29 luglio 2007

Articolo scientifico, senza alcuna base scientifica
La pecora Dolly non è mai esistita
Ci hanno preso per il culo per anni


Qualche anno fa gli scienziati americani hanno annunciato trionfalmente di aver clonato il primo essere vivente, la famosa pecora Dolly. La notizia ci è giunta in questa maniera: i mass media hanno detto che gli scienziati hanno preso il DNA di una pecora, lo hanno inserito in un ovulo dello stesso animale, e ne hanno ottenuto la famigerata Dolly. Ma non vi sembra che qualcosa non quadri in tutto ciò? Ad esempio: se sono due pecore uguali, perché i mass media hanno sempre detto "la pecora Dolly" e non "LE pecore Dolly"? E poi: va bene inserire il DNA in un ovulo, ma questo per essere fecondato ha bisogno di uno spermatozoo. Quindi: perché nessuno ha mai parlato del "pecorone Dollo"? Oltretutto che la compartecipazione del pecorone avrebbe reso il DNA della nascitura 50% Dolly e 50% Dollo (e non 100% Dolly), e scommetto che questo i due animali lo sapevano benissimo fare anche senza il contributo degli scienziati. E poi: perché nelle immagini che ci venivano mostrate Dolly era sempre adulta, e non l’abbiamo mai vista agnellino? Com’è possibile che sia stata partorita grande come la madre?
Le risposte ai quesiti dipendono tutte da due fattori: l’inettitudine dei mass-media e la ciarlataneria degli scienziati americani.
I mass media oggigiorno non vanno più a caccia di notizie: aspettano che chi ne trae vantaggio gliele porti già pronte. Nessun giornalista è andato ad intervistare gli scienziati o a filmare le pecore. Le dichiarazioni e le immagini che abbiamo letto e visto tutti, venivano servite già pronte dagli scienziati ai giornalisti, i quali si limitavano a riproporcele senza modificarle (o tuttalpiù distorcendole per renderle più sensazionali) e senza interrogarsi su cosa cavolo ci stessero dicendo. Per questo nessun giornalista si è mai domandato perché quelle due pecore fossero grandi uguali! E lo sapete perché erano grandi uguali? Perché erano due pecore adulte qualsiasi: Dolly non è mai esistita! O voi credevate ancora che quando a Domenica In mostrano il cane Rex, l’abbiano fatto venire direttamente dall’Austria pagandolo milioni in croccantini, e senza rendervi conto che in realtà è il cane lupo del custode dello studio televisivo?
Gli scienziati americani che lavorano nei laboratori privati non ricevono uno stipendio regolare, ma vengono finanziati dagli sponsor, i quali pagano solo quando ne traggono vantaggio. Che vantaggio hanno le industrie americane dalla ricerca? L’incasso della vendita dei prodotti dei laboratori sul mercato? No, altrimenti gli scienziati americani studierebbero solo bibite colorate che non sanno per niente di frutta. Gli sponsor guadagnano quando i laboratori forniscono loro la cosa oggi più preziosa: pubblicità. Per questo quegli scienziati l’hanno sparata così grossa, anche se non era vera la storia della clonazione! Volete mettere che pubblicità per gli sponsor? È successa la stessa cosa quando la setta dei Raeliani ha annunciato di aver clonato la prima bambina, "Eva" di nome e probabilmente "Porca" di cognome. Pubblicità in tutto il mondo, e dopo un paio di settimane la notizia si è sgonfiata, perché non esisteva. Non c’era nulla di tutto ciò! Ma volete mettere che pubblicità per la setta? E quando è calato l’audience sulla pecora Dolly, gli scienziati americani hanno annunciato di aver clonato il maiale Ciccio, la gallina Gigia e la colomba Pasquale. E quando è terminata anche su di loro la celebrità, gli scienziati hanno lanciato la notizia: Dolly sta male! Ha l’artrite perché essendo stata clonata da una pecora vecchia, è nata già vecchia! Ora, non so che conoscenza sulla clonazione voi possiate avere, ma tale teoria è come sostenere che se si prende l’ovulo di una pecora, e lo si completa con il DNA di un caciocavallo, la pecora che nasce nitrirà! È come dire che se una donna di sessant’anni partorisce un figlio, questo nascerà già con i capelli bianchi! Il DNA non invecchia! E quando si è spenta anche l’eco di questa news, gli scienziati americani si sono giocati la carta estrema: l’eutanasia in diretta! La pecora Dolly è morta! Poverina! Facciamole il funerale! La ripresa televisiva è venuta male, peccato! Cloniamo anche il funerale! Se muore anche il maiale Ciccio ho una mezza idea di come farlo scomparire!
In conclusione: ma che cavolo hanno fatto a ‘sta povera pecora? Semplicemente Dolly madre era stata messa incinta naturalmente dal pecorone Dollo, e l’ovulo della nascitura è stato diviso dagli scienziati in due parti, dalle quali sì che sarebbero nate due pecore identiche. I due ovuli si sono sviluppati parallelamente per un periodo, finché uno dei due non è stato soppresso, dopo poche settimane, per garantire che almeno una delle due pecore nascesse, altrimenti l’esperimento era fallito. Tutto qui. La clonazione come c’è stata proposta dai mass media (che era poi quella di Jurassic Park), in base alle conoscenze attuali non è possibile farla. Altrimenti avrebbero già clonato anche i mammuth, l’uomo del Similaum e Hitler, invece di perdere tempo con gli ovini.
Non so dirvi se tutte le fandonie attorno a questo caso siano state inventate dagli scienziati americani o dai giornalisti. Probabilmente sono state clonate al 50% dai primi, e al 50% dai secondi.

2 commenti:

Tommy ha detto...

Questo articolo è stato pubblicato su AnomaliE n°8.

Daria ha detto...

Sono d'accordo sul fatto dell'infarcitura esagerata dei media e sul fatto che in realtà la pecora dolly non è un vero clone. Però caro mio il dna 'invecchia'. Alla nascita sono attivi degli enzimi chiamati telomerasi che aggiungono tanti pezzettini apparentemente inutili sul dna. Queste telomerasi scompaiono durante il primo annodi vita. Ora, ogni volta che una cellulina si duplica, avviene un meccanismo tale da perdere sempre un piccolo pezzettino all'estremità del dna. ecco svelata la funzione della telomerasi! Quindi se tu prendi un dna di una pecora già matura, quel dna sarà molto più corto di uno di un feto o di un neonato e di conseguenza può essere definito 'vecchio' poichè può duplicarsi solo determinate volte prima che si incominci a perdere pezzettini di dna utile e che quindi la cellula muoia.