21 settembre 2026

Sex education: "L’entusiasmo è decisamente più importante della tecnica"

Un soggetto interessante e dei bravissimi attori nella serie sul sesso a scuola

Locandina di "Sex education"

Sex education è una serie Netflix pubblicata a partire dal gennaio 2019 che tratta dell'educazione sessuale all'interno di un liceo. Il protagonista Otis Milburn (Asa Butterfield) si trova ad affrontare i suoi problemi adolescenziali e quelli sessuali dei compagni di scuola, nonché il mutare delle relazioni con gli amici e la madre. Dal soggetto sono state tratte quattro stagioni, che tuttavia presentano toni differenti.

Otis, adolescente impacciato e con problemi di approccio al sesso, si ritrova a dare consigli a pagamento ai suoi compagni di scuola. Egli propone la terapia psicologica che da tutta la vita sente esercitare dalla madre Jean Milburn (Gillian Anderson), sessuologa che ha uno studio in casa. In questo è aiutato dalla sfrontata Maeve Wiley (Emma Mackey) per la quale prova attrazione. Completano il quadro il suo migliore amico Eric Effiong (Ncuti Gatwa) e i molti compagni di scuola.

Recensione

La prima stagione di Sex education è eccellente e senza sbavature, gli attori e i personaggi sostengono il soggetto con professionalità e coerenza; se la serie fosse stata tutta qui, sarebbe stata perfetta. Il successo di Sex education, però, ha spinto la produzione e l'autrice Laurie Nunn a riprendere in mano la serie. Probabilmente pensando che il soggetto non potesse reggere un seguito, ella vi ha apportato alcune modifiche che lo hanno snaturato. Dalla seconda stagione in poi lo studio di sessuologia di Otis smette di essere il fulcro della vicenda, la serie diventa più comica e va a occuparsi principalmente delle storie romantiche dei personaggi (tra cui Ola, la prima ragazza di Otis).

La terza stagione è coerente con la seconda, ma va a perdere la figura del preside Michael Groff, che da autoritaria nemesi degli studenti si va prima a trasformare in un personaggio buffo e risibile, e poi viene destituito a favore della nuova direttrice Hope Haddon, la quale instaura una bizzarra dittatura nella Moordale Secondary School. La quarta stagione fa perdere a Sex education anche l'elemento comico, la sua ambientazione (le vicende si trasferiscono al Cavendish Sixth Form College) e alcuni dei personaggi ricorrenti meglio riusciti, tra cui la spettacolare Lily Iglehart, scrittrice di racconti erotici alieni. La relazione tira-e-molla tra Otis e Maeve diventa insopportabile come quella tra Ross e Rachel di Friends. La serie si conclude in maniera tronca.

L'elemento che salva l'intera serie è però la recitazione degli attori. Il giovane Asa Butterfield interpreta un personaggio complesso come quello di Otis con profondità e maestria, e apparentemente senza sforzo. Gillian Anderson è semplicemente perfetta, ogni sua battuta stupisce lo spettatore, proponendo una recitazione "più vera del vero". Cosa non è l'interpretazione di quella donna! Ne è passato di tempo (e di ruoli) dall'inespressiva Dana Scully di X-files! Ncuti Gatwa nei panni dell'amico gay Eric Effiong è stratosferico: allegro, colorato e inarrestabile, sembra un Boy George nero sotto effetto di anfetamine. Emma Mackey propone una recitazione intensa, capace di passare dalla bulla clone di Margot Robbie della prima stagione a un personaggio più personale e profondo nelle successive. Infine la già lodata Tanya Reynolds nelle vesti di Lily Iglehart, eccentrica e sopra le righe quanto basta per essere una comprimaria irrinunciabile.

Colonna sonora

La soundtrack originale è stata composta dalla cantautrice statunitense Ezra Furman in 27 canzoni, alle quali si aggiungono quelle edite. Queste ultime sono principalmente brani degli anni '80 e '90, che retrodatano di un po' la serie rispetto a quanto mostrato nelle immagini. Troviamo quindi artisti come Billy Idol, a-ha, The Smiths, UB40 & Chrissie Hynde, INXS, Al Green, The Cure e molti altri. Se state per intraprendere un binge watching della serie, fate caso a quando vengono fatte ascoltare le canzoni dei Devo. Questi sono i brani più popolari di Sex education:

Muddy Waters "Mannish Boy"
Ann Peebles "I Can't Stand The Rain"
King Khan "Born in '77"
Dirty Streets "Good Pills"
Billy Idol "Dancing With Myself"
Chip Taylor & The Ukrainians "Fuck All The Perfect People"
a-ha "Take On Me"
Bikini Kill "Rebel Girl"
M.O, Lotto Boyzz & Mr Eazi "Bad Vibe"
A Flock Of Seagulls "I Ran"
Timbuk 3 "The Future's So Bright, I Gotta Wear Shades"
The The "This Is The Day"
Beth Ditto "Fire"
The Smiths "Asleep"
Coldabank "Lovin' You"
Talking Heads "Road To Nowhere"
Dr. Hook & The Medicine Show "The Yodel Song"
Sløtface "Nancy Drew"
UB40 & Chrissie Hynde "Breakfast In Bed"
The Pickets "When You're Young & In Love"
Devo "(I Can't Get No) Satisfaction"
Billy Ocean "Love Really Hurts Without You"
Delta 5 "Mind Your Own Business"
Violent Femmes "Blister In The Sun"
INXS "New Sensation"
Sheena Easton "9 to 5 (Morning Train)"
Bobby Bland "Ain't No Love In The Heart Of The City"
China Crisis "Christian"
The The "Infected"
Tone-Loc "Wild Thing"
Foghat "I Just Want To Make Love To You"
Eileen Barton "If I Knew You Were Coming I'd've Baked A Cake"
Al Green "Tired Of Being Alone"
The Rooftop Singers "Walk Right In"
The Cure "Boys Don't Cry"
Bob Seger & the Silver Bullet Band "Old Time Rock & Roll"
Grizzly Bear "He Hit Me (And It Felt Like A Kiss)"
Tommy James & The Shondells "Crimson & Clover"
Sigue Sigue Sputnik "Love Missile F1-11"

