntava. Le foto si sono così trasformate in una sorta di gioco tipo "Trova Omar!" che potete fare anche voi. Ah, Omar è quello con i baffi come The Edge degli U2!

17 novembre 2007

Ivette Reloaded

Ritorna il fumetto della donna che amava i cavalli!

Ricordate lo splendido fumetto "Ivette" di Consuelo, le cui prime due puntate sono state pubblicate su AnomaliE dalla primavera all’autunno 2003? No? Beh, in effetti è probabile visto che la terza e ultima parte vi ha fatto attendere finora. E sapete perché? Perché la Consu fa la preziosa, e voleva che il pathos per la sua opera giungesse al punto giusto prima di stenderci con un magnifico finale. E visto che eravamo ansiosi di sapere come si concludesse, abbiamo invitato i soci e gli amici di AnomaliE e Fumettoteca Mad a scrivere un finale per il fumetto, che potete confrontare con quello pubblicato su questo numero.
Vi riassumo cos’è successo finora: Ci troviamo in una colonia del Massachussetz (con la Z) nel 1675. Un tribunale di padri pellegrini-quaccheri-mormoni-amish sta giudicando una ragazza di nome Ivette per "aver commesso col cavallo, atti che offendono la morale pubblica". Contro ogni logica, il giudice decide di condannare a morte Varenne invece della ragazza. Prima che la sentenza venga eseguita, Ivette bacia il cavallo (con lingua), suscitando l’indignazione di tutta la giuria (tranne di un tipo che se la ride in basso a destra nella vignetta). A quel punto salta su una tipa che grida "Quella donna è una strega! Prendetela" Due soldati vestiti da guardie svizzere bloccano la protagonista. Come si può ben notare dalla vignetta, un militare la prende per una spalla e un braccio, mentre l’altro le tocca una tetta. Perché i soldati sono vestiti da guardie svizzere? Boh, probabilmente la Consu non aveva voglia di comperarsi un libro con le divise americane del 1600, e ha preso ispirazione da un libro sul Vaticano che aveva in casa. Fortuna che non aveva un libro sui chihuahua! Purtroppo Ivette viene impiccata. A questo punto sorge angosciosa la domanda: "Cosa succederà adesso?" Ma soprattutto: "Perché il fumetto si intitola Ivette se lei muore subito?" Non lo so, dovete chiederlo alla Consu. Pertanto se in città vedete una tipa pettinata come Hermione di Harry Potter domandatelo a lei. La sera, i vip del paese si ritrovano a cena. Si scopre che il giudice è anche il governatore, e che la tipa che gridava "Prendetela!" è sua moglie Ester. Proprio lei lascia il convivio e si ritira in una stalla, dove dice: "Adesso puoi anche tornare uomo" ad una figura nell’ombra, che muta all’istante le sue fattezze di cavallo in quelle di un uomo nudo. Lui le grida "Maledetta" e protende un braccio per strangolarla, ma Ester dopo aver detto "Adesso possiamo stare insieme senza scocciature", gli trasforma l’arto in una zampa equina zoccoluta. L’ultima battuta del fumetto è di quella zoccola di Ester che grida: "È inutile che provi a farmi qualcosa!" Se non si fosse capito dal mio riassunto, il fumetto è drammatico.
E ora che succederà? Arriverà Robert Redford per sussurrare qualcosa all’orecchio del cavallo? Ester pronuncerà la famosa battuta: "Cavallo goloso"? Questi sono alcuni dei finali proposti alla redazione di AnomaliE:


1) Ivette in realtà non è morta, con uno stratagemma fa scoprire agli altri che Ester è una strega e la uccide tramite veleno. Morta la vera strega, si spezza l’incantesimo: Ivette può vivere felice con l’uomo-non più cavallo
2) Ivette è viva e fugge con il cavallo, continuando con lui a fare cose sconvenienti anche se è un animale (o forse proprio perché è un animale)
3) L’uomo-cavallo, per vendicarsi, comincia a defecare abbondantemente. La strega Ester è depressa dalle conseguenze del comportamento del suo prigioniero e quasi sul lastrico per pagare i pulitori delle stalle, che regolarmente si licenziano per il troppo lavoro. Ester si rivolge quindi al Super Uomo Bandana "Alè alé lavoro per tutti" ("alè alé" ci sta!); fu così che il Super Uomo Bandana scoprì come è bello essere sottomessi a un cavallo.
4) Non avendo inizio concreto, ma ponendosi come situazione diacronica, non è possibile definirne un finale temporale.
5) L’uomo-cavallo uccide con un calcio Ester. Morendo la strega, tutto quello che è accaduto per suo volere torna indietro. Quindi Ivette torna in vita, l’uomo-cavallo torna ad essere solo un uomo e vivono felici e contenti.
6) La strega Ester sta per baciare l’uomo-cavallo: lui ne approfitta per soffocarla. Con il cadavere della cattiva ai suoi piedi, lui non può fare a meno di pensare alla sua amata, e muore per il dispiacere, raggiungendo Ivette in paradiso.
7) La cattiva si gira, il cavallo gli pianta lo zoccolo in mezzo agli occhi, il sangue per terra forma la scritta "vaffanculo". La cattiva si reincarna nell’uomo con la pelata (nella terza tavola, sesta vignetta) seduce Ivette e la costringe sotto acido a uccidere il cavallo. Ivette compie il suo dovere (il sangue del cavallo forma la scritta "Viva Villa") Ivette capisce ciò che ha fatto ma ormai è tardi: l’uomo con la pelata scappa con il giudice con il cappello.
8) Ivette è morta, diventa una succube (una creatura degli inferi nekogirl), torna e si trova un’altra fidanzata (era bisessuale)
9) Ivette morta si reincarna in una cavalla libera e fugge insieme all’uomo-cavallo. Da esseri umani non saranno mai liberi e felici, ma da cavalli?
10) Ivette è viva: in realtà era veramente una strega e ora può rivelare il suo vero intento! Lei non amava l’uomo-cavallo, lo usava solamente per arrivare a Ester, che invece ne era realmente innamorata. Ivette uccide l’animale-uomo e maledice Ester per farla diventare sua schiava.
11) La strega se ne va, mentre l’uomo cavallo annega nel suo dolore. Entra in scena la bambina cieca addetta alle stalle, che scivola sullo sterco di cavallo e muore trafitta da un oggetto stupido tipo un Happy Meal. L’uomo-cavallo, che non capisce che la bambina è morta, inizia a raccontarle la sua vita. Si apre così la noiosissima storia di lui che aveva rubato il gelato a Ester, lei lo trasforma in uomo-cavallo e si innamora di lui, ma lei aveva una rivale, Ivette, che aveva la passione per i cavalli, così la fece ammazzare. Ad un certo punto durante il racconto, uno spadaccino entra spaccando il muro della stalla in legno: anche lui si era innamorato del cavallo (dopo l’incantesimo), lo spadaccino uccide la strega e rapisce l’uomo-cavallo felice e contento. Mentre la bambina cieca si fonde con l’Happy Meal e uccide tutti.
12) L’uomo-cavallo uccide la strega Ester, acquisisce i suoi poteri, resuscita Ivette ed assieme fondano una società ideale basata su amore libero, lussuria e stregoneria.
13) Ivette risorgerà (era veramente una strega), con i suoi nuovi poteri scaturiti con la rinascita, farà capire agli umani che hanno fatto una stronzata, aprirà il loro cuore e si tromberà il cavallo.
14) Il governatore sorprende Ester con l’uomo-cavallo e li fa uccidere entrambi; nonostante la strega sia sua moglie, lui fa rispettare le leggi del villaggio.
15) Lui si accascia per terra e si mette a piangere ed urlare. Quando la signora Ester (in veste di maga nera) chiede all’uomo-cavallo di esprimere un desiderio, un qualsiasi desiderio a parte resuscitare Ivette (gesto insensato), lui commosso pronuncia con un tono emorroidale le seguenti parole: "Ester, vorrei che tu abbia un cuore". Appare Bobby Solo cantando di sottofondo "Una lacrima sul viso". Ester scompare in una nuvola rossa, la maledizione che lo rendeva cavallo sparisce, la pace nel mondo trionfa, cade il governo Berlusconi, ma Ivette rimane morta. Lui, in preda alla disperazione, si fa operare a Casablanca e diventa Ivette in onore di Ivette e di Almodovar.

