04 maggio 2026

Michael: la vita del Re del pop alla prova del biopic

La storia di Michael Jackson in un film fatto molto bene, forse troppo

Jaafar Jackson nei panni di Michael Jackson

I biopic musicali ultimamente vanno molto di moda, non poteva quindi mancare quello sul "Re del pop" Michael Jackson, scomparso 17 anni fa. Michael è interpretato dal nipote Jaafar, figlio di Jermaine Jackson (fratello maggiore del cantante), il padre Joe da Colman Domingo, Berry Gordy da Larenz Tate, e Quincy Jones da Kendrick Sampson. La parte di Michael bambino è coperta dal piccolo Juliano Krue Valdi, notato grazie ai suoi video su Instagram in cui balla come il vero M.J.

La pellicola è un biopic parziale, in quanto racconta la vita di Michael Jackson solo fino ai 29 anni, terminando con la pubblicazione dell'album Bad e il successivo tour. La produzione avrebbe voluto prolungare il soggetto, includendo anche i processi subiti dal cantante con l'accusa di pedofilia (reato mai dimostrato), dipingendolo come vittima per riabilitarne l'immagine. Questioni legali hanno però interferito con la realizzazione del film, obbligando il regista Antoine Fuqua a scartare quelle scene e a rimontare la parte finale del girato. Questo taglio ha portato a modificare il soggetto della pellicola, che ora non è più la complessa vita di Michael Jackson, ma l'affrancamento dell'artista dai Jackson 5, dal padre violento e dalla famiglia. Solo nel finale, dopo essersi lasciato definitivamente alle spalle il passato, Michael sorriderà.

Oltre al ritratto della superstar che conosciamo, il film sottolinea i lati umani del vero Michael Jackson: quello filantropico, infantile, dolce, fragile, triste e solitario. Un'adolescente cresciuto senza avere la possibilità di essere prima un bambino, rimasto bambino per sempre. La pellicola non tace nemmeno sugli aspetti più tragici della sua vita, come i maltrattamenti subiti dal padre (frustate comprese), la vitiligine, l'intervento di chirurgia estetica al naso e l'incidente durante lo spot della Pepsi nel quale i capelli del cantante presero fuoco, mettendo a rischio la sua vita e causandogli danni permanenti. Un merito ulteriore del film è quello di dare visibilità a due personaggi che hanno contribuito a fare di Michael Jackson quello che conosciamo, gli sono sempre stati amici e lo hanno aiutato più volte: la guardia del corpo Bill Bray e l'avvocato e manager John Branca.

Recensione

La pellicola è fatta molto bene, e alcune scene risultano identiche a quello che si può vedere nei filmati dell'epoca. Se mi è concessa questa critica, il film è addirittura fatto eccessivamente bene, in quanto una sceneggiatura e una fotografia troppo belle fanno sembrare il soggetto non una vita vera, ma una pellicola di finzione. Qualcuno potrebbe obiettare che è normale che un film sembri un film, ma questo non è vero: le pellicole migliori sono quelle che ti fanno sentire dentro una storia come fosse la realtà che stai vivendo, e ti fanno dimenticare di essere davanti a uno schermo. Con Michael questo non succede.

Gli attori hanno tutti una fisionomia simile a quella dei loro alter ego nel film, paradossalmente quello più dissimile è proprio Jaafar Jackson. Forse lui è l'uomo che assomiglia di più al cantante sulla faccia della Terra (a parte il "Michael Jackson di Latina", ovvio) ma guardando il film non si ha mai l'impressione di essere davanti al vero "Re del pop", bensì solo a una ricostruzione. Jaafar merita invece tutti gli elogi del mondo perché si muove esattamente come il famoso zio, riproducendone apparentemente senza sforzo i più celebri e difficili passi di danza. La stessa lode va al piccolo Juliano Krue Valdi, un Michael Jackson in miniatura. Riservo un ulteriore complimento a Jaafar Jackson per come sia riuscito a riprodurre perfettamente la peculiare voce di Michael, per questo io consiglio di guardare il film in lingua originale. Per quanto sia bravo il doppiatore Francesco Ferri, Michael Jackson che parla in Italiano non si può sentire.

