29 luglio 2019

The Great Complotto, quando Pordenone era la capitale italiana del punk

The Great Complotto
Pochi oggi se ne ricordano, ma tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80 la città di Pordenone fu il fulcro del punk in Italia, attraverso un movimento culturale chiamato "The Great Complotto".

Fin dagli anni '60, complice la presenza della base militare di Aviano, Pordenone era l'avanguardia italiana nell'entrare in contatto con la nuova musica proveniente dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna. Fu alla fine degli anni '70, però, che la città produsse un movimento proprio ed inedito. L'inizio si può fissare nel 1976 quando le band locali cominciarono a recarsi in Inghilterra per esibirsi. In particolare nel 1979 gli Hitler SS e i Tampax andarono a Londra e tennero un concerto abusivo sotto il ponte di Aklam a Portobello Road, suonando e distruggendo chitarre di cartone, e venendo arrestati: passò alla storia come "London Cartoon Concert". L'EP senza titolo che le due band pubblicarono assieme fu il primo disco autoprodotto in Italia.

01 luglio 2019

La prima volta dei Beatles: "Let it be" e "Let it be... naked"

Let it be - Let it be naked recensione
Siamo giunti al termine del nostro viaggio all'insegna della domanda "Com'era negli anni '60 sentire gli album dei Beatles da zero?" Abbiamo ascoltato per voi integralmente gli album dei Fab four come se fosse la prima volta, senza preconcetti. Queste le recensioni di "Let it be" e "Let it be... naked".


Let it be
Non si può commentare quest'album senza spiegare come sia nato. Nel 1969 Paul McCartney voleva realizzare un documentario che filmasse il lavoro dei Beatles in studio, da cui ricavare un disco che avesse un suono "in studio dal vivo". Il risultato però non soddisfò i quattro, che decisero di abbandonare il materiale. Nel 1970, dopo lo scioglimento del gruppo, John Lennon e il produttore Phil Spector rimaneggiarono quelle tracce e ne ricavarono l'album (vedi approfondimento).

27 giugno 2019

La prima volta dei Beatles: "The Beatles" (White album), "Yellow Submarine" e "Abbey Road"

The Beatles (White album), Yellow Submarine, Abbey Road recensione
Se fossimo negli anni '60, e ci capitassero tra le mani gli album dei Beatles, come ci sembrerebbero? Abbiamo ascoltato per voi integralmente gli album dei Fab four come se fosse la prima volta, senza preconcetti. Queste le recensioni di "The Beatles" (White album), "Yellow Submarine" e "Abbey Road".

The Beatles (White album)
Mi riesce molto difficile recensire questo disco, semplicemente perché è bellissimo, e non si può aggiungere altro. È un doppio album, sul primo disco le canzoni più pop (Back in the U.S.S.R., Ob-La-Di Ob-La-Da, While My Guitar Gently Weeps), sul secondo quelle più rock e sperimentali (Helter Skelter, Revolution 1, Revolution 9). In quest'album le personalità dei 4 cominciano ad emergere, ma senza allontanarsi troppo. È quindi un album splendido, che unisce tutti i lati positivi. Per farvi capire cosa intendo, vi dico che le canzoni di secondo piano sono Dear Prudence, Happiness is a Warm Gun, Blackbird, Sexy Sadie. Bellissime e struggenti I'm so tired, I Will, Julia, Mother Nature's Son, Good Night. Avrebbero tutte meritato di uscire come singolo; c'era materiale a sufficienza per fare anche un terzo disco. Penso sia il migliore album dei Beatles. Vedi approfondimento.
Brano consigliato dall'album: Helter Skelter.

24 giugno 2019

La prima volta dei Beatles: "Revolver", "Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band" e "Magical Mistery Tour"

Revolver, Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band, Magical Mistery Tour recensione
Prosegue il nostro viaggio nell'ascolto degli album dei Beatles da zero, senza sovrastrutture. Abbiamo ascoltato per voi integralmente gli album dei Fab four come se fosse la prima volta, senza preconcetti. Queste le recensioni di "Revolver", "Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band" e "Magical Mistery Tour".

Revolver
Sono solo due i singoli estratti da quest'album (Eleanor Rigby e Yellow submarine), ma la forza di Revolver sta nei brani minori (Taxman; I'm only sleeping; Here, there and everywhere; And your bird can sing; Doctor Robert; Got to get you into my life; Tomorrow never knows; ...) che lo rendono un disco dal suono straordinariamente unitario. Lo definirei il primo album moderno dei Beatles. Molto bello, lo consiglio a tutti.
Brano consigliato dall'album: Got to get you into my life.