Una breve quanto inutile statistica sui finali (anche quelli qui non pubblicati) ci dice che per metà dei partecipanti al sondaggio la storia termina bene, e ovviamente per l’altra metà si conclude male. Per quasi tutti Ester muore, mentre nel 50% dei finali Ivette non è morta o risorge. Anche la sopravvivenza dell’uomo-cavallo è ipotizzata dalla metà dei partecipanti. Sono in minoranza quelli che prevedono scene di sesso tra le protagoniste e il cavallo. Volete scrivere anche voi un finale alternativo? E allora inviatelo all’indirizzo redazione(at)anomalie-net.com, via SMS al numero 3477729979, o ancora meglio passate presso la Fumettoteca Mad - Centro Grafico, via Roma 60 TN, giovedì (possibilmente), venerdì e sabato dalle 16.00 alle 19.00.
Concludo ringraziando Alessandra per il sondaggio e Consuelo per il fumetto!

Tommy

11 novembre 2007

Un certo giornalismo fa schifo

Nel secolo dell’informazione in tempo reale, uno degli errori più gravi che possiamo fare è apprendere le notizie passivamente, senza ragionare su alcuni meccanismi fondamentali, che fanno la differenza tra "informazione" e "presa per i fondelli". Leggendo un giornale o guardando un TG, è meglio riflettere su alcuni punti.


La scelta delle notizie.

Com'è possibile che ogni giorno succeda un numero di eventi tale da riempire esattamente un quotidiano, o una mezz'ora di telegiornale? Ovviamente i giornalisti effettuano una scelta tra le notizie, per decidere quali pubblicare. Ma se questo è logico e chiaro per tutti, in realtà nasconde una grossa insidia: i notiziari non ci dicono quello che realmente succede, ma solo quello che vogliono che noi sappiamo (e quindi pensiamo). Pertanto, pur senza esprimere posizioni politiche o ideologiche palesi, i mass media cercano di "tirarci dalla loro parte" facendoci conoscere solo quello che vogliono, e nascondendoci tutto il resto. I notiziari europei parlano per il 70% dell'Europa, e per il 30% degli Stati Uniti. Possibile che nel resto del mondo non succeda proprio nulla? Perché se un Italiano viene investito fa notizia, mentre in Africa, Sud America, Asia e Oceania dev'esserci una strage con minimo quaranta morti perché la stampa se ne occupi? Tanto più la notizia viene da lontano, e tanto maggiore deve essere il numero dei morti! Quando venite a conoscenza di una raccolta di fondi per cercare di risolvere un'emergenza in Africa non vi viene da pensare: "ma perché nessuno finora ci ha mai detto che c'è questo dramma (mentre me l'hanno spiegato in dieci servizi diversi qual è il gelato preferito dalle veline)"?
La risposta è semplice quanto raccapricciante: le notizie da diffondere vengono scelte in base al criterio della vendibilità. I giornali sono infarciti di inserzioni pubblicitarie, e i TG sono preceduti e seguiti (quando non interrotti) dagli spot, i quali non rinnovano il contratto se il notiziario non ha abbastanza pubblico. E quali sono le notizie più vendibili? Quelle che fanno sensazionalismo. Per questo ogni notizia ci viene proposta come fosse questione di vita o di morte! Il messaggio è: se non ascoltiamo quelle notizie siamo spacciati. E se non sappiamo qual è il gelato preferito dalle veline siamo sfigati (che televisivamente è anche peggio: un morto fa notizia, uno sfigato no)!
Ma come trasformare una notizia stupida in questione di vita o di morte? Ci sono molti modi; uno è quello del "filotto". Mi spiego con un esempio. In tutto il mondo, ogni giorno, una persona viene rapinata, un uomo investito, un cane morde un uomo, un ascensore cade. I giornalisti non puntano su questi fatti, tanto non fanno notizia. Ne pubblicano uno ogni tanto, proprio se avanza posto. Ma se quella notizia riscuote interesse nel pubblico, allora i mass media continuano a pubblicarla ogni volta che succede di nuovo, montando la cosa fino all’estremo, finché la gente non comincia a perdere interesse. Sono fenomeni che durano normalmente non più di un paio di settimane, e che prevalentemente avvengono d'estate (quando ci sono meno notizie importanti). A questo punto serve fare un passo indietro: perché la gente di colpo trova fondamentale una cosa che il giorno prima non gli interessava? E' un meccanismo psicologico, per cui abbiamo sempre bisogno di un qualche "nemico" di cui avere paura e contro cui scagliare la nostra rabbia repressa e primitiva. E i mass media pompano questa nostra fobia in maniera impressionante.


Falsa informazione

Quello che ci viene mostrato in un servizio del TG non è sempre quello che realmente è successo o si può vedere andando sul luogo del fatto. In alcuni casi i servizi televisivi vengono realizzati con materiale di repertorio, e solo poche persone molto attente e con un'ottima memoria visiva se ne possono accorgere. E' famosa la puntata di "Striscia la notizia" in cui mostrarono come in un'edizione del TG1 le stesse immagini (auto in fiamme nella notte) venissero mostrate in un servizio sull'Irlanda del Nord e in uno sul Medio Oriente. Quasi sicuramente non erano né l'uno né l'altro. La stessa considerazione vale per le foto sui giornali. E se fanno queste mistificazioni con le immagini, figuratevi con le notizie!
Durante un colloquio, un giornalista mi raccontò un episodio che gli successe quando lavorava per il telegiornale di E. F. (censuro il nome per evitare denuncie, ma è tutto vero!) Il direttore lo chiamò, gli diede una bambola in mano, e gli disse: "C'è stato un incidente in autostrada, in cui è morta una donna con una bambina. Metti questa vicino ai rottami e fai le riprese." Il giornalista diede le dimissioni quel giorno. Pensate a questo fatto quando in un servizio vengono inquadrati degli oggetti personali vicino a rottami di incidenti. Vi chiederete perché E. F. abbia delle bambole in ufficio. Me lo spiegò lo stesso giornalista: c'è un'anziana signora, fan sfegatata del direttore del TG, che spesso gli fa dei regali tra cui bambole. A quanto pare l'amore oltre ad essere cieco è anche sordo!
Pensate che quando i giornali e i TG riportano una notizia abbiano sempre mandato un inviato sul posto? Assolutamente no! In molti casi la redazione ha semplicemente acquistato la news dalle grandi agenzie di stampa (come l'ANSA o la Reuters). E le agenzie hanno degli inviati sul posto? Assolutamente no! Le grandi organizzazioni di stampa fanno solo lavoro d'ufficio, e prendono le notizie dalle piccole agenzie. Le quali, manco a dirlo, non hanno degli inviati ma prendono le informazioni dai quotidiani locali. Sono quindi talmente numerosi i passaggi che quando la notizia finisce sui grandi giornali, chi la pubblica non ha la più pallida idea di cosa sia successo realmente (e in molti casi di che cosa stia parlando).
Pensavate che un giornalista, rispettando la deontologia professionale, pubblicasse solo notizie certe e acquisite in prima persona, altrimenti è come scrivere la recensione di un film senza averlo visto? In molti casi purtroppo non è così, e anche i commenti ai film sono copiati da recensioni già pubblicate.
Purtroppo ci si accorge di questo solo quando un fatto di cronaca avviene vicino a noi. Noi sappiamo esattamente come è andata la cosa, il quotidiano provinciale riporta la notizia in maniera abbastanza approssimativa, il giornale nazionale la ripropone diversa dalla realtà, e infine il TG la presenta completamente deformata. Così un petardo può trasformarsi in una bomba.
Lo stravolgimento dei fatti avviene anche a causa di un altro fattore. Le agenzie di stampa propongono ad ogni giornale i titoli delle notizie, il quale decide se acquistarle o meno. Se questo vuole comperare un’informazione, deve pagare l'agenzia. Ma se vuole pubblicare una notizia però non ritiene convenga pagarla, il giornalista inventerà i fatti di sana pianta partendo dal solo titolo! Lo fanno veramente!
Il meccanismo dei passaggi consente che alle volte vengano pubblicate notizie completamente inesistenti. Il percorso è semplice. In una città arriva una nuova leggenda metropolitana, che dopo un paio di passaggi di bocca in bocca viene ambientata proprio in quel luogo. La falsa notizia ritenuta vera giunge alle orecchie di un giornalista che la pubblica su di un periodico provinciale, da questo viene raccolta dalle agenzie di stampa, e poi divulgata dai quotidiani nazionali. Pensate che sul "Messaggero" è stata pubblicata come vera la leggenda metropolitana della "ragazza dei 33 cl"!
Ma se in questi casi è l'ingenuità dei giornalisti a generare la falsa notizia, ci sono casi in cui le "bufale" vengono inventate di sana pianta. Esistono delle agenzie che di professione inventano le notizie. Certo, il lavoro è fatto a regola d'arte ed è praticamente impossibile distinguerle da quelle vere!