Per ricreare la faccia di Joe Jackson sul volto dell'attore Colman Domingo, invece, la produzione ha esagerato con il trucco, e si vede chiaramente che l'uomo è troppo artefatto per essere naturale, ripreso nella sua vita quotidiana. Si fa notare, inoltre, la mancanza di un qualsiasi accenno ai primi quattro album solisti di Michael usciti tra il 1972 e il 1975 (Got to Be There; Ben; Music & Me; Forever, Michael) e la totale assenza nella pellicola delle sorelle Rebbie e Janet, e del fratello minore Randy. Un'altra critica che si può muovere al film è il fatto che gli animali presenti siano stati realizzati in CGI: per quanto siano fatti tecnicamente bene, lo scimpanzé Bubbles sembra uscire da uno dei sequel de "Il pianeta delle scimmie". Non fatevi ingannare da queste critiche puntigliose: il film merita la visione, specie se siete fan del compianto "Re del pop".

A tal proposito, voglio sottolineare un elemento che mi ha positivamente stupito. Alla proiezione cui ho assistito, oltre a me e ad altri tre/quattro "vecchi", erano presenti moltissimi giovani, a malapena ventenni. I ragazzi hanno assistito rapiti alla proiezione, e poi si sono messi a ballare in platea sui titoli di coda. Molti di loro non erano ancora nati - o forse erano troppo piccoli - quando Michael Jackson è morto nel 2009, eppure erano lì ad assistere al mito della generazione precedente, di cui hanno tanto sentito parlare ma che non hanno mai vissuto. Forse per loro Michael Jackson emana lo stesso fascino che Jim Morrison aveva per la mia generazione.

Colonna sonora

01. Wanna Be Startin' Somethin' (Live At Wembley) - (M. Jackson) Michael Jackson
02. Wanna Be Startin' Somethin' - (M. Jackson) Michael Jackson
03. Big Boy - Edward Silvers
04. Oh How Happy - (Edwin Starr) Shades of Blue
05. I'll Be There - (H. Davis, B. Gordy Jr, W. Hutch, B. West) Jackson 5
06. You've Changed - (Jesse Reese) Jackson 5
07. Stand! - (Sylvester Stewart) Jackson 5
08. I Heard It Through the Grapevine (Live) - (B. Strong, N. Whitfield) Gladys Knight & The Pips
08. Never Can Say Goodbye - (Clifton Davis) Jackson 5
09. Money (That's What I Want) - (J. Bradford, B. Gordy Jr) Barrett Strong
10. I Want You Back - (B. Gordy Jr, A. Mizell, F. Perren, D. Richards) Jackson 5
11. Who's Lovin' You - (William Robinson Jr) Jackson 5
12. ABC - (B. Gordy Jr, A. Mizell, F. Perren, D. Richards) Jackson 5
13. Singin' In the Rain - (N. Brown, A. Freed) Gene Kelly
14. I'll Be There (Live) - (H. Davis, B. Gordy Jr, W. Hutch, B. West) Jackson 5
15. I Can't Help It - (S. Greene-Brown, S. Wonder) Michael Jackson
16. Don't Stop 'Til You Get Enough - (M. Jackson) Michael Jackson
17. Rockin' Robin - (Jimmie Thomas) Jackson 5
18. We've Got a Good Thing Going - (B. Gordy Jr, A. Mizell, F. Perren, D. Richards) Jackson 5
19. Childhood - (M. Jackson) Michael Jackson
20. Dreamer - (K. Gamble, L. Huff) The Jacksons
21. Doggin' Around - (Alonzo Tucker) Michael Jackson
22. Ben (The Jacksons Live) - (D. Black, W. Scharf) The Jacksons
23. Enjoy Yourself - (K. Gamble, L. Huff) The Jacksons
24. Blame It On the Boogie - (M.G. Jackson Clark, D.J. Jackson Rich, H. Kampschroer, E. Krohn, T. Meyer) The Jacksons
25. The Love You Save - (B. Gordy Jr, A. Mizell, F. Perren, D. Richards) Jackson 5
26. Twiki's Theme - (S. Phillips) Stu Phillips
27. Fox - (J. Harris) Johnny Harris
28. Think Happy - (K. Gamble, L. Huff) The Jacksons
29. Beat It - (M. Jackson) Michael Jackson
30. Human Nature - (Steve Porcaro, John Bettis)
31. West Coast Poplock - (M. Hooks, R. Hudson, L. Troutman, R. Troutman) Ronnie Hudson and the Street People
32. Helene's Discovery - (Paul Sawtell, Bert Shefter)
33. Cues from House of Wax - (David Buttolph)
34. Thriller (Orchestral Intro) - (Elmer Bernstein)
35. Thriller - (R. Temperton) Michael Jackson
36. Billie Jean - (M. Jackson) Michael Jackson
37. MTV News Theme - (D. DiFranco) Doug DiFranco
38. Cues from Modern Times (Charlie at Belt, Charlie in Machine, Ballet) - (Charles Chaplin)
39. Smile - (Charles Chaplin, Geoffrey Parsons, John Turner)
40. Billie Jean (Pepsi Commercial) - (M. Jackson) Michael Jackson
41. Jackass Frenzy, To the Rescue, Out of the Sea, Fairy Theme - Leigh Harline, Paul J. Smith
42. Human Nature (Michael Jackson Live At Wembley) - (S. Porcaro, J. Bettis) Michael Jackson
43. Workin' Day and Night (The Jacksons Live) - (M. Jackson) The Jacksons
44. Bad (Michael Jackson Live At Wembley) - (M. Jackson) Michael Jackson
45. I Want You Back / ABC - (B. Gordy Jr, A. Mizell, F. Perren, D. Richards) The Jacksons
46. I'll Be There - (H. Davis, B. Gordy Jr, W. Hutch, B. West) The Jacksons
47. This Place Hotel - (M. Jackson) The Jacksons

