29 marzo 2018

La lunga corte di Mick Jagger a Maurits C. Escher

Maurits Cornelis Escher è stato un artista olandese le cui opere si fanno apprezzare ancora oggi da un vasto pubblico, in particolare dai matematici per il suo approccio marcatamente geometrico all'immagine. Meno noto è l'interesse rivoltogli dai figli dei fiori e dai musicisti suoi contemporanei, che sfociò in una curiosa corrispondenza.

Nel gennaio 1969 Mick Jagger scrisse ad Escher chiedendo di poter utilizzare una sua opera per la copertina dell'album "Let it Bleed" dei Rolling Stones, di prossima pubblicazione. La lettera, e la relativa risposta, furono pubblicate nel 1974 sulla rivista "Holland Herald":

"Caro Maurits,
Per un bel po' di tempo ho avuto tra le mani il tuo libro, e non smetto mai di stupirmi ogni volta che lo sfoglio! In realtà credo che il tuo lavoro sia assolutamente straordinario e farebbe molto piacere a me e a molte persone intorno a me comprendere meglio e capire esattamente cosa stai facendo.
Abbiamo programmato il nostro prossimo disco per marzo o aprile di quest'anno, e mi farebbe molto piacere riprodurre uno dei tuoi lavori sulla copertina. Ti prego quindi di prendere in considerazione la progettazione di una "immagine" per illustrarla oppure, qualora tu avessi delle opere inedite, si potrebbe anche pensare di usare una di queste. L'idea di una delle tue "illusioni ottiche" mi affascina, ma anche un'immagine come quella di Evolution sarebbe ovviamente altrettanto adatta. Direi che è la stessa cosa. Si potrebbe anche usare un'immagine lunga come Metamorfosi, che potremmo poi riprodurre come un pieghevole che si estrae. Potrebbe essere sia in bianco e nero sia a colori, cosa che lascio decidere a te.
Naturalmente, sia tu sia i tuoi editori, potete ottenere tutti i diritti e crediti sulla copertina, e negozieremo il giusto compenso qualora ti deciderai a farlo. Sarei molto grato se tu potessi prendere contatto con Peter Swales o con la signorina Jo Bergman al suddetto indirizzo o al numero di telefono indicato (in addebito al numero chiamato). Sia l'uno, sia l'altra ti daranno tutta l'assistenza necessaria. Tuttavia, io non sono così fortunato da possedere un interprete olandese, e quindi se non parli Inglese o Francese, ti sarei grato se tu potessi trovare qualcuno a Baarn che ti faccia da interprete.
Cordialmente,
Mick Jagger
per Rolling Stones Ldt."


Una lettera decisamente ammirata e gentile, da parte del giovane Mick. Si deve essere impegnato parecchio per mettere da parte la sua nota ruvidezza e strafottenza. Purtroppo la risposta di Escher (indirizzata a Peter Swales) non sembrò apprezzarne lo sforzo:

"Egregio Signore,
alcuni giorni fa ho ricevuto dal signor Jagger una lettera che mi chiede di disegnare un quadro o di mettere a disposizione un mio lavoro inedito da riprodurre sulla custodia per un LP.
La mia risposta a entrambe le richieste deve essere no, in quanto voglio dedicare tutto il mio tempo e la mia attenzione ai tanti impegni che ho contratto. Non posso assolutamente accettare ulteriori incarichi o perdere tempo per la pubblicità.
A proposito, la prego di dire al signor Jagger che non sono Maurits per lui, ma
Molto sinceramente,
M. C. Escher"


Incassato il due di picche olandese, gli Stones si misero al lavoro sull'album. Le sedute di incisione durarono più del previsto, anche a causa della sopraggiunta necessità di estromettere Brian Jones dalla band in giugno e sostituirlo con Mick Taylor, e soprattutto a seguito della morte di Jones in luglio.
Causa politiche di mercato, l'uscita di una raccolta si rivelò più urgente del nuovo album. Mick Jagger, si sa, è una persona che non si arrende alla prima occasione. Pensando che forse la sua precedente lettera fosse stata troppo vaga, scrisse nuovamente ad Escher chiedendo questa volta specificatamente la sua opera "Verbum" per la copertina della compilation "Through the Past, Darkly". Purtroppo dai Paesi Bassi giunse il solito rifiuto. Il titolo di una canzone incisa per "Let it Bleed" appare quindi decisamente profetico: Mick, "you can't always get what you want"!

La raccolta "Through the Past, Darkly" venne pubblicata nel settembre 1969 con in copertina una foto della band, una delle ultime in cui compaia anche Brian Jones.

I Rolling Stones non furono però gli unici musicisti affascinati dai mondi di Escher. Nel novembre dello stesso anno i Mott the Hoople (sì, quelli di "All the Young Dudes") decisero di mettere sulla copertina del loro primo eponimo album l'opera "Rettili" di Escher, ma senza sfoggiare la cortesia epistolare di Jagger: non chiesero proprio i diritti. Della cosa si occuparono gli avvocati della "Fondazione Escher".

L'album "Let it Bleed" venne pubblicato solo nel dicembre 1969, con in copertina una scultura surreale ideata da Robert Brownjohn: una torta sopra a un giradischi. Sarebbe stato molto meglio Escher.

Successivamente, ma siamo ormai a metà anni '80 (e l'artista olandese ha lasciato questo mondo da un pezzo), i Pink Floyd pubblicarono la raccolta live "On the run, The Live Biography, Vol. III" con in copertina la famosa litografia "Relatività" di Escher. Questa volta autorizzati.

E infine... Mick Jagger ha in qualche maniera ottenuto la sua satisfaction, anche se con quasi mezzo secolo di ritardo. Il 15 ottobre 2017 in occasione della tappa del "No Filter" tour dei Rolling Stones ad Arnhem, città dei Paesi Bassi in cui Escher ha trascorso la sua giovinezza, la band ha ottenuto che il manifesto del concerto potesse essere ispirato all'opera "Rind" dell'artista olandese.

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