Il linguaggio

Avete mai fatto caso a come i giornalisti, in particolare quelli televisivi, usino sempre le stesse frasi per commentare le notizie? Riflettiamo su alcune espressioni tipo:

SPETTACOLARE INCIDENTE: una cosa spettacolare è positiva, e cosa può esserci di positivo in un incidente con morti e feriti? Oltretutto che l'espressione viene usata sia nel caso si scontrino 10 tir, sia che una Vespa finisca contro un palo.

PIOGGE TORRENZIALI: d'accordo, può piovere tanto, ma lo sapete quanta acqua porta un torrente? Oltretutto che esistono un sacco di aggettivi per definire la pioggia, non solo "torrenziali"!

VITTORIA SCHIACCIANTE: fateci caso, viene usata indipendentemente dal risultato. La si sente per l'1-0, il 2-1, il 3-2...

L'ESODO ESTIVO: lo sapete cos'è un esodo? Allora come si può definire "esodo" un gruppo di persone, seppur numeroso, che va in vacanza? Oltretutto che esistono molti altri termini per dire la stessa cosa: possibile che in tutta l'estate ai giornalisti non venga in mente un solo sinonimo? Stessa considerazione vale per IL CONTROESODO ESTIVO.
Ma, rimanendo in tema, sapete quanti Italiani si mettono in viaggio durante "l'esodo" e "il controesodo"? Dagli 8 ai 10 milioni. Ogni giorno. SEMPRE! O almeno i giornalisti ci dicono così. Fateci caso: secondo i telegiornali in onda dal 15 giugno al 15 agosto, ogni giorno 8-10 milioni di Italiani partecipano all'esodo, e da ferragosto al 15 settembre altrettanti al controesodo. Ovvero dai 480 ai 600 milioni di Italiani vanno in vacanza tutti assieme, e ne tornano "solo" 240-300 milioni. Ma gli Italiani non erano 60 milioni?

TRAGEDIA ANNUNCIATA: sono come le profezie di Nostradamus: vengono annunciate solo dopo che sono già avvenute! E tutte, eh!

L'ITALIA E' DIVISA IN DUE DAL MALTEMPO: qualcuno forse pensa che se a Trento c'è il sole deve per forza esserci anche a Palermo?

EMERGENZA: in ogni TG deve esserci almeno un'emergenza, altrimenti calano gli ascolti. Pertanto tra le notizie del giorno ne scelgono sempre una che viene elevata al rango di "emergenza nazionale". Così abbiamo "l'emergenza maltempo", "l'emergenza immigrati", "l’emergenza criminalità", "l'emergenza pitbull", "l’emergenza pellegrini", "l'emergenza yo-yo" (quelli riempiti con acqua di fogna, ve li ricordate?) ...

Ascoltando il telegiornale, fate questo esperimento: dopo aver sentito metà frase, togliete l'audio e provate a completarla. Ci riuscirete senza problemi.


Gli effetti.

Perché è importante riconoscere questi meccanismi? Anche se non ce ne rendiamo conto, il giornalismo influenza la nostra vita, soprattutto il cattivo giornalismo. Se (per esempio) a Palermo un topo d'appartamento ruba qualche spicciolo in una casa di notte, la notizia è da poco e può non essere considerata dalla stampa. Senza alcun effetto sulla popolazione. Ma se la stessa notizia viene data con molta enfasi, e gridata come "emergenza criminalità", allora aumentano le vendite di antifurti persino a Milano, ci sono i dati. Non bisogna quindi sottovalutare l'influenza disastrosa che il giornalismo può avere anche sulla nostra vita quotidiana!


Tommy

04 novembre 2007

Le canne fanno male, credetemi

Non vi stordirò con numeri né parole roboanti, perché non ho bisogno di difendermi. Vi presento invece due persone vere, due miei amici, perché sono quelli che contano no?

Luca ha 18 anni, i capelli lunghi e la faccia di uno che potrebbe sfidare il mondo. Le ragazze gli vanno dietro per la sicurezza e la disinvoltura che dimostra. Se riesci a diventare suo amico sei a posto, perché è il leader della classe, e gli amici non li tradisce mai. Ride spesso, e ci fa sentire una compagnia unita. Come tutti si fa una canna ogni tanto, è normale. Ma Luca è un figo, e perciò se le fa anche più spesso degli altri. È lui che porta il fumo in classe e rifornisce tutti. E se non hai i soldi per pagarlo, sai già che dividerà la sua canna con te. Ogni tanto se ne accende una nei bagni della scuola, e nessun prof l’ha mai beccato. È per questo che è il leader. Se ne fa più spesso degli altri, già, e non so per quale motivo se le segna sul diario. Siamo in pochi a saperlo, solo ai due amici più stretti lo fa leggere. Ogni tanto prende in mano il diario e "recita" le sue canne, spiegandoci il giorno e il luogo in cui le ha fumate. Le sue preferite sono "canna nel letto", "canna sotto la doccia" e "canna sul poggiolo con i miei nell’altra stanza". Quando in classe lo vedo euforico più del solito, so già cosa fare: controllo sul suo diario, sicuramente se ne è fatta una prima di venire a scuola. Quando l’ho conosciuto si faceva una canna alla settimana, ora una al giorno. Ormai è perennemente euforico. Se gli si racconta un cosa divertente, lui fa la sua famosa risata "ehehehehehehehehehe!" Se gli si dice una cosa normale, lui fa la stessa risata. Quando gli fai una domanda, lui risponde con la prima stupidaggine che gli viene in mente, oppure con una cosa che non c’entra niente. I suoi temi d’Italiano sono assolutamente incomprensibili, una lunga fila di parole scollegate tra di loro. Il prof gli dà 6 per pietà. È più in marina che a scuola, e i prof hanno già detto che lo segheranno. Sarà l’unico della classe, quest’anno. Ormai la sua vita è scollegata dalla realtà, l’unico suo punto fisso sono le canne, che ha smesso di segnare perché sono diventate troppe.

Andrea è il più figo della scuola. La mattina vengono persino le ragazze da Ragioneria per vederlo davanti alla scuola. Capelli lunghi e biondi, tutte le tipe gli vanno dietro, e per i ragazzi è un modello a cui assomigliare. Chi non vorrebbe avere tanta figa attorno? Andrea gioca a calcio in una squadra, e forse l’anno prossimo lo prendono in una categoria superiore. Inoltre è un patito della musica, in particolare dei gruppi alternativi e del reggae. Sullo zaino ha cucita un’immagine di Bob Marley, e al collo la foglia di marija, come molti. "Bob diceva che ognuno deve fare per sé, ma le canne vanno divise con tutti" mi spiega. Nonostante la passione per il reggae, Andrea va spesso in discoteca. "È lì che c’è più figa", e come dargli torto? Si fa le canne come tutti, o forse un po’ più di tutti. È sempre più spesso euforico, anche in classe. Quando gli fai una domanda, lui cerca sempre di farti ridere o di stupirti, ma non ti risponde giusto. Una volta un prof l’ha interrogato la prima ora, e vedendo che gli rispondeva a vanvera gli ha domandato "Ma ti sei fatto una canna prima di venire a scuola?" Lui ha risposto "Sì", e noi lo abbiamo applaudito. È stato divertente, ma più passa il tempo e più lui risponde a vanvera a tutte le domande. Fino all’anno scorso si faceva una canna alla settimana, adesso ogni volta che ha tempo e un po’ di fumo. Ovvero sempre più spesso, anche più di una volta al giorno. Essendo le sue interrogazioni e i suoi temi sconclusionati o in bianco, è stato segato, perciò ci siamo persi di vista. Lo incontro ogni tanto, casualmente, in discoteca o la sera nei bar. Speravo avesse smesso di farsi le canne, come tutti i ragazzi (ancora) sani di mente dopo i 18-19 anni. Gli domando come sta e cosa fa adesso, ma lui risponde come se avesse la testa altrove, come se vivesse in un altro mondo. È ormai impossibile avere una risposta sensata da lui. Era il nostro modello, e ora lo vediamo girare come uno zombie.

