11 maggio 2026

My Fair Lady: La rena in Spegna grecida in campegna

Un film capolavoro, con una Audrey Hepburn briosa e sfacciata, interprete di canzoni allegre e coinvolgenti.

Audrey Hepburn e Rex Harrison

My Fair Lady è un musical uscito nelle sale americane nel 1964, diretto da George Cukor e interpretato magnificamente da Audrey Hepburn.

Nella Londra di inizio secolo scorso, la giovane fioraia di strada Eliza Doolittle (Audrey Hepburn) attira con il suo accento cockney l'attenzione del glottologo Henry Higgins (Rex Harrison). Questi, per scommessa, decide di insegnare alla ragazza a parlare con una dizione perfetta, convinto che ciò avrebbe portato a un sicuro cambiamento del suo stato sociale. All'inizio insegnare a Eliza sembra una causa persa, ma pian piano la fioraia riesce a migliorare la sua parlata, tant'è che dopo sei mesi il professore la porterà a un ballo presso un'ambasciata, ove nessuno sospetterà le sue origini povere.


Genesi dell'opera

La storia raccontata in My Fair Lady ha origini lontanissime: risale infatti all'antica Grecia il mito di Pigmalione narrato ne Le metamorfosi di Ovidio (opera ultimata nell'8 d.C.) Il protagonista è uno scultore che si innamora di una statua di nudo femminile da lui realizzata, ritenendola più perfetta di qualsiasi donna sulla Terra. In occasione delle feste rituali in onore di Afrodite, Pigmalione si reca al tempio della dea e la prega di infondere vita nella statua. Afrodite acconsente, la scultura si anima e si sposa con il protagonista. Dal mito deriva l'uso comune di definire pigmalione chi assuma un ruolo di maestro nei confronti di una persona rozza e incolta, sviluppandone le doti naturali e affinandone i modi.

All'inizio del secolo scorso lo scrittore, drammaturgo e linguista George Bernard Shaw compose una commedia intitolata Pigmalione (Pygmalion), avente come soggetto la trama che apre quest'articolo. Lo spettacolo venne presentato al pubblico nell'ottobre del 1913 a Vienna in lingua tedesca, per poi diventare un successo nel 1914 quando fu messo in scena in Inglese a Londra, con Mrs. Patrick Campbell nel ruolo di Eliza.

Il primo film

Venticinque anni dopo il debutto della commedia, lo stesso George Bernard Shaw ne curò la trasposizione cinematografica - sempre intitolata Pigmalione - che vide nelle vesti della protagonista Wendy Hiller, che l'aveva già interpretata a teatro. Il film ebbe grande successo e vinse il Premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale.

Nel marzo del 1956 a New York venne messa in scena per la prima volta la versione musical del Pigmalione, questa volta intitolata My Fair Lady. Alla giovanissima e sconosciuta Julie Andrews andò il ruolo di Eliza, mentre quello del professor Higgins fu affidato a Rex Harrison. Le musiche furono scritte da Frederick Loewe, mentre Alan Jay Lerner si occupò del libretto. Il musical divenne il più longevo della storia di Broadway, collezionando un totale di 2717 repliche fino al settembre del 1962, e vinse sei Tony Award tra cui quelli per il miglior musical e il miglior attore protagonista in un musical a Rex Harrison.

Il secondo film

Nella prima metà degli anni '60 del secolo scorso la Warner Bros. decise di capitalizzare quel successo trasformando il musical in un nuovo film. Dal cast teatrale venne scelto solo Rex Harrison, mentre Julie Andrews fu scartata perché non abbastanza conosciuta dal pubblico: il suo debutto cinematografico in Mary Poppins avverrà solo in seguito. Al suo posto venne presa la più nota Audrey Hepburn che aveva già realizzato le sue pellicole più famose. La Hepburn, tuttavia, era di minori capacità canore; la produzione investì molto nella sua istruzione vocale e l'interprete registrò tutti i brani relativi al suo personaggio. Il risultato, però, non convinse la Warner, che fece doppiare dalla soprano Marni Nixon le parti cantate di Eliza.

La pellicola debuttò nell'ottobre del 1964, fu un successo e vinse numerosi Premi Oscar nelle categorie miglior film, regista, attore (Rex Harrison), scenografia, fotografia, colonna sonora, costumi e sonoro. Nonostante la recitazione perfetta di Audrey Hepburn, l'attrice non vinse nessun Oscar: per la legge del contrapasso il premio andò a Julie Andrews, dato che nel frattempo nei cinema era uscito Mary Poppins (agosto 1964). Per la sua interpretazione in My Fair Lady Audrey Hepburn vinse comunque il David di Donatello come migliore attrice straniera.