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20 aprile 2026

"ReMastered: Devil at the Crossroads": la breve vita e lo sconfinato talento di Robert Johnson

Quando le capacità musicali di un uomo sono strabilianti, può battere il diavolo ma non il destino.

ReMastered: Devil at the Crossroads

"ReMastered: Devil at the Crossroads" è un documentario Netflix di Brian Oakes del 2019 sul cantante, compositore e musicista Robert Johnson. Il biopic racconta la breve vita nonché l'incredibile talento del bluesman, in parte ancora avvolti dal mistero.

Robert Johnson nasce l'8 maggio del 1911 in una baracca ad Hazlehurst, nel Mississippi, in condizioni di estrema povertà e in epoca di segregazione razziale. Sin da bambino si appassiona alla musica, imparando a suonare prima l'armonica a bocca e poi la chitarra. Il giovane Robert inizia a esibirsi nei locali, ma senza riscuotere successo: la sua abilità viene infatti ritenuta solamente mediocre. Egli poi scompare per un anno e mezzo dalla sua città, senza che nessuno sappia dove sia finito. Quando ritorna e si mette a suonare in un locale, chi lo ha già sentito fatica a riconoscerlo: la sua tecnica è strabiliante, e la sua abilità nell'uso della chitarra è incredibile. Nessun altro al mondo è in grado di suonare in quella maniera.

09 marzo 2026

L'ignoto spazio profondo (The Wild Blue Yonder)

La fantascienza vista da Herzog, tra centri commerciali alieni e Sardi nello spazio

The Wild Blue Yonder

Il regista Werner Herzog ci ha abituati a pellicole molto eterogenee che ogni volta sono in grado di stupirci. Non sfugge a questa regola L'ignoto spazio profondo (The Wild Blue Yonder) del 2005, strano film di finzione realizzato come un documentario, assemblato a partire da materiale d’archivio vero ma completamente decontestualizzato.