Farsi una canna al mese fa bene, una alla settimana fa male, una al giorno ti brucia il cervello. E una volta che il cervello se ne è andato, anche se smetti non torna più. Ricorda i sintomi che ho descritto, e fai caso se li vedi anche tu in qualcuno che conosci che si fa le canne spesso: avrai la conferma di quello che dico. Quando sei in allegria con i tuoi compagni, fatti pure una canna che fa gruppo. Ma dopo i 18-19 anni smetti, o sarai rincoglionito a vita. Ricorda che chi ti dice che le canne non fanno male, è perché ha del fumo da venderti, e non riesce a smettere. E rifletti sul fatto che chi proclama che "tutti i giovani si fanno le canne" è un idiota, perché pensa che tu sia talmente coglione da aderire a questa mentalità senza domandarti se è vero, e se è bene o male.

28 ottobre 2007

Cinema e fumetti - 2

Visto il grande successo dei film tratti da fumetti e cartoni animati, le major di Hollywood si stanno dando da fare per acquistare i diritti dei cartoons e comics più famosi, e trasformarli nei campioni di incassi dei prossimi anni. Qualche soggetto è già trapelato, e AnomaliE vi svela in anteprima cosa ci riserverà il cinema che verrà.

Pinocchio 2 – il ritorno di Mangiafuoco
La trama: Mangiafuoco vede che i burattini non interessano più ai bambini, e si mette a produrre videogiochi con protagonista Pinocchio. A questo punto l’ex burattino decide di denunciarlo per ottenere i diritti d’autore. I due nemici però diventeranno alleati quando la Terra verrà invasa dagli alieni, e loro saranno gli unici a poterla salvare. Per la salvezza del pianeta, Pinocchio ritornerà a essere burattino, questa volta per sempre.
Commento degli esperti: finalmente una versione di "Pinocchio" in cui non compaiono tutti quei personaggi buoni e inutili, come la Fata Turchina, Geppetto e il Grillo Parlante (sostituito da un toast cattivo)!

Spank – le verità nascoste (Hallo Spank – the movie)
La trama
: Aika porta Spank dal veterinario, il quale scopre che il nostre eroe è affetto dalla scabbia. Il dottore prescrive una cura a Spank, e già che c’è lo castra, che è sempre raccomandabile per i cani d’appartamento. Quando Torakiki lo viene a sapere, scoppia a ridere e inizia a prenderlo in giro. Il gatto viene subito investito da una macchina. Quando le cose sembrano cominciare a girare bene per Spank, egli scopre che Micia è in realtà un chihuahua travestito. Ma la sua sofferenza non durerà a lungo: verrà infatti abbandonato lungo un’autostrada da Aika che va al mare, e travolto da un TIR che trasporta croccantini Ciappi al gusto di sushi.
Commento degli esperti: gli animali, realizzati con la computer graphic, recitano meglio degli attori in carne e ossa. Il film vincerà comunque l’Oscar per la colonna sonora, grazie al delizioso brano che Micia canta a Spank "Guarda che non è mica la coda".

20 ottobre 2007

Frequently asked questions

Domande che ci vengono poste spesso, tra il serio e il facocero.

Mmm… chi siete?
Siamo l’AssociazionE AnomaliE, ovvero un gruppo di ragazzi di Trento che si sono uniti per dar vita ad un progetto legato ai fumetti e ai cartoni animati.

Sì, ma cosa fate?
Oltre alla fanzine AnomaliE, finora abbiamo organizzato un cineforum con film d’animazione, un mercatino di fumetti di seconda mano, incontri con autori, mostre di fumetti, una trasferta a Lucca Comics e gestiamo la Fumettoteca Mad in collaborazione con il Comune di Trento.

Cioè?
Prestiamo fumetti nuovi e vecchi, presso il Centro Grafico in via Roma 60 a Trento. Ne abbiamo più di 5000!

Sì, e magari gratis!
Certo, basta fare l’iscrizione che pure è gratuita.

Chissà quanto vi pagano!
Niente! Nessun socio di AnomaliE viene pagato per quello che fa!

Ma allora perché lo fate?
Posso avere la domanda di riserva?

Ma io cosa ci guadagno?
Con la tessera della Fumettoteca Mad (gratuita) puoi prendere in prestito i fumetti, mentre con quella di AnomaliE (5 euro) puoi partecipare a prezzo ridotto a tutte le attività dell’AssociazionE, entri gratis al cineforum CineAnime e hai lo sconto del 10% sui fumetti alla Libroteka di via Mazzini 12 a Trento.

Ca##o!
È quello che dico anch’io.

Posso regalarvi dei fumetti per la Fumettoteca?
Ovvio!

Siete quelli che una volta erano a Villazzano?
Diciamo di sì, ma ora la Fumettoteca Mad è solo a Trento.

Perché avete scelto i cartoni e i fumetti?
Noi di AnomaliE siamo appassionati di cartoni animati, fumetti, comics e manga.

Ma i manga non sono frutti tropicali?
No!!!

Siete quelli che ho visto una volta in televisione?
Sì, il TG regionale di RAI 3 ha trasmesso un servizio sulla presentazione di AnomaliE numero 2 presso la Libroteka.

Ho un’idea per una storia ma non so disegnare / so disegnare ma non ho un’idea per una storia. Mi aiutate voi?
Sicuro! Vieni a cercarci presso il Centro Grafico il giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 19.00

Ma gli articoli e i fumetti su AnomaliE li fate voi?
Certo! E chiunque può partecipare portando il suo materiale alla redazione.

Visto che siete così bravi a disegnare, mi imbiancate la casa?
@£#§$&%!


Tommy

16 ottobre 2007

Topolino drogato, Paperino stupratore

Recentemente la Fumettoteca Mad ha acquistato il volume Camerata Topolino - L'ideologia di Walt Disney di Alessandro Barbera (ed. Stampa Alternativa), che rende conto degli orientamenti della critica nei confronti di Walt Disney negli ultimi 35 anni, con particolare riferimento all'ideologia e alla politica sociale contenuta nei suoi fumetti e cartoni animati. Diciamolo chiaramente: lo zio Walt in questo libro non fa una bella figura. Il volume in sé è molto pesante; per questo ho selezionato per voi solo i brani più divertenti e incredibili. Proprio quello che l'autore non voleva venisse fatto, insomma.
Prima di ogni citazione segnalo il testo che veniva affrontato.


* Relazione sui "contenuti profondi di alcuni personaggi di Walt Disney"
di Fausto Antonini

‘Nonna Papera è "indubbiamente frigida". Il modello di una vecchia Papera afflitta da pruriti sessuali è talmente bislacco che non merita commenti.’


* Come leggere Paperino
di Ariel Dorfman e Armand Mattelart

‘Quello di Disney è un mondo aberrante dove si cancella la "sessualità normale", mentre "traspira segreti giochi sessuali" in varie occasioni. In Disney l'atto sessuale è escluso, ma sono presenti tutti gli atti preliminari. La donna dei fumetti disneyani (Paperina e Minni) ha un sesso sterile. Ella è "un oggetto sessuale, infinitamente sollecitato e rinviato". Disney "masturba i suoi lettori senza autorizzarli ad un contatto fisico." Gli uomini, invece, sono dei "castrati che vivono in un eterno coitus interruptus con le loro vergini impossibili".’


* Introduzione a Paperino
di Paolo Marovelli, Elvio Paolini e Giulio Saccomano

‘In verità, Paperino è un disadattato.
Archimede è "il frutto di una relazione illecita di una delle sorelle o cugine di Zio Paperone". Ma Archimede non è un papero, è un’aquila.
Se Dorfman e Mattelart avevano stabilito che Topolino era un agente della Cia, essi sostengono che l'agente sia in realtà Gastone, ricattato in quanto omosessuale. Per loro una colluttazione tra Gastone e Paperino diventa un match sessuale.’


La Repubblica
dicembre 1977

‘In un inserto natalizio pubblica una illustrazione originariamente apparsa in America, nel maggio 1967, sul periodico underground The Realist. In esso si vedono accoppiamenti sessuali della banda Disney di tutti i tipi, etero e omo. Cenerentola e Capitan Uncino svelano le loro inclinazioni sessuali. Ma il meglio, per così dire, è dato dall'immagine di un Topolino che si "buca".’