Fonte titoli canzoni

Articolo originale pubblicato il 07/07/2026 su Onda Musicale

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La pellicola è un biopic parziale, in quanto racconta la vita di Michael Jackson solo fino ai 29 anni, terminando con la pubblicazione dell'album Bad e il successivo tour. La produzione avrebbe voluto prolungare il soggetto, includendo anche i processi subiti dal cantante con l'accusa di pedofilia (reato mai dimostrato), dipingendolo come vittima per riabilitarne l'immagine. Questioni legali hanno però interferito con la realizzazione del film, obbligando il regista Antoine Fuqua a scartare quelle scene e a rimontare la parte finale del girato. Questo taglio ha portato a modificare il soggetto della pellicola, che ora non è più la complessa vita di Michael Jackson, ma l'affrancamento dell'artista dai Jackson 5, dal padre violento e dalla famiglia. Solo nel finale, dopo essersi lasciato definitivamente alle spalle il passato, Michael sorriderà.

20 aprile 2026

"ReMastered: Devil at the Crossroads": la breve vita e lo sconfinato talento di Robert Johnson

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"ReMastered: Devil at the Crossroads" è un documentario Netflix di Brian Oakes del 2019 sul cantante, compositore e musicista Robert Johnson. Il biopic racconta la breve vita nonché l'incredibile talento del bluesman, in parte ancora avvolti dal mistero.

Robert Johnson nasce l'8 maggio del 1911 in una baracca ad Hazlehurst, nel Mississippi, in condizioni di estrema povertà e in epoca di segregazione razziale. Sin da bambino si appassiona alla musica, imparando a suonare prima l'armonica a bocca e poi la chitarra. Il giovane Robert inizia a esibirsi nei locali, ma senza riscuotere successo: la sua abilità viene infatti ritenuta solamente mediocre. Egli poi scompare per un anno e mezzo dalla sua città, senza che nessuno sappia dove sia finito. Quando ritorna e si mette a suonare in un locale, chi lo ha già sentito fatica a riconoscerlo: la sua tecnica è strabiliante, e la sua abilità nell'uso della chitarra è incredibile. Nessun altro al mondo è in grado di suonare in quella maniera.

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L'ignoto spazio profondo (The Wild Blue Yonder)

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Tra queste si fa notare il filmato di “Dinosauri a spasso per la città”, traccia che nelle prime dodici ore dalla sua pubblicazione ha totalizzato più di 1300 visualizzazioni. Si segnalano anche i buoni risultati del video di "Sei calda come il sole". I brani spaziano dal pop alla dance, calienti ritmi latini e ska, con un salto anche nel rock e nel blues. Trovate tutti i filmati sul canale YouTube Gabriele Tomasi Music

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Mercoledì - seconda stagione: "È come tornare sulla scena del crimine"

Il popolare personaggio della famiglia Addams è tornato nella serie Netflix, con alti e bassi.

Jenna Ortega in Mercoledì - seconda stagione

Il successo della serie Mercoledì del 2022 ha spinto la produzione a mettere subito in cantiere una seconda stagione, che è arrivata su Netflix solo nel 2025. La trama è più lunga e complessa rispetto alla precedente, pertanto ci limiteremo a un breve riassunto.

Mercoledì torna alla Nevermore Academy e anche Pugsley inizia a frequentare il primo anno. La ragazza si trova a fare i conti con un suo stalker invisibile, la morte dell’ex sceriffo Galpin, un gruppo di corvi assassini, la perdita dei suoi poteri psichici, i nuovi professori e l'attuale preside, uno zombie risvegliato da Pugsley, una visione ricorrente che le mostra la morte di Enid, il ritorno di Tyler Galpin, Laurel Gates e Larissa Weems.

16 febbraio 2026

Babfilm: siamo tutti solo dei fagioli

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Scenes with Beans

“Babfilm” è una pellicola di animazione ungherese del 1975 del regista Ottó Foky. Il film è realizzato in stop motion con animazione a passo uno, e i suoi protagonisti sono dei fagioli.

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09 febbraio 2026

Into the Abyss: il pensiero di Werner Herzog sulla pena di morte

Un documentario atipico, nella pur già eterogenea filmografia del regista tedesco.

Into the Abyss

A tale of death. A tale of life. Questo è il sottotitolo che Werner Herzog ha voluto assegnare al suo film Into the Abyss incentrato sulla pena di morte. Un documentario atipico, nella pur già eterogenea filmografia del regista tedesco.

Texas, 2010. Werner Herzog si reca in un carcere di massima sicurezza per intervistare due ragazzi, Michael Perry e Jason Burkett, condannati per aver commesso un triplice omicidio a Conroe, negli Stati Uniti, nel 2001. Il documentario prosegue intervistando altre persone coinvolte nella vicenda a diverso titolo, come parenti e conoscenti dei carnefici e delle vittime, un agente di polizia che ha lavorato al caso, il cappellano del carcere e un ex operatore nella camera della morte. Il risultato è una fotografia cruda della pena capitale, e della società che la produce. Il giudizio negativo di Herzog sulla pena di morte è comprensibile dallo spettatore, sebbene non espresso direttamente.