L'idea della pellicola si deve alla visione di Herzog di documentazione video fatta da altre persone: filmati ripresi all'interno dello Space Shuttle STS-34 durante la missione per lanciare la sonda Galileo nel 1989, e immagini girate nell'oceano sotto i ghiacci dell'Antartide dal chitarrista e compositore Henry Kaiser nel 2001. Trovando poetico questo materiale il regista tedesco decise di assemblarlo in un film di montaggio, tenuto assieme da alcune riprese da lui realizzate per l'occasione.

02 marzo 2026

Finalmente online i video del progetto "Summer Boys"

Le allegre canzoni estive e i dinosauri da record di Gabriele Tomasi.

Dinosauri a spasso per la città - Gabriele Tomasi

Sono finalmente usciti i video del progetto musicale “Summer Boys” curato da Gabriele Tomasi. Le dieci spensierate canzoni estive che compongono quest'album sono ora disponibili su YouTube in versione lyrical, animazione, live action e AI video.

Tra queste si fa notare il filmato di “Dinosauri a spasso per la città”, traccia che nelle prime dodici ore dalla sua pubblicazione ha totalizzato più di 1300 visualizzazioni. Si segnalano anche i buoni risultati del video di "Sei calda come il sole". I brani spaziano dal pop alla dance, calienti ritmi latini e ska, con un salto anche nel rock e nel blues. Trovate tutti i filmati sul canale YouTube Gabriele Tomasi Music

23 febbraio 2026

Mercoledì - seconda stagione: "È come tornare sulla scena del crimine"

Il popolare personaggio della famiglia Addams è tornato nella serie Netflix, con alti e bassi.

Jenna Ortega in Mercoledì - seconda stagione

Il successo della serie Mercoledì del 2022 ha spinto la produzione a mettere subito in cantiere una seconda stagione, che è arrivata su Netflix solo nel 2025. La trama è più lunga e complessa rispetto alla precedente, pertanto ci limiteremo a un breve riassunto.

Mercoledì torna alla Nevermore Academy e anche Pugsley inizia a frequentare il primo anno. La ragazza si trova a fare i conti con un suo stalker invisibile, la morte dell’ex sceriffo Galpin, un gruppo di corvi assassini, la perdita dei suoi poteri psichici, i nuovi professori e l'attuale preside, uno zombie risvegliato da Pugsley, una visione ricorrente che le mostra la morte di Enid, il ritorno di Tyler Galpin, Laurel Gates e Larissa Weems.

16 febbraio 2026

Babfilm: siamo tutti solo dei fagioli

Una pellicola che, dietro la buffa metafora dei fagioli, ci mostra la nostra società.

Scenes with Beans

“Babfilm” è una pellicola di animazione ungherese del 1975 del regista Ottó Foky. Il film è realizzato in stop motion con animazione a passo uno, e i suoi protagonisti sono dei fagioli.

Una curiosa astronave che viaggia in un universo fatto di cibo giunge in vista di un pianeta biscotto con una luna cornetto. Il mezzo si ferma ad osservare la vita sul pianeta, abitato da fagioli che hanno creato una civiltà specchio di quella umana. Assistiamo così a scene di vita cittadina, di campagna, un sermone in una chiesa, una partita di calcio, una gita al lago, operai in una fabbrica e altro ancora. Non tutto andrà a finire bene.

09 febbraio 2026

Into the Abyss: il pensiero di Werner Herzog sulla pena di morte

Un documentario atipico, nella pur già eterogenea filmografia del regista tedesco.

Into the Abyss

A tale of death. A tale of life. Questo è il sottotitolo che Werner Herzog ha voluto assegnare al suo film Into the Abyss incentrato sulla pena di morte. Un documentario atipico, nella pur già eterogenea filmografia del regista tedesco.