Walt Disney
di Oreste de Fornari

‘In Bambi si nota "l'insorgere improvviso e irrefrenabile dell'istinto sessuale nel coniglio e nella puzzola". In Fantasia, nel brano tratto da Lo schiaccianoci si nota "la pornografia degli interventi 'in prima persona' della macchina da presa". In Saludos Amigos spetta al pennello di attivare "fantasmi erotici". In I tre caballeros si ha pornografia grazie allo "stupro grafico" di Paperino su Aurora Miranda. Su Paperino stupratore, converrà soffermarsi, visto che in alcune pagine prima l'eroe era per De Fornari "potenzialmente ermafrodito". Si scopre che "l'inguine liscio e scoperto di Paperino è assolutamente privo di sesso". In compenso "l'idea del fallo, protesi aggressiva e concentrato di potenza vitale, va a stabilirsi molto più in alto, nella bocca."‘


* Paperino sciò
articolo su Il Sabato di Franco Cardini

‘Paperoga è un disadattato, un reduce del Vietnam, addirittura un tossicodipendente; la Brigitta disegnata da Scarpa una "ninfomane repressa"; Amelia una "demonolatra".’


* Come Topolino è caduto in mano dei nazisti
di Carsten Laqua
Il principe nero di Hollywood
di Marc Eliot

‘Disney era antisemita, anticomunista, filo-fascista e filo-nazista, nemico del sindacalismo radicale, informatore dell’Fbi, protagonista della "caccia alle streghe" all'epoca del senatore McCarthy. La maggior parte delle affermazioni sono rigorosamente documentate.
Sul terreno politico, Disney avrebbe mostrato simpatie per Mussolini. In più, avrebbe frequentato, verso la fine degli anni '30, le riunioni del partito nazista americano.
Per quanto riguarda l'Fbi, nel 1940 Disney divenne un informatore, in costante contatto con Edgar J. Hoover, capo dell'organizzazione. Disney consegnò nel corso degli anni vari rapporti sulle infiltrazioni comuniste nel mondo del cinema. Infine, nel 1954 fu promosso a "corrispondente ufficiale" dell’Fbi.’

06 ottobre 2007

Come copiare durante i temi

Finalmente un Art Attack utile!

Copiare durante un tema a scuola è un’arte, diciamolo chiaro e tondo. Non si può improvvisare un bigliettino senza sapere come farlo, né tantomeno pensare "adesso tiro fuori il libro" a metà tema. Bisogna prepararsi accuratamente prima: la copiologia è una scienza che non va presa sottogamba!
Non esiste un metodo unico per copiare che vada bene per ogni tema. Il copiatore attento deve infatti saper adeguare la sua strategia alla disposizione dei banchi, alla materia, ma soprattutto al professore. Non potendo pertanto fornire un metodo standard, vi propongo dei validi esempi.


Lezione numero 1: i bigliettini

Il migliore è senza dubbio quello sotto il righello (fig. 1).
Occorrente: righello da 17cm, alto 3cm, non trasparente, meglio se di Lupo Alberto che è antisfiga (non fate come il mio amico Neil che una volta ha preso il righello di Hello Kitty alto 1cm e non ci stava su scritto niente, o quello trasparente che il prof. vede il foglietto attraverso la plastica!); scotch di carta; penna dalla punta sottilissima per scrivere piccolo piccolo; astuccio.
Preparazione: incollate una o due strisce di scotch di carta lunghe 17cm sul tavolo e scriveteci sopra quello che non vi ricordate per il tema, con la penna dalla punta sottilissima; staccatele e sistematele sul retro del righello, tenendo la parte con i numeri verso l’alto. Ovviamente, in alternativa, potete scrivere il biglietto con il PC utilizzando il carattere Arial dimensione 5. In quel caso il foglio va ritagliato delle dimensioni del righello e poi incollato sopra. Ma non con la cooolla vinilica, perché questo non è un Art Attack, bensì con la stick. Fattooo?
Uso: all’inizio del tema posizionate il righello contro l’astuccio, in maniera che possiate leggere il foglietto. A questo punto scatta la magia, perché quando vedrete il prof. avvicinarsi, basterà dare un invisibile colpetto nella parte bassa del righello, affinché questo caschi nascondendo il bigliettino. Se però il prof. vi chiede di prestargli il righello siete nella merda. Se non ci sta tutto sul righello, potete fare la stessa cosa anche con la gomma.
Successo: 100%

Bigliettino sotto il banco (fig. 2)
Occorrente: foglietto di carta; penna dalla punta sottilissima; eventuale cacciavite.
Preparazione: scrivete sul foglietto quello che non vi ricordate per il tema, con la penna dalla punta sottilissima (o usate il PC). La magia in questo caso sta nel posizionamento del biglietto. Questo infatti non va messo sul ripiano sotto il banco, bensì tra il piano e il tubo orizzontale metallico che unisce le due gambe del banco. Guardate la figura 2 che è meglio. Ovviamente dovete controllare che il biglietto scorra bene in quella fessura sottilissima fino a scomparire; non potete rischiare che avanzi fuori dal banco durante il tema! Perciò è consigliato fare le prove un paio di giorni prima. Se proprio il foglietto non volesse infilarsi, allentate con un cacciavite le viti del banco, in modo da aumentare lo spazio in cui far stare il biglietto.
Uso: una volta che il foglietto sarà al suo posto, basterà farlo scorrere con un dito furtivo per leggerlo. Nessun professore noterà il movimento di uno-due centimetri di un dito, stando lontano! Se però la bestia si avvicina, un movimento contrario farà tornare il biglietto al suo posto. Ora è impossibile che il prof. lo veda; neanche guardando sotto il banco lo troverà! Per farlo dovrebbe infilarsi tra le vostre gambe!
Successo: 100%

Bigliettino nella calcolatrice (fig. 3).
Occorrente: Calcolatrice con custodia a scorrimento; foglietto di carta; penna dalla punta sottilissima.
Preparazione: ritagliate un biglietto delle dimensioni interne della custodia della vostra calcolatrice. Scriveteci sopra quello che non vi ricordate per il tema, con la penna dalla punta sottilissima (o usate il PC). Infilate il foglietto tra la custodia e la calcolatrice come da fig. 3.
Uso: basterà un dito per far scorrere la calcolatrice avanti o indietro nella custodia, per mostrare o celare il biglietto all’occorrenza! E i prof. non si accorgeranno di nulla!
Successo: 100%
Nota: la calcolatrice Aurora SC120, pur avendo la custodia con apertura a libro e non a scorrimento, riporta all’interno già stampate le formule di trigonometria. Quale prof. potrà impedirvi di tenerle sotto gli occhi durante il tema?

Bigliettino nella penna Bic (fig. 4)
Occorrente: penna Bic trasparente; foglietto di carta; penna dalla punta sottilissima.
Preparazione: realizzate un biglietto delle dimensioni 12,0x1,5cm, a mano o con il PC. Staccate il tappino che sta in fondo alla penna (l’avete già tolto il mese scorso per usare la Bic come cerbottana? Bene! Allora siete già degli esperti in attacchi d’arte!) Infilate il foglietto tra la cannuccia con l’inchiostro e la plastica esterna trasparente, e il gioco è fatto!
Successo: considerando che ci si può scrivere sopra poco, e che se il prof. non è proprio stupido lo vede, lo valuto 50%

Bigliettino sulla schiena del compagno davanti (fig. 5)
Occorrente: che il compagno davanti sia grosso e disponibile; foglietto di carta; penna; scotch.
Preparazione: realizzate il biglietto e attaccatelo sulla schiena del compagno davanti, o sullo schienale della sua sedia con lo scotch. Ovviamente lui deve essere d’accordo. Lo si può fare solo con i prof. che non girano per la stanza.
Successo: considerando che potrebbe bastare poco che il prof. si alza, cammina per la stanza e lo vede, lo valuto 20%. Vi sono dei casi in cui ha funzionato.