17 giugno 2019

La prima volta dei Beatles: "Beatles for sale", "Help!" e "Rubber Soul"

Beatles for sale, Help!, Rubber Soul recensione
Com'era negli anni '60 sentire gli album dei Beatles da zero?
Abbiamo ascoltato per voi integralmente gli album dei Fab four come se fosse la prima volta, senza preconcetti. Queste le recensioni di "Beatles for sale", "Help!" e "Rubber Soul".

Beatles for sale
I Beatles tentarono di ripetere la fortunata formula dei primi due dischi, ma senza averne l'energia né la freschezza, e ignorando i progressi fatti nel terzo. Nonostante sia un album inferiore nella discografia del quartetto, con solo due hit (I'm a loser e Eight days a week), è comunque migliore dei suoi contemporanei. Ed inoltre è un album decisamente bello.
Brano consigliato dall'album: Baby's in black.

10 giugno 2019

La prima volta dei Beatles: "Please please me", "With the Beatles" e "A hard day's night"

Please please me, With the Beatles, A hard day's night recensione
Sugli album dei Beatles è già stato detto e scritto tutto, al punto che ormai le idee pregresse guidano le nostre percezioni durante il loro ascolto. Ma com'era all'epoca sentirli da zero? Abbiamo ascoltato per voi integralmente gli album dei Fab Four come se fosse la prima volta, senza preconcetti. Queste le recensioni di "Please please me", "With the Beatles" e "A hard day's night".

Please please me
Pur essendo un album d'esordio, contiene già alcuni brani come la title track, Love me do e Twist and Shout, che ci fanno capire come ci si trovi di fronte ad una band dalle capacità non comuni. Le cover inserite invecchiano un po' il lavoro, ma per contrasto ci fanno meglio capire come il suono dei Beatles nei brani di loro creazione si discostasse nettamente e fosse più moderno di quello dei loro contemporanei.
Brano consigliato dall'album: I saw her standing there.

06 giugno 2019

3 febbraio 1959: il giorno in cui la musica morì

The Day the Music Died
"The day the music died"
è comunemente chiamato il giorno in cui un incidente aereo portò alla morte le tre star del rock and roll Buddy Holly, J. P. Richardson e Ritchie Valens, in circostanze mai chiarite del tutto.

Stati Uniti, inverno 1959: Buddy Holly, J.P. "The Big Bopper" Richardson, Ritchie Valens e Dion DiMucci, giovanissimi (rispettivamente 22, 28, 17 e 19 anni) ma già idoli del rock and roll erano impegnati in un tour, assieme alle proprie band. Il "Winter Dance Party" consisteva in una serie di concerti dal 23 gennaio al 15 febbraio, in ventiquattro diverse località negli USA, ovvero una città al giorno.

20 maggio 2019

30 gennaio 1969: il rooftop concert dei Beatles

Rooftop concert Beatles
Il 30 gennaio del 1969 i Beatles tennero il loro ultimo concerto, che è rimasto nella storia ed è conosciuto da tutti come "Rooftop concert". Vediamo come nacque e cosa successe.

Nel 1969 McCartney propose di filmare le sessions per il nuovo album "Get Back" e di fare uscire le riprese come un documentario sul loro operato in studio, per mostrare il metodo di lavoro dei Beatles. Nelle intenzioni di Paul la presenza fissa delle cineprese avrebbe inoltre impedito ai ragazzi di litigare. Nulla di questo avvenne: i loro screzi furono registrati e il risultato delle sessions non soddisfò i baronetti, che decisero di abbandonare il progetto sia dell'album sia del film "Get Back".

13 maggio 2019

I Marillion: gli anti Genesis

Marillion
I Marillion sono un gruppo britannico fondato nel 1979, le cui sonorità e successo negli anni '80 hanno fatto definire i suoi membri come "i nuovi Genesis".
Nati ad Aylesbury nel Buckinghamshire come Silmarillion, erano composti da Steve Rothery alla chitarra, Brian Jelliman alla tastiera e Mick Pointer alla batteria. Il loro primo repertorio era costituito da cover dei più famosi gruppi progressive anni '70: Pink Floyd, Jethro Tull, Van der Graaf Generator, Rush, Yes e naturalmente Genesis.

06 maggio 2019

"Day Tripper", il viaggio dei Beatles nell'LSD

Day Tripper Beatles
"Day Tripper"
è un pezzo dei Beatles scritto da John Lennon con il contributo di Paul McCartney, pubblicato nel dicembre del 1965 ad integrare l'uscita dell'album Rubber Soul.

Nonostante il brano suoni fresco e apparentemente innocuo, "Day tripper" è riferito alle droghe, in particolare all'LSD: è infatti dedicata a quelli che "si fanno" solo nel week end e non ne seguono la filosofia; viaggiatori per un giorno solo, appunto: "Hai un buon motivo per prendere la via più facile ora. Era una turista per un giorno, un biglietto di sola andata. Mi ci è voluto molto per capirlo, e l’ho capito." recita il testo.