La storia di Michael Jackson in un film fatto molto bene, forse troppo.
I biopic musicali ultimamente vanno molto di moda, non poteva quindi mancare quello sul "Re del pop" Michael Jackson, scomparso 17 anni fa. Michael è interpretato dal nipote Jaafar, figlio di Jermaine Jackson (fratello maggiore del cantante), il padre Joe da Colman Domingo, Berry Gordy da Larenz Tate, e Quincy Jones da Kendrick Sampson. La parte di Michael bambino è coperta dal piccolo Juliano Krue Valdi, notato grazie ai suoi video su Instagram in cui balla come il vero M.J.
La pellicola è un biopic parziale, in quanto racconta la vita di Michael Jackson solo fino ai 29 anni, terminando con la pubblicazione dell'album Bad e il successivo tour. La produzione avrebbe voluto prolungare il soggetto, includendo anche i processi subiti dal cantante con l'accusa di pedofilia (reato mai dimostrato), dipingendolo come vittima per riabilitarne l'immagine. Questioni legali hanno però interferito con la realizzazione del film, obbligando il regista Antoine Fuqua a scartare quelle scene e a rimontare la parte finale del girato. Questo taglio ha portato a modificare il soggetto della pellicola, che ora non è più la complessa vita di Michael Jackson, ma l'affrancamento dell'artista dai Jackson 5, dal padre violento e dalla famiglia. Solo nel finale, dopo essersi lasciato definitivamente alle spalle il passato, Michael sorriderà.