Bigliettino srotolato sottobanco e riarrotolato sopra (fig. 6).
Occorrente: nastro di carta da calcolatrice; penna dalla punta sottilissima; astuccio; 3 libri di un’altra materia.
Preparazione: realizzate il biglietto con il nastro di carta da calcolatrice (quello stretto e lunghissimo, per intenderci) lasciando 40cm di nastro bianco all’inizio, dopodiché riarrotolatelo stretto. Prima dell’inizio del tema, di cui avete già il foglio bianco per lo svolgimento, posizionatelo sopra e sotto il banco come da fig. 6.
Uso: serve per i foglietti che devono contenere tantissimo materiale, ad esempio quando si è riusciti ad avere in anticipo tutto lo svolgimento corretto del tema (lo vedremo in una prossima lezione). Arrotolate lentamente il nastro all’interno dell’astuccio, leggendolo in uno spazio di un centimetro o meno che rimane tra il foglio del tema e il vostro busto, che va appoggiato al bordo del banco per coprire il tutto. Sotto il banco un libro (di un’altra materia per non dare nell’occhio) tiene fermo il rotolo ancora da copiare. Ai lati del rotolo di nastro, due libri (o altri oggetti) lo nascondono del tutto.
Successo: io l’ho fatto una volta sola e mi è andata bene. Non conosco altri casi in cui sia stato tentato.

Considerazioni finali:
- Ovviamente vi sono anche il classico bigliettino appallottolato nel pugno, quello piegato nell’astuccio, quello impermeabilizzato con lo scotch per essere nascosto in bocca e molti altri. Il foglietto infilato nella brioche, rapido da far scomparire, è una leggenda metropolitana.
- Conservate sempre i vecchi bigliettini. Torneranno utili se capitasse un altro tema sullo stesso argomento.
- Nonostante la copiatura dal foglietto sia un’azione del singolo, il tutto viene meglio se si fa lavoro di squadra. Ad esempio ci si può organizzare in questa maniera: uno fa il biglietto del primo argomento e l’altro del secondo, e se ne fa duplice copia. È importante non scambiarsi i foglietti durante i temi: si viene beccati nel 70% dei casi. Esempio di lavoro di squadra: quando io e la mia classe eravamo in quinta superiore (e quindi avremmo dovuto studiare più degli altri anni) non studiavamo, non ci preparavamo il biglietto il giorno prima, non copiavamo il foglietto fatto da un altro l’ora prima, ma andavamo dalle bidelle a farci fotocopiare il biglietto di qualcuno, nei due minuti prima dell’inizio del tema.

Anche per oggi Art Attack finisce qui.
Conoscete altri trucchi che volete suggerire ai lettori di AnomaliE? Vi servono altre informazioni su quelli presentati? Scrivete a tommy(a)anomalie-net.com !
Nel prossimo numero due nuove lezioni: scrivere le risposte nei posti più impensabili e passarsi le risposte ad alta voce durante il tema!

03 ottobre 2007

Cos’altro si può dire su I Simpson ?


Lo so che sapete già tutto sulla serie di Matt Groening. È dunque giunto il momento di mettere un po’ d’ordine nelle vostre testoline gialle.

Per prima cosa facciamo una scheda dettagliata per ogni personaggio.
Nota: in grassetto i nomi nella versione italiana, sottolineati i
nomi originali quando diversi da quelli Italiani, e in corsivo
un’eventuale seconda versione italiana del nome (perché gli
adattatori dei testi hanno poca memoria, e spesso cambiano nome
ad un personaggio già apparso in una serie precedente). Se i nomi
coincidono sono in grassetto. OK?


Homer J. Simpson
 Età: 37/38/39 anni (a seconda della serie).
 Indirizzo: Evergreen Terrace 1094 (o 742, dipende dalla serie), Springfield – USA.
 Numero telefonico: KL-3226
 Targa automobile: R8DNT
 Parentela: figlio di Abrham Simpson. Sua madre compare in un episodio ma il suo nome non viene mai pronunciato. Ha un fratellastro, figlio di Abrham e di una zingara, che compare in due puntate. Sposato con Marge Beauvier e padre di Bart, Lisa e Maggie.
 Studi: terminato il liceo di Springfield ha cominciato a lavorare alla centrale nucleare, ma quando hanno scoperto che non aveva una laurea lo hanno obbligato a frequentare l’università, che ha concluso positivamente.
 Lavoro: ispettore alla sicurezza della centrale nucleare (settore 7G). Ha comunque fatto ogni genere di lavoro: astronauta, pugile, fenomeno da baraccone, camionista, ragazzo birillo al bowling, manager, mascotte danzerina, pilota di sommergibile, giostraio, clown, cantante (nei “Re acuti” –Be sharp- assieme a Skinner, Apu, Winchester e Barney), progettista, autista di monorotaia, commesso del Jet Market, comico, doppiatore di cartoni animati, guardia del corpo…
 Caratteristiche negative: grasso, ha due soli capelli, inadatto al lavoro e a qualsiasi ragionamento.
 Caratteristiche positive: ama la sua famiglia.
 Malattie: affetto dal “Gene Simpson” che porta i maschi a diventare stupidi dal decimo anno di età; ha subito un intervento al cuore.
 Migliore amico: Barney.
 Cibo preferito: tutto, in particolare le ciambelle e le costolette di maiale, innaffiate da fiumi di birra.
 Hobby: guardare la televisione affondato nel divano e bevendo una birra Duff; giocare a bowling.
 Adora: il cibo, la birra, la televisione e le scimmie (perché da ragazzo ne ha viste due allo zoo che si accoppiavano).
 Odia: il lavoro, il signor Burns, Patty e Selma.
 Ha paura: dei burattini.
 Varie: ha fatto parte della “Setta del Leader” ed è stato presidente della “Società degli Spaccapietre”.
 Parole famose: “Mitico!”, “D’oh!”, “De-hi-hi”, “Mmh…ciambelle”.

Margery “Marge” Beauvier
 Età: 37/38/39 anni (dipende dalla serie).
 Parentela: figlia di Jacqueline Beauvier, sorella di Patty e Selma.
 Studi: ha frequentato il liceo di Springfield.
 Lavoro: casalinga, ma ha fatto anche l’imprenditrice (fabbricava e vendeva Brezel), l’insegnante e la poliziotta. Attiva nei movimenti femministi e nei circoli di Springfield.
 Caratteristica negativa: troppo apprensiva.
 Caratteristica positiva: riesce a risolvere tutti i problemi in casa.
 Malattie: ha le dita dei piedi palmate.
 Migliore amica: Ruth Powers (anche se compare in due sole puntate).
 Adora: fare i lavori domestici. Da giovane era innamorata di Ringo Starr.
 Parole famose: “Mmmh…”

Bartolomeo (Bartholomew) “Bart” J. Simpson
 Soprannominato: “Baby” (da Lisa), “Il mio ometto tutto speciale” (da Marge), “Bacarospo” – “Ragazzo” (da Homer), “Bartolino” (da Jessica), “Bart-terrestre” – “Funghetto” – “Bart-funghetto” (da Otto).
 Età: 10 anni.
 Studi: frequenta la quarta elementare.
 Caratteristiche negative: incontrollabile, va male a scuola e traumatizza le baby sitters.
 Caratteristiche positive: Campione di Skateboard e di Formula Carrettino.
 Malattie: affetto dal “Gene Simpson”.
 Migliore amico: Milhaus
 Cibo preferito: i marshmallow e qualsiasi alimento con il marchio “Krusty” (come ad esempio i Krustyburger o i cereali “Krusty quel che frostie”).
 Hobby: guardare la televisione. In una puntata il suo hobby è costruire carrettini da corsa.
 Adora: Krusty il clown, Piccolo aiutante di Babbo Natale, lanciare sassi con la fionda.
 Programmi TV preferiti: lo show di Krusty il clown e “Grattachecca e Fichetto”.
 Odia: la scuola, la signorina Kaprapall, il direttore Skinner, Patty e Selma.
 Frasi famose: “Ciucciati il calzinoCiucciami il calzino(Eat my shorts), “Non farti infartare(Don’t have a cow, man!).

Lisa Simpson
 Soprannominata: “Ciuccellona” (da Bart).
 Età: 8 anni
 Studi: frequenta la scuola elementare di Springfield.
 Caratteristiche negative: troppo intelligente per essere accettata.
 Caratteristiche positive: è la mente di casa Simpson: se vuoi parlare con uno di loro ed essere sicuro di venire compreso, parla con lei.
 Amici: non ne ha in città, i suoi unici veri amici sono quelli che ha conosciuto al mare.
 Dieta: vegetariana.
 Hobby: giocare con la bambola Malibu Stacy.
 Adora: suonare il sassofono, leggere, i pony, i cavalli e gli animali in generale.
 Programmi TV preferiti: i cartoni animati di Grattachecca e Fichetto e quelli degli gnomi.
 Odia: la guerra, la violenza, l’intolleranza, l’egoismo…
 Ha paura: del dentista.
 Varie: è la bambina più studiosa della scuola. Ha inventato la bambola “Lisa Lionheart”.

