27 giugno 2019

La prima volta dei Beatles: "The Beatles" (White album), "Yellow Submarine" e "Abbey Road"

The Beatles (White album), Yellow Submarine, Abbey Road recensione
Se fossimo negli anni '60, e ci capitassero tra le mani gli album dei Beatles, come ci sembrerebbero? Abbiamo ascoltato per voi integralmente gli album dei Fab four come se fosse la prima volta, senza preconcetti. Queste le recensioni di "The Beatles" (White album), "Yellow Submarine" e "Abbey Road".

The Beatles (White album)
Mi riesce molto difficile recensire questo disco, semplicemente perché è bellissimo, e non si può aggiungere altro. È un doppio album, sul primo disco le canzoni più pop (Back in the U.S.S.R., Ob-La-Di Ob-La-Da, While My Guitar Gently Weeps), sul secondo quelle più rock e sperimentali (Helter Skelter, Revolution 1, Revolution 9). In quest'album le personalità dei 4 cominciano ad emergere, ma senza allontanarsi troppo. È quindi un album splendido, che unisce tutti i lati positivi. Per farvi capire cosa intendo, vi dico che le canzoni di secondo piano sono Dear Prudence, Happiness is a Warm Gun, Blackbird, Sexy Sadie. Bellissime e struggenti I'm so tired, I Will, Julia, Mother Nature's Son, Good Night. Avrebbero tutte meritato di uscire come singolo; c'era materiale a sufficienza per fare anche un terzo disco. Penso sia il migliore album dei Beatles. Vedi approfondimento.
Brano consigliato dall'album: Helter Skelter.

Yellow Submarine
I Beatles non avevano interesse nel realizzare la colonna sonora del loro film d'animazione, e crearono la facciata A del disco mettendo assieme dei pezzi editi, con altri vecchi ma rimasti inediti (Only a Nothern Song, All together Now, Hey Bulldog, It's all too much). Il lato B invece ospita le musiche del film, scritte dal loro produttore George Martin e suonate da un'orchestra. Il risultato è uno dei loro album più strani e psichedelici, ma che purtroppo non offre altro all'ascoltatore.
Brano consigliato dall'album: All together Now.

Abbey Road
L'ultimo album registrato dai Beatles è inevitabilmente permeato da un senso di decadentismo. In magnifico contrasto con ciò, George è in stato di grazia e raggiunge il suo culmine personale realizzando Here comes the sun e Something. Lo è anche Ringo, che scrive e canta Octopus's garden (una sorta di nuova Yellow submarine). I pezzi di John (Come together, I want you, Because) hanno poca affinità con i Beatles e già starebbero meglio sull'album solista che stava realizzando. Quello che maggiormente soffre per l'imminente separazione anche dal punto compositivo è Paul (Oh! Darling, Carry that weight, The end). Le canzoni sul "lato B" sono unite come se fosse un'unica traccia, e vi sono infilate anche alcune "mezze canzoni" mai terminate. Finora vi ho detto cos'è, ma non com'è "Abbey Road": è l'album con il più alto potenziale ma peggio sfruttato della storia. Ci sono delle canzoni bellissime ma troppo brevi, o abbruttite da un testo improponibile, o non terminate, o rovinate dall'essere inserite nel medley, o semplicemente buttate lì e mai fatte bene. Purtroppo i 4 non avevano voglia di fare quest'album assieme, nonostante l'ancora grande potenziale di ciascuno di loro.
Brano consigliato dall'album: Because

Leggi anche le recensioni di:
"Please please me", "With the Beatles" e "A hard day's night"
"Beatles for sale", "Help!" e "Rubber Soul"
"Revolver", "Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band" e "Magical Mistery Tour"
"Let it be" e "Let it be... naked"
 
Articolo originale pubblicato il 05/03/2018 su Onda Musicale

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