L'inizio di Midnight Cowboy è già un compendio di come un film debba essere.
Nella sua lunga carriera John Schlesinger ha firmato molte pellicole importanti, come Via dalla pazza folla e Il maratoneta, ma con l’incipit di Un uomo da marciapiede (1969) egli ha realizzato il suo capolavoro. In quei quattro brevi minuti il regista ha dichiarato tutto quello che aveva da dire sul protagonista, sulla trama, sugli Stati Uniti, sul cinema e sulla principale industria di Hollywood.
La prima inquadratura è già un manifesto: bianco, solo bianco, non c'è altro a parte l'audio di un film western che fa sfumando. Quando l'inquadratura si allarga, cominciamo a vedere di più. Rapporto 16:9, campo largo, una cittadina nel deserto, l’insegna Big Tex Drive In (elementi che gridano “America” in maniera fortissima) e lo schermo vuoto di un drive-in abbandonato. Quale pellicola inizia con la sua antitesi? Ci troviamo di fronte a un meta-film, che ci mostra fin da subito il pensiero del regista: il cinema dei tempi d’oro, di Hollywood, dei drive-in, del Western e del deserto è morto. Non è questo film a ucciderlo: Schlesinger prende solo atto che la morte è già avvenuta.
Viene mostrato il protagonista - interpretato da Jon Voight - che nella sua prima inquadratura è già nudo, perché si sta facendo la doccia senza alcuna censura. Quale altro film inizia così, che non sia un porno di bassa qualità (i migliori hanno almeno un po’ di incipit)? Siamo quindi di fronte a un'altra evidente rottura delle regole non scritte di Hollywood.