Margaret “Maggie” Simpson
 Età: in una serie compie un anno.
 Caratteristiche: è solo una neonata, ma promette di essere il riscatto della famiglia Simpson.
 Adora: la sua mamma.
 Programma TV preferito: i Teletubbies.
 Odia: il suo nemico, cioè il neonato con un unico sopracciglio.
 Varie: nonostante l’età è già fuggita di casa una volta e ha organizzato la fuga dei bambini dall’asilo nido. In una puntata, grazie al traduttore inventato dal fratello di Homer, si poteva capire cosa voleva dire. La sua prima (e unica finora) parola pronunciata e stata “Papà”, ma nessuno la ha sentita. Quando nella sigla Maggie viene passata sul lettore ottico del prezzo al supermarket, il display segna 847,63.

Patty e Selma Beauvier
 Parentela: Patty è stata sposata con Troy Mc Clure e con Telespalla Bob.
 Lavoro: segretarie alla motorizzazione civile.
 Caratteristiche: sono gemelle, ma gli abitanti di Springfield dicono che Patty è molto bella mentre Selma è così così.
 Caratteristiche negative: insopportabili.
 Malattie: a Patty, da bambina, è entrato un petardo nel naso. Da quel giorno, tutto quel che annusa e assaggia sa di polistirolo.
 Selma adora: la sua iguana Gughi.
 Programma TV preferito: il telefilm “Mac Giver”.
 Varie: Telespalla Bob ha cercato di uccidere Patty.

Abrham J. Simpson
 Soprannominato: “Abe” e “Testa a cipolla”.
 Residenza: Castello di Riposo di Springfield.
 Caratteristiche negative: è un concentrato di demenza senile.
 Caratteristiche positive: ama la sua famiglia.
 Malattie: ha protesi metalliche in diverse parti del corpo.
 Migliore amico: Jasper.
 Amore: è stato innamorato di Jacqueline Beauvier e di Beatrice Simmons.
 Varie: durante la seconda guerra mondiale stava per uccidere Hitler.

Jacqueline Beauvier
 Madre di Marge, stava per sposare il sig. Burns. Si chiama come la moglie di John Fitzgerald Kennedy.

Charles Montgomery Burns
 Soprannominato: “Monty” dagli abitanti di Springfield.
 Età: 81 anni. Nato nel 1914.
 Telefono: 555-0001
 Parentela: sua madre è ancora in vita e ha 114 anni. Ha un figlio che abita in un’altra città e vende souvenir. Un giorno ha adottato Bart.
 Lavoro: proprietario e presidente della centrale nucleare di Springfield. Proprietario e presidente della squadra di baseball di Springfield, gli Isotopi.
 Caratteristiche negative: avido, bastardo, falso, catastroficamente visionario, ha manie di grandezza e superpotenza.
 Malattie: tutte. Dovrebbe essere già morto da anni, se non fosse che ogni settimana si sottopone ad un trattamento per rimanere in vita altri sette giorni. Fisicamente non riesce a fare il benché minimo sforzo.
 Amici: l’unico che riesce a stargli vicino è Smithers, che però non è suo amico ma un sottoposto.
 Amori: si è innamorato di Marge e di sua madre Jacqueline.
 Hobby: rubare le caramelle ai bambini.
 Adora: il suo orsacchiotto Bobo e Ghiottolino, la mascotte pubblicitaria dei marshmallow.
 Varie: è l’uomo più ricco di Springfield. È stato ritratto nudo da Marge. In una puntata è morto, ma poi si è scoperto che non era deceduto veramente. Una volta ha reso suoi schiavi gli abitanti di Springfield oscurando il sole. Non riesce a ricordare il nome di Homer. Ha investito Bart. Durante la seconda guerra mondiale ha impedito che nonno Simpson uccidesse Hitler.
 Parola famosa: “Eccellente!”

Waylon Smithers
 Lavoro: è il sottoposto factotum del sig. Burns.
 Caratteristiche negative: è schiavizzato dal sig. Burns.
 Caratteristiche positive: è l’unico che riesce a sopportarlo.
 Adora: così tanto il Sig. Burns da esserne segretamente innamorato. Solo una volta, preso dal momento, gli ha dichiarato il suo amore, ma poi ha subito ritrattato.
 Hobby: colleziona le bambole Malibu Stacy.
 Varie: per il suo compleanno sogna di ricevere una grossa torta dalla quale esce il sig. Burns che gli canta “Tanti auguri a te”. È l’unico personaggio omosessuale tra quelli fissi.
 Frase famosa: la frase che ripete più spesso è: “È Homer Simpson, signore, del settore 7G”.

Boe (Moe) Szyslak
 Lavoro: proprietario e barista del bar “da Boe” (“Moe’s tavern”) (“Boe”). Ha fatto l’impresario di pugili.
 Caratteristiche negative: è una persona squallida come il suo locale, è razzista e pensa solo a se stesso e al suo locale.
 Migliori amici: Homer, Barney, Lenny, Karl e quell’altro tizio che è sempre seduto al banco, ma solo perché sono i suoi unici clienti.
 Odia: il fatto che Barney si lanci sui fusti di birra quando gli vengono consegnati, a mezzanotte. Odia inoltre Bart quando gli telefona per fargli scherzi telefonici.
 Ha paura: che i suoi cinque clienti possano cambiare bar.
 Varie: ha avuto una storia con una cameriera del bar. Ha trasformato il locale nella “Mangiatoia per famiglie dello zio Boe”, ma lo ha subito riconvertito. Ha rubato Free Willy.

Barney Gamble
 Telefono: KL5-4796
 Studi: ha frequentato il liceo di Springfield.
 Lavoro: ha fatto il ragazzo birillo al bowling.
 Caratteristiche negative: è sempre ubriaco e sempre seduto al bancone del bar.
 Migliore amico: Homer
 Bevanda preferita: la birra Duff.

Leonard “Lenny”
 Lavora: alla centrale nucleare di Springfield.
 Migliore amico: Karl.
 Frase famosa: “Chiunque può sbagliare: è per questo che mettono le gomme sulle matite”.

Karl Karlson
 Lavora: alla centrale nucleare di Springfield.
 Migliore amico: Lenny.
 Frase famosa: “Ostregheta, Homer!”

Frank Grimes “Grignone” (Frank Grimes “Grimey”Frank Sudicio “Sudiciume”)
 Lavora(va): alla centrale nucleare di Springfield.
 Varie: si è suicidato involontariamente attaccandosi ai cavi dell’alta tensione.

Mindy Simmons
 Lavora (ancora?): alla centrale nucleare di Springfield.
 Varie: “amante” di Homer.


Varie: l’episodio #BABF10 ci ha consentito di riepilogare tutti i decessi avvenuti in questi dieci anni di Simpson: Murphy Gengive Sanguinanti (Bleeding Gums MurphyGengiv Ska) (il sassofonista amico di Lisa), Beatrice Simmons (la compagna del nonno), Frank Grimes “Grignone” (Frank Grimes “Grimey”Frank Sudicio “Sudiciume”) (collega di Homer), il dott. Marvin Monroe (lo psichiatra) e Maud Flanders.
La cantante amica di Flanders si chiama Richell Jordan.


Immagine da:http://www.girodivite.it/IMG/jpg/simpson.jpg

23 settembre 2007

Anagrammi anomali 2


Ciao, vi ringrazio per avere risposto così rapidamente all’appello lanciato sullo scorso numero, nel quale vi chiedevo di trovare un anagramma simpatico del nostro titolo AnomaliE.
Sono giunti in redazione i divertenti ei, la mano!, olè anima! e mano e ali; il vernacolare a el maion, il guerrestellaristico mano Leia e i pruriginosi ali e mona con mali e ano, ma il migliore è senza dubbio il perentorio no, maiale!