Così un mito dell'antica Grecia - probabilmente unito alla fiaba di Cenerentola - è ancora oggi considerato un capolavoro ed è conosciuto da tutti.

Il doppiaggio italiano

L'adattamento del linguaggio usato nel film, nel nostro Paese non fu affatto facile. Abbinare l'accento cockney alla lingua italiana non è possibile, nonché privo di senso. Alberto Vecchietti, autore dei dialoghi localizzati (eseguiti negli stabilimenti Fono Roma con la collaborazione della C.D.C.) pensò di utilizzare un accento regionale del Bel Paese per Eliza. Già, ma quale? Un solo accento non bastava per riprodurre tutte le difficoltà di pronuncia della protagonista, pertanto la doppiatrice Maria Pia Di Meo fu fatta parlare in un misto di abruzzese, pugliese, napoletano e romanesco. Risultato simpatico, forse, ma inascoltabile.

C'è inoltre da notare che in Italiano Eliza ha una dizione buffa solo quando parla e non mentre canta. Oltretutto, nella versione nostrana la protagonista è l'unica a parlare in questo modo; tutti gli altri poveri, compreso suo padre, si esprimono in un Italiano perfetto. Questo è un errore, e rende incomprensibile la prima canzone (dopo l'Overture) Perché l'Inglese (Why Can't the English?) Rispetto a quello originale, il doppiaggio italiano risulta inoltre più monotono e piatto, fino al punto che il film a tratti non sembra nemmeno una commedia. Se potete guardatelo in versione originale, in modo da sentire bene le vocali sbagliate pronunciate da Audrey Hepburn.

Recensione

My Fair Lady è un capolavoro, almeno in lingua inglese: la recitazione di Audrey Hepburn e Rex Harrison è briosa e sfacciata, le canzoni sono allegre e coinvolgenti, e l'attenzione del pubblico viene sempre tenuta alta nonostante le quasi tre ore di film. Le scenografie, per quanto enormi, risultano un po' finte, e a volte fuori dalle finestre non c'è nient'altro che una bianca luce lattiginosa (la nebbia inglese?) forse perdonabile considerando che la pellicola è la riproposizione di uno spettacolo teatrale. Visto oggi il film sembra un po' maschilista, con Eliza che viene considerata un oggetto e lei che accetta questo trattamento; solo verso la fine si ribella un po', ma poi rientra in fretta nei canoni di inizio XX secolo. A parte questo, la pellicola è uno spettacolo e merita di essere vista.

Colonna sonora

Questa è la soundtrack di My Fair Lady in lingua inglese:

Overture – Orchestra
Why Can't the English? – Rex Harrison, Wilfrid Hyde-White, Audrey Hepburn
Wouldn't It Be Loverly? – Audrey Hepburn (Marni Nixon), coro
An Ordinary Man – Rex Harrison
With a Little Bit of Luck – Stanley Holloway, John Alderson, John McLiam, coro
Just You Wait – Audrey Hepburn (Marni Nixon), Charles Fredericks
Servants Chorus – Mona Washbourne, coro
The Rain in Spain – Rex Harrison, Wilfrid Hyde-White, Audrey Hepburn (Marni Nixon)
I Could Have Danced All Night – Audrey Hepburn (Marni Nixon), Mona Washbourne, coro
Ascot Gavotte – coro
Ascot Gavotte (Reprise) – coro
On the Street Where You Live – Jeremy Brett (Bill Shirley)
Intermission – Orchestra
Transylvanian March – Orchestra
Embassy Waltz – Orchestra
You Did It – Rex Harrison, Wilfrid Hyde-White, coro
Just You Wait (Reprise) – Audrey Hepburn
On the Street Where You Live (reprise) – Jeremy Brett (Bill Shirley)
Show Me – Audrey Hepburn (Marni Nixon), Jeremy Brett (Bill Shirley)
Wouldn't It Be Loverly (reprise) – Audrey Hepburn (Marni Nixon), coro
Get Me to the Church on Time – Stanley Holloway, John Alderson, John McLiam, coro
A Hymn to Him (Why Can't A Woman Be More Like a Man?) – Rex Harrison, Wilfrid Hyde-White
Without You – Audrey Hepburn (Marni Nixon), Rex Harrison
I've Grown Accustomed to Her Face – Rex Harrison
Finale – Orchestra

Le canzoni nella versione italiana sono le seguenti:

Overture/Perché l'Inglese
Ah, sarebbe splendido
Con un briciolo… di fortuna
Sono un uomo normale Io
Bada a te
La rana in Spagna gracida in campagna
Avrei ballato ancor
Ascot gavotte
Perche qui vivi tu
Hai vinto!
Io stamattina prendo moglie
Perché la donna
Senza te, io m'ero avvezzo a lei. Finale

Articolo originale pubblicato il 25/04/2026 su Onda Musicale

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