Texas, 2010. Werner Herzog si reca in un carcere di massima sicurezza per intervistare due ragazzi, Michael Perry e Jason Burkett, condannati per aver commesso un triplice omicidio a Conroe, negli Stati Uniti, nel 2001. Il documentario prosegue intervistando altre persone coinvolte nella vicenda a diverso titolo, come parenti e conoscenti dei carnefici e delle vittime, un agente di polizia che ha lavorato al caso, il cappellano del carcere e un ex operatore nella camera della morte. Il risultato è una fotografia cruda della pena capitale, e della società che la produce. Il giudizio negativo di Herzog sulla pena di morte è comprensibile dallo spettatore, sebbene non espresso direttamente.

02 febbraio 2026

I primi quattro minuti di “Un uomo da marciapiede” sono un capolavoro

L'inizio di Midnight Cowboy è già un compendio di come un film debba essere.

Midnight Cowboy

Nella sua lunga carriera John Schlesinger ha firmato molte pellicole importanti, come Via dalla pazza folla e Il maratoneta, ma con l’incipit di Un uomo da marciapiede (1969) egli ha realizzato il suo capolavoro. In quei quattro brevi minuti il regista ha dichiarato tutto quello che aveva da dire sul protagonista, sulla trama, sugli Stati Uniti, sul cinema e sulla principale industria di Hollywood.

La prima inquadratura è già un manifesto: bianco, solo bianco, non c'è altro a parte l'audio di un film western che fa sfumando. Quando l'inquadratura si allarga, cominciamo a vedere di più. Rapporto 16:9, campo largo, una cittadina nel deserto, l’insegna Big Tex Drive In (elementi che gridano “America” in maniera fortissima) e lo schermo vuoto di un drive-in abbandonato. Quale pellicola inizia con la sua antitesi? Ci troviamo di fronte a un meta-film, che ci mostra fin da subito il pensiero del regista: il cinema dei tempi d’oro, di Hollywood, dei drive-in, del Western e del deserto è morto. Non è questo film a ucciderlo: Schlesinger prende solo atto che la morte è già avvenuta.

26 gennaio 2026

"L'esercito dei demoni" rock super energico, ma con la testa e il cuore

Quando il rock non è solo rumore: "L'esercito dei demoni" di Gabriele Tomasi

Gabriele Tomasi - L'esercito dei demoni

Dopo il progetto pop dell'anno scorso "Summer Boys", Gabriele Tomasi torna con un genere completamente diverso. È infatti il momento de "L'esercito dei demoni", dieci canzoni super rock per gli amanti della vera musica energica. All'interno troviamo infatti - uno dopo l'altro - pezzi hard rock, metal, ballad, blues rock, dance-rock e persino di "rock medioevale".

Su YouTube i video più visti, al momento, sono quelli di Fulmini e tempeste e della title-track "L'esercito dei demoni".

Attenzione, però, che il rock non è solo rumore: molti brani del progetto presentano testi importanti, che parlano dei nostri stati d'animo (Io voglio sbagliare, L'esercito dei demoni), delle difficoltà nella vita (Il mostro, Il sangue del diavolo), e dei rapporti con le altre persone (L'amore fa schifo, Tu sei il mio eroe). Rock sì, ma con la testa e il cuore.

19 gennaio 2026

"Depeche Mode: M" un concerto straordinario affidato a una regia non sempre all'altezza

Le scelte registiche di Fernando Fría spesso sembrano dimenticare quale sia il soggetto del docu-film.

Depeche Mode: M

È da poco uscito nelle sale "Depeche Mode: M", il documentario diretto da Fernando Fría che unisce le immagini delle tre date tenute dalla band nel settembre del 2023 a Città del Messico. La morte del tastierista Andy Fletcher nel 2022 ha lasciato un senso di vuoto e di caducità enorme nei due membri superstiti, che hanno a lui dedicato l'ultimo album "Memento Mori". Le tre date di Città del Messico, che hanno raccolto un totale di 200 mila fan, rientrano nel tour di quest'ultimo disco. Le canzoni sono bellissime come le conosciamo, Dave Gahan e Martin L. Gore sono perfetti come al solito nonostante i sessant'anni compiuti, e grazie a loro il film merita davvero la visione.