14 settembre 2026

"The Room" il film così trash da essere un cult

La fama, si sa, a volte segue percorsi tortuosi: il caso di Tommy Wiseau e il suo "The Room"

Tommy Wiseau in "The Room"

"The Room" è un bruttissimo film indipendente del 2003, che ha consegnato indelebile alla posterità il nome di Tommy Wiseau. Nell'opera più famosa di Mary Shelley il dottor Frankenstein infonde la vita nella creatura, per poi realizzare di essere lui il "mostro" che ha costretto un essere umano fatto di cadaveri a vivere da reietto. Allo stesso modo Wiseau è un moderno Victor Frankenstein che ha dato vita a "The Room" scrivendone il soggetto, interpretando il ruolo principale, occupandosi della regia e anche della produzione. E sì: Tommy Wiseau è il "mostro" che ha costretto quel film malnato a rapportarsi per sempre con la cinematografia mondiale, raffronto dal quale esce - inevitabilmente - deriso, perdente e reietto.

Parlare di "The Room" è parlare di Wiseau, persino più che della pellicola stessa. Tomasz Piotr Wieczorkiewicz nasce in Polonia nel 1955; deluso dal vecchio continente decide di inseguire il "sogno americano" e si trasferisce negli Stati Uniti. Lì si rifà una vita cambiando nome in quello più famoso, presentandosi come nativo di New Orleans e togliendosi venti anni quando parla di sé. Svolge alcuni lavori temporanei, finché a seguito di un incidente automobilistico di cui è vittima riceve un risarcimento milionario. Il suo sogno è la recitazione, pertanto prende casa a San Francisco ove frequenta molti corsi, anche se con scarso profitto. In uno di questi, però, conosce Greg Sestero - un ragazzo con cui fa amicizia - e assieme decidono di trasferirsi a Los Angeles. La città degli angeli si dimostra tuttavia avara di ingaggi nei loro confronti. La situazione si sblocca quando i due amici decidono che se il cinema non li vuole, saranno loro a realizzare il film che li metterà in mostra. Wiseau si occupa di tutto, fino a spendere 6 milioni di dollari (10.500.000 al cambio attuale) per una pellicola realizzabile con la metà del budget; Sestero fa il coprotagonista.

Il film debutta a Los Angeles il 27 giugno del 2003, rivelandosi un disastro totale sia di pubblico sia di critica. Viene descritto come una delle peggiori pellicole mai fatte, addirittura definito "il Quarto Potere dei film brutti" da Clark Collis di Entertainment Weekly. La voce di una tale catastrofe comincia a girare e molte persone si dichiarano interessate a vedere "The Room", al punto che le sale organizzano delle proiezioni a tarda ora per mostrare la pellicola al pubblico amante del cinema di serie B. Ne nasce un culto per il film e il suo creatore che dura tutt'oggi, anche se a distanza di più di vent'anni "The Room" non è ancora riuscito a incassare l'intera cifra spesa.

Cos'ha di così orribile "The Room"? La ragione del suo flop ha un nome preciso. E anche un cognome preciso. E avrete già capito che si tratta di quello di Tommy Wiseau. Ogni singolo elemento che sia partito da lui è inevitabilmente fatto male. Brutta la sceneggiatura che non va da nessuna parte, pessime le scelte registiche e ridicola la sua recitazione. Gli altri attori, per quanto semi esordienti, non sono poi male. Fosse stata tutta da buttare, forse la pellicola sarebbe stata considerata alla stregua di tanti prodotti amatoriali insulsi. Il fatto che i difetti del film scaturiscano tutti da Wiseau, invece, ne ha determinato un inedito status di cult.


Su "The Room" e Tommy Wiseau sono stati realizzati alcuni film e documentari, tra i quali io consiglio "The Disaster Artist" tratto dall'omonimo libro di Greg Sestero. Il 26 giugno 2026 si è tenuta la prima di "The Room Returns" - un remake a scopo benefico - interpretato da Bob Odenkirk, Bella Heathcote, Kate Siegel e lo stesso Greg Sestero, prodotto da Mike Flanagan e diretto da Brando Crawford. Sul sito specializzato IMDb "The Room" originale ha un voto di 3,6/10, sull'aggregatore di recensioni Metacritic totalizza il punteggio di 9/100, mentre su Rotten Tomatoes del 24% (comunque migliore dello 0% di "Highlander II").

Vent'anni fa, forse, avrei concluso l'articolo al paragrafo precedente, dopo aver sfogato tutto il mio cinismo; oggi sento di dover aggiungere un disclaimer. Probabilmente Tommy Wiseau ha un disturbo del neurosviluppo, rientra nello spettro autistico o qualcosa di simile, pertanto prendersela eccessivamente con lui è sbagliato. A tutti noi è capitato di fare una cosa che pensavamo positiva, e invece ci siamo trovati di fronte a reazioni di sdegno: nessuno può essere colpevolizzato per questo. Finché ci si limita a un giudizio scherzoso sul film va bene, invito però tutti a non esagerare con le critiche alla persona vera che vi sta dietro. E, in fondo, Tommy Wiseau ci sta anche simpatico, perché non ha fatto del male a nessuno ed è riuscito a realizzare il suo sogno.

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