16 settembre 2007

Anagrammi anomali

Qualche minuto prima di cominciare a scrivere questo articolo stavo guardando la copertina del precedente numero di AnomaliE, quando, ad un certo punto, mi sono accorto che i caratteri che lo componevano avevano tutti cominciato a vibrare, come se fossero animati da vita propria. Dopo qualche istante hanno preso a muoversi e si sono disposti in ordine opposto all’originale: con estremo stupore mi sono così accorto che AnomaliE, letto al contrario, risulta eilà mona!
Non contente di avermi fatto notare questa coincidenza imbarazzante, le lettere hanno poi cominciato a disporsi in ordine sparso, dando così origine a molti anagrammi e non sempre piacevoli per noi redattori.
Ad esempio speriamo proprio che non ci porti sfortuna l’anagramma male a noi, al quale preferiamo il più incoraggiante alè, animo! Vi è poi l’animalista ama leoni o il più romantico amano lei, seguito sulla stessa scia da e ama Lino con e amo Lina.
Avete forse voglia di un agrume? Allora è proprio il caso di mettere sul giornale l’annuncio AA limone cercasi. Poco logico, dite? Scriviamo invece il molto più redditizio AA monile cercasi! Conoscete qual è il melanoma più insolito? Il neo a lima.
Volete per caso sapere dov’è La Scala? Semplice, è a Milano. E continuando a parlare di città, la capitale delle Filippine è Taipei o è Manila?
Conoscete qualcuno le cui iniziali siano "E. A."? E allora sappiate che E. A. limona! E se vi sta antipatico, potete sempre soprannominarlo ‘O animale.
Siete tristi perché Leonardo è morto? E allora pace all’anima Leo!
Vi sono poi i più pruriginosi anagrammi ei, ma… l’ano? e ma lì è ano!, però ora è meglio smettere, prima che qualcuno mi dica maialone!

E adesso tocca a voi: riuscite a trovare altri anagrammi divertenti del nostro titolo AnomaliE? E allora scriveteceli, mandando un’e-mail all’indirizzo tommy(a)anomalie-net.com !


Tommy

11 settembre 2007

Lamù

Una strafica dallo spazio

Lamù, protagonista del manga e del cartone animato omonimo, è l’eroina delle opere della geniale Rumiko Takahashi. Tali fumetto e anime sono speciali, in quanto possono (forse) vantarsi di aver mostrato per primi la sensualità che possono raggiungere i personaggi orientali al pubblico italiano.

Questo è, in sintesi, l’inizio della storia: Ataru Moroboshi è un ragazzo che viene scelto per sfidare un rappresentante alieno e salvare così la Terra dalla loro invasione. Lo sfidante è una bellissima ragazza aliena, Lamù, alla quale il nostro dovrà toccare i cornetti che le spuntano dalla testa. Ataru vince la sfida e salva la Terra, ma non può certo immaginare che la ragazza si convincerà di essere sua moglie. Quando lo scopre è ormai troppo tardi: da quel momento in poi si troverà travolto da Lamù e dai suoi amici alieni, che gli renderanno la vita impossibile.

I protagonisti di Lamù sono tantissimi, praticamente in ogni episodio ne viene presentato uno nuovo, ma i principali sono:
Lamù: ragazza aliena del popolo degli Oni (letteralmente "orchi", ma in Giappone tale figura è più simile a un demone), del pianeta Uru, è bella e sensuale e ama alla follia il marito Ataru. Egli invece non la sopporta, perché lei continua a colpirlo con scariche elettriche, sia involontariamente quando lo abbraccia, sia intenzionalmente quando vuole fulminarlo perché lui cerca in tutti i modi di scappare con altre ragazze.
Ataru Moroboshi: da quando è arrivata Lamù la sua vita è diventata un inferno, infatti è ritenuto responsabile di tutti i danni che gli alieni arrecano alla città. Per questo è odiato da tutti gli abitanti di Tomobiki e persino dai suoi genitori che lo considerano "un buono a nulla". È inoltre detestato dai suoi compagni di classe, che vorrebbero mettersi assieme a Lamù. Ma la cosa che più infastidisce Ataru è di non poter più stare con altre ragazze, ed essendo lui il più lascivo del Giappone, la cosa è particolarmente dura.
Ten: fratellino minore di Lamù, vola come la sorella ma, invece di lanciare scariche elettriche, sputa fuoco. Il suo bersaglio preferito è Ataru, il quale viene investito da una fiammata ogni volta che cerca di fare un dispetto a Ten o di tradire Lamù.
Shinobu: prima dell’arrivo di Lamù era la fidanzata di Ataru, ma non si rassegna ad aver perso questo titolo e cerca quindi di stare il più possibile con lui. Anche Ataru la ama ancora, ma questo non gli impedisce di cercare di provarci con ogni ragazza che incontra, scatenando le ire di Shinobu (e di Lamù, ovviamente).
Sakurambo: è un monaco buddista che può comparire in scena in un momento qualsiasi e senza alcun motivo, solo per predire sfortune ai presenti, in particolare ad Ataru.
Sakura: nipote di Sakurambo, è una sacerdotessa bellissima che fa l’infermiera presso il liceo Tomobiki. Ataru, e tutti i suoi compagni di scuola, farebbero qualsiasi cosa pur di mettersi assieme a lei.
Shutaro Mendo: compagno di classe di Ataru, è figlio di un potente plurimiliardario e può ottenere qualsiasi cosa desideri. È adorato dalle ragazze e lui non disdegna di sedurle tutte, Lamù compresa.
…e poi ci sono Ray (ragazzo alieno innamorato di Lamù), Kurama (altra ragazza aliena moglie di Ataru), Kintaro, Benten, Oyuki

Che ne dite, non capita a tutti quello che succede ad Ataru, cioè di essere conteso da due ragazze. Peccato che sfoghino la gelosia che provano l’una verso l’altra sul povero Ataru, il quale si trova così tra questo strano fuoco incrociato: da un lato Shinobu che lo prende a ceffoni, e dall’altra Lamù che lo colpisce con fulmini. Se poi a questo aggiungete che viene bersagliato dal fuoco di Ten, dai pugni dei suoi "amici" gelosi di Lamù, dalla sfortuna che gli invia Sakurambo, dagli abitanti della città che pretendono il risarcimento dei danni, dall’odio dei suoi genitori, e che lui vorrebbe essere da tutt’altra parte… capite bene in che razza di situazione allucinante si trovi il povero Ataru (e capite perché questo cartone meriti di essere seguito)!

Lamù è inoltre famoso per essere un anime in piena regola, ovvero oltre al lato comico, non è da sottovalutare nemmeno quello erotico. Infatti Lamù è sempre (s)vestita con il suo costume a due pezzi tigrato, e in alcune scene nemmeno intero. Questo fa della bellissima Lamù una delle "ragazze di carta" più desiderate (altro buon motivo per seguire la serie).

Compreso il soggetto, vediamo la sua storia. La serie, che porta come titolo originale Urusei Yatsura (complicato gioco di parole nipponico, il cui significato oscilla tra "La gente della stella di Uru" e "Quei maledetti rompiscatole", ma che generalmente viene tradotto in "I casinisti del pianeta Uru" o "I casinisti planetari"), nata come fumetto nel 1981, è di Rumiko Takahashi, autrice giapponese dallo stile inconfondibile. Il suo primo lavoro è stato Gente egoista (1979), pubblicato in Italia nel secondo volume della raccolta Rumic World. È una delle storie che hanno dato origine a Lamù, e infatti ogni tanto si può notare come qualche protagonista della prima si intrufoli nella seconda, in particolare i pesci alieni. Le opere della "principessa dei manga" più famose in Italia sono i fumetti diventati successivamente serie televisive, quali Cara dolce Kyoko, Lamù, Ranma ½ e Inu Yasha. Non vanno poi dimenticate le altre storie brevi, raccolte in Rumic Short e nei volumi 1 or W e P no Higeki, conosciuti anche come Rumic Theater. Merita una segnalazione ulteriore la serie One pound Gospel, e inoltre Il bosco della sirena, Il segno della sirena e La maschera della sirena, trilogia horror che ci mostra come Rumiko Takahashi si trovi a suo agio sia nell’ambiente comico, sia nel mondo del brivido. Il tutto è edito dalla Star Comics.

Se c’è una lamentela da fare, questa non dipende dall’opera della Takahashi ma dalla programmazione televisiva dell’anime in Italia. Nel nostro Paese il cartone è infatti stato trasmesso per la prima volta intorno alla metà degli anni ’80, e poi più niente fino all’ottobre 2000, quando è stato riproposto da Italia 7 (sebbene non integralmente), per poi riprendere sulla stessa rete quest’anno. Perché tale ostracismo verso un anime che non ha nulla da invidiare ai suoi colleghi trasmessi con maggiore frequenza?


Riassumendo: Lamù la trovate in versione fumetto (Star Comics), cartone animato (se l’italica televisione si degna di trasmetterla) e video, sia come episodi singoli sia come lungometraggi (Yamato Video). E vale la pena di seguirla.